Ecco le prime parole del nuovo segretario del PD, Pier Luigi Bersani
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Primarie PD: manca poco all'ora X

Domenica 25 è la data in cui il Pd sancirà le sue sorti. Chi uscirà vincitore?
di Gennaro Di Gennaro
Programmazione, innovazione e territorialismo: ecco i segnali che sono emersi, i segnali che sono stati lanciati all’indomani della presentazione, tenutasi nell’Aula Consiliare del comune di Ottaviano, delle liste nazionali e regionali che sosterranno Bersani alle primarie del Partito Democratico che si terranno Domenica 25 ottobre. Il PD inizia a guardare al futuro, ad un futuro diverso dal triste passato che lo ha visto protagonista. Questo il messaggio unanime che è filtrato. Monica Casillo, candidata all’assemblea regionale nella lista “essere Democratici” e Marzia Bussone, capolista della suddetta lista, per quanto riguarda l’ambito regionale, mentre Mario Iervolino, Dora Franzese e Michele Caiazzo, candidati all’assemblea nazionale, hanno lasciato chiaramente intendere che, con la mozione portata avanti da Bersani, si auspica ad una svolta, alla crescita di un partito che sappia essere popolare, laico e vicino più che mai ai giovani. Monica Casillo e Marzia Bussone hanno posato le loro parole su tematiche prettamente territoriali, traducendo in parole quella che è la situazione odierna che affligge la politica in ambito locale: “Il cittadino oggi come oggi guarda la politica da lontano, con distacco e disaffezione, un po’ per sua mancanza di interesse, ma soprattutto perché la politica ha accantonato la sua originaria funzione: il contatto con la gente. Ecco il Pd, con Bersani si prefigge di restaurare questo vincolo solidaristico, facendo si che la politica non sia più qualcosa di lontano e distante, ma qualcosa che venga immediatamente a contatto con le persone”. Con le parole invece di Mario Iervolino, Dora Franzese e Michele Caiazzo , il discorso amplia la sua portata e tocca gli estremi confini della politica nazionale. Il primo si esprime in questi termini: “Ho accettato questa sfida per 2 motivi: il primo, per garantire una forte rappresentatività del partito a livello territoriale e il secondo, per far si che l’idea di Primarie, non resti a se stante, ma servi ad avvicinare la gente alla politica e non sia invece un semplice evento occasionale". Dora Franzese parte proprio da questo ultimo punto per iniziare il suo discorso è sottolinea come le primarie, dovrebbero essere il momento per avvicinare nuovi elettori al partito, possibilmente giovani, elettori non occasionali, ma elettori che votino PD con coscienza e sopratutto elettori che abbiano intenzione di dare il loro contributo alla crescita del partito. “Ho appoggiato Bersani perché fermo restando l’ammirazione per Marino e Franceschini credo che per riorganizzare il PD serva una persona che a livello governativo abbia fatto la sua parte e sicuramente Bersani lo è. C’è bisogno di una persona che sappia creare attorno a sè un movimento collettivo di ampia portata che riesca a contrapporsi all’individualismo della destra; Bersani può essere la persona giusta.
Michele Caiazzo, consigliere regionale del Pd, esamina la situazione allargando ancor più le prospettive della tematica: “Le liste che sono stata fatte hanno seguito un indirizzo preciso: quello di rafforzare il concetto di territorialità e di affidarsi a persone che, nei rispettivi territori abbiano un riscontro popolare rilevante; Mario e Dora sono sicuramente 2 esempi lampanti di questa strada da noi scelta. Le due batoste subite alle politiche e alle Europee e le dimissioni di Veltroni da segretario ci hanno spinto a cambiare,marcia e ad invertire la rotta. Ritengo che appoggiare Bersani sia il modo migliore per farlo, perché con lui sarà effettivamente possibile creare un alternativa alle destre e , mettendo un attimo da parte il discorso relativo alla compattezza del partito, ritengo che colui che rappresenterà il PD non possa essere assolutamente chi ha portato all’insuccesso, direttamente o indirettamente, ma debba essere effettivamente portatore di un vento nuovo e non di una semplice ondata di falso nuovismo”.
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La legge è uguale per tutti.
Di Antonio Cimmino
Pressioni,minacce,dubbi esilaranti. Ma dopo due giorni di discussioni,la Corte Costituzionale,dichiara fermamente che la legge è uguale per tutti.
Sarebbe davvero bastato un minuto per ribadire l’articolo 3 della nostra Costituzione,ma siamo in Italia…E dunque ci sono volute ben 48 ore.
Alle 13:00 del 7 ottobre 2009,quando la camera di consiglio è stata sospesa per la pausa pranzo,prende a ventilare un primo “rumor” di un’imminente e netta bocciatura del lodo Alfano. A quell’ora i giudici (formalmente) non avevano ancora votato,ma gli schieramenti erano già ben definiti e il precipitare degli eventi era già stato avvertito.
Legge nota con il nome “Disposizioni in materia di sospensione del processo penale, nei confronti delle alte cariche dello Stato” (l. 124/2008),il lodo Alfano fu presentato come disegno di legge dall’omonimo ministro della giustizia ed approvato dal consiglio dei Ministri del Governo Berlusconi nel giugno 2008.
A distanza più di un anno,però,l’altolà della Corte Costituzionale al lodo parla chiaro:per sospendere i processi nei confronti delle più alte cariche dello Stato è necessaria una legge costituzionale e non ordinaria. La decisione presa a maggioranza dai giudici della consulta comporta la ripresa dei due processi in cui il Premier Berlusconi è imputato,e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset e per corruzione in atti giudiziari di David Mills, avvocato inglese.
Dal suo canto,Niccolò Ghedini,legale di Silvio Berlusconi,ribadisce come il lodo equivale soltanto a una “garanzia” per tutelare il diritto di difesa di un qualsivoglia cittadino imputato,che al tempo stesso riveste un’alta carica dello Stato.
Ma la Corte da appieno ragione ai giudici di Milano dei processi Mills e Mediaset:
il lodo Alfano crea una differenziazione di trattamento tra cittadini,violando pertanto il già citato art.3 della Costituzione;violazione,questa,che può essere compiuta soltanto con una legge costituzionale (art.138).
Di certo veemente la reazione del leader della Lega Nord,Umberto Bossi,ma al momento della verità,il voto dei 15 giudici della Consulta parla chiaro:nove a favore della bocciatura e sei contro. Quando il presidente Amirante avverte il Quirinale una cospicua ridda di tv italiane e straniere era già fuori palazzo della Consulta in attesa,mentre il verdetto giunge a Berlusconi poco dopo,mentre era a Palazzo Grazioli con i suoi.Per di più,dopo la bocciatura del Lodo Alfano, Berlusconi, visibilmente scosso dall'avverso risultato, non perde occasione per lanciare bordate a tutti coloro che a suo dire complottano contro di lui. E allora ecco i componenti della Corte costituzionale, magistrati e giuristi di riconosciuto valore, ridotti al rango di esecutori di un mandato politico. E poi la versione secondo cui Napolitano lo avrebbe garantito dell'approvazione del Lodo anche da parte della Consulta. Infine c'è la conclusione degna dell'eleganza del cavaliere: L'offesa a Rosi Bindi definita "più bella che intelligente". Pronta la replica dell'interessata: "non sono una donna a sua disposizione". Ed efficace la battuta della Melandri: Berlusconi, un uomo più alto che educato". o ancora meglio: "più alto che onesto".
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Referendum del 21 giugno: come e per cosa votare
- Il primo quesito riguarda il "Premio di Maggioranza alla lista più votata" - Camera - ( SCHEDA VIOLA ). Attualmente, il premio di maggioranza, calcolato su base nazionale alla Camera, viene attribuito alla lista o alla coalizione che ha ottenuto il maggior numenro di voti. Tale quesito è mirato all'abrogazione del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alla coalizione vincente.
Se prevarrà il SI, Il premio di maggioranza verrà attribuito alla LISTA CHE AVRà OTTENUTO PIù VOTI E NON ALLA COALIZIONE, di conseguenza la soglia di sbarramento verrà innalzata: le liste ( e non le coalizioni di liste, si badi bene ) per avere rappresentanza alla Camera dovranno superare la soglia del 4%. Se prevarrà il NO, resterà in vigore il sistema attuale
- Il secondo quesito riguarda il " Premio di maggioranza alla lista piu votata - Senato. ( SCHEDA BEIGE ). Oggi come oggi, il premio di maggioranza, attribuito al Senato su base regionale e non nazionale, viene attribuito alla lista o alla coalizione che ha ottenuto il maggior numero di consensi. Il quesito in esame propone l'abrogazione del collegamento delle liste e della possibilità di attribuire il premio alla coalizione vincente.
Se prevarrà il SI, il premio di maggioranza verrà attrbuito alla LISTA CHE AVRà OTTENUTO PIù VOTI E NON ALLA COALIZIONE, con conseguente innalzamento della soglia di sbarramento: le liste ( e non le coalizioni n.b ) per avere i loro rappresentanti in Senato dovranno superare la soglia dell'8%. Se prevarrà il NO, rimarrà in vigore il sistema attuale.
- Il terzo quesito referendario riguarda l'" Abrogazione delle candidature multiple" ( SCHEDA VERDE ), cioè eliminare la possibilità che un candidato si possa candidare in più di una circoscirzione. Con il sistema elettorale attualmente vigente, in caso di vittoria plurima, il candidato ha la possbilità di scegliere il seggio, lasciando agli altri candidati del proprio partito il seggio ottenuto in una circoscrizione diversa. Quindi attualmente, volendo essere "pratici", vige un sistema estremamenente "partitocratico" e scarsamente rappresentativo. Se prevarrà il SI, tale sistema verrà abrogato.
é FONDAMENTALE RICORDARE CHE PER ESSERE VALIDO, CIASCUN QUESITO deve raggiungere il quorum: devono cioè recarsi a votare il 50% più uno degli aventi diritto al voto. Se il quorum non viene raggiunto resta in vigore la legge attuale, qualunque sia il risultato del referendum.
Gennaro Di Gennaro
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COME SI VOTA?
Mancano solo due giorni alle tanto attese elezioni politiche.
Sabato pomeriggio dalle 15 alle 22 e domenica dalle 07.00 alle 22.00 potremo dare la nostra preferenza ai candidati che riteniamo più meritevoli e più adatti a rappresentarci.
Di seguito ricordiamo come avverranno le votazioni:
ELEZIONI EUROPEE (SCHEDA ARANCIONE)
L’elettore, al momento della votazione, riceverà una scheda di colore arancione Il voto di lista si esprime tracciando sulla scheda, con la matita , un segno sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta.
I voti di preferenza nel numero massimo di 3, si esprimono scrivendo nelle apposite righe, predisposte a fianco e nel rettangolo contenente il contrassegno della lista votata, il nome e cognome o solo il cognome dei candidati preferiti, presenti nella lista in oggetto.
ELEZIONI PROVINCIALI (SCHEDA GIALLA)
per attribuire la propria preferenza al
candidato al consiglio provinciale e al
presidente della provincia collegato
basta tracciare un segno sul relativo contrassegno;
__________
per attribuire la propria preferenza sia al
candidato al consiglio provinciale corrispondente al contrassegno votato, sia al candidato alla carica di presidente della provincia;
bisogna tracciare un segno sul relativo rettangolo per il candidato al consiglio provinciale e un segno sul relativo contrassegno per il candidato alla presidenza della provincia;
__________
per attribuire il proprio voto soltanto ad
un candidato alla carica di presidente della provincia,
basta tracciare un segno sul relativo rettangolo;
__________
Ricordiamo che per le elezioni provinciali non è ammesso il voto disgiunto ,
ovvero si dovrà scegliere di votare per le due cariche che appartengono allo stesso gruppo o gruppo di liste.
Per il ballottaggio il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo appartenente al candidato prescelto.
ELEZIONI COMUNALI (SCHEDA AZZURRA)
La scheda presenta i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco,
ad ognuno di essi ci sono attribuite le liste con il proprio simbolo.
L’elettore può votare:
per un candidato alla carica di sindaco
basta tracciare un segno sul nome del candidato prescelto
_________
per una lista
basta tracciare un segno sul simbolo prescelto ( in tal caso il voto andrà anche al candidato alla carica di sindaco collegato)
________
per una lista e per un candidato sindaco NON collegato ad essa
bisogna tracciare un segno sul candidato alla carica di sindaco prescelto e ad una lista a lui NON collegata (voto disgiunto)
_________
Per attribuire il proprio voto ad un candidato alla carica di consigliere comunale sarà necessario scrivere il suo cognome nel riquadro del simbolo della lista corrispondente
in caso di omonimia, si dovrà esprimere la propria preferenza scrivendo il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita del candidato preferito.
_________
Per il ballottaggio fra due candidati alla carica di sindaco il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo corrispondente il nome del candidato.
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Ad Ottaviano vince Nicolais
OTTAVIANO - Si sono svolte domenica 24 marzo le primarie del Partito Democratico per scegliere il candidato alla presidenza della provincia che avrebbe sfidato l'on. Luigi Cesaro (Pdl) alle prossime elezioni. 
A Torre Annunziata, invece, l’affluenza è stata bassa: 564 votanti (gli iscritti al Pd sono 1.500). Nel comune oplontino 231 persone (41,04%) hanno scelto Vozza, 186 (33,03%) Allodi e 146 (25,93%) Nicolais. Dati del tutto diversi sono arrivati da Boscoreale dove i votanti sono stati 367. Nicolais ha ricevuto 232 (63,56%) voti, Allodi 99 (27,12%) e Vozza 34 (9,31%). A Trecase invece sono stati 202 i votanti. Preferito il sindaco stabiese (131 voti, pari al 65,50%), seguito da Nicolais (53 voti, 26,50%) e Allodi (18 voti, 9%).La redazione
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FENOMENO YOUTUBE 2
speriamo che non sia l'ennesima delusione.....
Gaspare Satira
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FENOMENO YOUTUBE
e poi dicono che non esiste la libertà di parola....
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Napoli, assessori in manette!!!
In totale sono 13 le persone coinvolte nell'inchiesta. Tra di loro anche gli onorevoli Bocchino (Pdl) e Lusetti (Pd)
coinvolto nell'indagine sulla delibera «Global service», approvata dal Comune di Napoli. Altre 12 persone sono invece agli arresti domiciliari: tra essi due assessori della giunta comunale di Napoli, due ex loro colleghi e un ex provveditore alle opere pubbliche. L'operazione è stata condotta dalla Dia e dai Carabinieri di Caserta, che hanno eseguito le ordinanze cautelari firmate dal Gip di Napoli, che ha accolto le richieste della Direzione distrettuale antimafia napoletana, guidata dal procuratore Franco Roberti. I provvedimenti riguardano l'indagine sulla delibera «global service» approvata dal comune di Napoli per la manutenzione delle strade e del patrimonio pubblico oltre che per la gestione di mense scolastiche.QUATTRO GLI ASSESSORI COINVOLTI - Sono quattro gli assessori del Comune di Napoli, già dimissionari oppure attualmente in carica, coinvolti nell’indagine. I quattro esponenti politici sono stati raggiunti mercoledì mattina da un provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari. Enrico Cardillo è l’ex assessore al Bilancio (dimessosi il 28 novembre scorso, ndr) mentre Giuseppe Gambale era l’ex assessore alle Scuole. Ferdinando Di Mezza e Felice Laudadio, invece, sono ancora nella giunta Iervolino rispettivamente con le deleghe al Patrimonio e all’Edilizia.
I NOMI DEGLI ARRESTATI - Questi i nomi dei altri destinatari delle ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sul global service, coordinata dal procuratore Giovandomenico Lepore, dal procuratore aggiunto e coordinatore della Dda Franco Roberti e dai pm Raffaello Falcone, Enzo D'Onofrio, Pierpaolo Filippelli. Alfredo Romeo, imprenditore napoletano, titolare della Romeo Service, unico per il quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Agli arresti domiciliari sono Paola Grattani, sua collaboratrice; Guido Russo, ex funzionario dell'Arpa di fatto collaboratore di Romeo; l'ex assessore comunale all'istruzione ed ex parlamentare Giuseppe Gambale; l'ex assessore al bilancio del comune Enrico Cardillo; gli assessori comunali in carica Ferdinando Di Mezza (sue le deleghe al patrimonio e alla manutenzione degli immobili) e Felice Laudadio (edilizia); l'ex provveditore alle opere pubbliche della Campania Mario Mautone; il colonnello della guardia di finanza già in forza alla Dia Vincenzo Mazzucco. Destinatari di ordinanze sono inoltre Vincenzo Salzano e Luigi Piscitelli.
COINVOLTI ANCHE I DUE PARLAMENTARI BOCCHINO E LUSETTI
- Ci sono
anche due parlamentari in carica tra le persone coinvolte nell'inchiesta della Dda di Napoli. Sono Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd). Per entrambi l'accusa è associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta. Sarebbe, inoltre, stata chiesta l’autorizzazione a procedere alla Camera dei deputati anche per poter utilizzare alcune intercettazioni telefoniche che vedrebbero il coinvolgimento di Bocchino e Lusetti. Postato da Emanuele Ragosta per Il Confronto
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"Io c'ero!"

Le immagini in televisione non possono rendere l’idea di ciò che effettivamente è stata questa manifestazione…una manifestazione, e mi sento di affermarlo in tutta coscienza, né di destra né di sinistra, non contro il Governo o La signora Gelmini, ma sempre e soltanto in nome della cultura. Una fiumana di idee e di pensieri lontana, molto lontana, dai cinici giochi della politica. Poco contano le stime meramente numeriche della Pretura e del Sindacato…la capitale strabordava di giovani e non, tanto che alle otto del mattino il traffico sul Raccordo Anulare era già al collasso ed il corteo, che doveva attraversare la città, ha avuto, in realtà inizio molti chilometri prima dell’Anagnina, preceden
do, nonostante il tempaccio e la stanchezza, propria di una levataccia, in modo disciplinato e composto, ma sempre in un crescendo di entusiasmo ed adrenalina.Indimenticabile, naturalmente, l’immagine di una Piazza del Popoli stipata di gente proveniente da ogni dove, tutta un mare di persone diverse, ma unite sotto lo stendardo di un ideale comune. Al di là dei comizi e dei discorsi politici, l’anima della manifestazione sono stati i cori di slogan, i travestimenti multicolori, l’incontro con persone sconosciute che si sono rivelate più vicine di vecchi amici.
La Roma del 30 ottobre era una grande famiglia, o forse la spettacolare festa di coloro che non vogliono arrendersi alla distruzione attentamente pianificata di ciò in cui hanno sempre creduto, o dei sogni ai quali hanno affidato il proprio futuro. Forse i media amano stigmatizzare le sporadiche azioni di quegli scarni gruppi di facinorosi interessati alla violenza, ma quello che noi abbiamo visto è stato tutto un altro film: quello di studenti, professori, collaboratori scolastici, dirigenti, pensatori e semplici cittadini stretti sotto un’unica bandiera, apartitica e non, come si è detto, succube di meschine strumentalizzazioni. Una grande danze in cui tutti si sono stretti la mano, dimenticando l’appartenenza geografica e ideologica in nome di una cultura libera, pubblica e di qualità. Quello che forse potrà restare un sogno, ma in quel sogno, noi velleitari idealisti, amiamo poter dire di esserci stati!
Rita Saviano, "Il Confronto"
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Milano - Le Borse europee rimbalzano dopo il lunedì nero nella speranza di un taglio dei tassi coordinato da parte delle banche centrali mondiali (bruciati 450 miliardi di capitalizzazione, mai così male dal 1987). L’indice Dj Stoxx 600, che sintetizza l’andamento dei listini del Vecchio Continente, sale del 2%. Londra guadagna il 2,10%, Parigi il 3,91% e Francoforte il 2,08%, Milano il 2%. Ad accendere la speranza per una riduzione generalizzata del costo del denaro è stata la mossa della banca centrale australiana che ha ridotto ben oltre le attese il costo del denaro. Ma è un'illusione che dura poco.
Nuova flessione Indicazioni sulle intenzioni delle banche centrali mondiali potrebbero venire dai discorsi in programma per oggi pomeriggio dei presidenti della Bce, Jean-Claude Trichet, e della Fed, Ben Bernanke. Da un rialzo del 2,6% l’indice Dj Stoxx è arrivato a perdere l’1,6% e ora cede circa mezzo punto percentuale. Il Dax a Francoforte guadagna lo 0,9%, il Cac40 a Parigi lo 0,88%, il Ftse100 a Londra lo 0,49%. A trascinare gli indici al ribasso sono ancora una volta le banche che vedono l’indice Dj Stoxx di settore perdere il 4,5%. Soffrono Royal Bank of Scotland (-23,7%) e Barclays (-17%) dopo le indiscrezioni di stampa che hanno rivelato dell’esistenza di colloqui in corso tra il governo britannico per un’iniezione di di 45 miliardi di sterline per rafforzare il capitale delle due banche. Royal Bank of Scotland si è anche vista ridurre il rating da parte di Standard & Poor’s. Giù anche Commerzbank (-17,9%).
Trema Piazza Affari E tra le borse europee, Milano si conferma ancora una volta una delle peggiori con lo S&P/Mib che cede l’1,4%. Piazza Affari è stata colpita da una raffica di sospensioni che ha visto uscire dagli scambi per eccesso di ribasso Unicredit, Telecom, Fiat, la Popolare di Milano, Impregilo, Seat, Geox, il Banco Popolare, Tiscali, Pirelli Real Estate, Ifi. I titoli più venduti ora in contrattazione sono Telecom (-6,7%), Impregilo (-8,7%) e Unicredit (-5,6%).
Asia, situazione tesa Resta tesa la situazione sulle principali Borse asiatiche. L’Msci Asia-Pacifico, che sintetizza l’andamento dei listini, cede l’1,1%. Un andamento negativo ma in recupero rispetto al minimo di seduta che ha visto l’indice scendere di oltre il 3%. Tokyo ha chiuso in pesante ribasso (-3,03%), gli indici cinesi sono in calo ma altri listini, come Seul e Sydney, sono riusciti a portarsi sopra la parità dopo che la Banca Centrale australiana ha abbassato il suo tasso "overnight" dal 7% al 6%. Una mossa che ha riacceso le speranze per una riduzione del costo del denaro anche da parte di altre Banche Centrali. "Ci sono voci su un possibile taglio globale e coordinato dei tassi di interesse e la Banca Centrale australiana lo starebbe anticipando" ha commentato a Bloomberg un gestore. Anche in India la la Banca Centrale ha agito per allentare gli effetti della crisi creditizia riducendo la quantità di capitale che le banche devono accantonare a riserva così da liberare liquidità. Tirano il fiato in Australia e India i bancari, male invece le auto. L’avanzare della crisi economica continua a pesare sui gruppi delle materie prime.
tratto da www.ilgiornale.it
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MANOVRA ECONOMICA 2009-20011,questa incomprensibile creatura
Vediamo un po’ di capire:
Soppressi glie enti pubblici non economici con meno di 50 addetti. A me 49 addetti mi sembrano tanti,soprattutto se parliamo di uffici importantissimi per il cittadino quali l’INPS,andrebbe quindi a scomparire l’ufficio al quale facciamo capo,cioè Somma,che ha circa 30 addetti,è un esempio ovvio,ma a mio parere andrebbe migliorato questo ufficio invece di essere soppresso,probabilmente ma questo non si capisce bene dal post,gli addetti di somma saranno impiegati nell’ufficio di Napoli dove credo che siano più che garantiti i servizi al cittadino visto il gran numero di uffici e di addetti oppure gli addetti dell’INPS(minore)saranno messi in cassa integrazione…e Il vantaggio?
Questo è l’elenco di alcuni enti pubblici non economici,sottovalutati dalla manovra: fra di essi ci sono l’INPS,Croce Rossa Italiana,ENEA,INAIL…..
ACI - Automobile Club d'Italia
(CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche)
(CRI - Croce Rossa Italiana)
(ENEA - Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente)
ICE - Istituto Nazionale per il Commercio Estero
(INAIL - Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro)
INEA - Istituto Nazionale di Economia Agraria
(INPS - Istituto Nazionale della Previdenza Sociale)
ISTAT - Istituto Nazionale di Statistica
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
(Istituto Superiore di Sanità)
INPDAI - Istituto Nazionale di Previdenza per i Dirigenti di Aziende Industriali
INPDAP - Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell'Amministrazione Pubblica
IPSEMA - Istituto di Previdenza per il Settore Marittimo
DALLE UNIVERSITÀ ALLE FONDAZIONI.
Dopo i gravi tagli alle università per colmare le perdite avute dall’abolizione dell’ICI,manovra fatta dal PDL per il semplice fatto di puntare al voto delle famiglie che lo seguono pur di risparmiare 150 euro annui,pur sapendo che comunque uno studente lavoratore non lo voterà mai,si parla di FONDAZIONI…Università privata!
BENE,anzi MALE, Il provvedimento più grave riguarda il fatto che viene data facoltà alle Università di potersi trasformare in fondazioni di diritto privato. Viene inoltre ridotto il fondo di finanziamento ordinario di 500 milioni di euro in tre anni e si mettono in campo FORTI limitazioni per le assunzioni. E’ superfluo spiegarvi per quale motivo si mette in discussione l’accesso al più alto grado di istruzione italiana per TUTTI gli studenti. Attualmente i Corsi di Laurea devono rispettare alcuni parametri, come previsto dal D.M. che istituisce i requisiti necessari: fra i tanti un numero minimo di professori per ogni Classe di Laurea e un preciso rapporto numerico fra studenti e numero di docenti. Le già precarie funzionalità dell’università Italiana rispetto alla media Europea andranno così a moltiplicarsi visti i tagli all’istruzione,verranno meno strutture e funzionalità,facendo in modo che anche le poche Classi di Laurea rimaste diventino a numero chiuso. Cosa dubbia è la sorte dell’attuale tassazione stabilita dall’ FFO al 20%,con l’università privata l’istruzione diventerà solo un lusso per i ricchi e questo indice verrà innalzato?Gli studenti cosa ne pensano?e le famiglie che pur risparmiando l’ICI pagano alte tasse universitarie?
CLASS ACTION CONTRO LA PA
Questo non mi è molto chiaro,class action contro la pubblica amministrazione e quando la vinceremo mai una causa?inoltre non capisco:Brunetta dice avremo la class action (che abbiamo RISCRITTO)anche contro la pubblica amministrazione…Beh è bene che un cittadino possa intraprendere azioni di denuncia anche contro la PA per un mancato servizio ricevuto,ma avrei lavorato alla class-action contro il MALGOVERNO,facendo una legge chiara e ben definita e maggiormente(non solo apparentemente) a favore del cittadino,e cioè il risarcimento di spese legali e accessorie,in questo modo se tu PREPOTENTE POLITICO di turno al servizio del cittadino denunci me un CITTADINO DI CLASSE MEDIA per quello che sto scrivendo e viene deciso che ho ragione non solo paghi tutte le spese ma anche i danni morali così impari a fare il gradasso a discapito della libertà di stampa.
MENO COLLABORAZIONI E CONSULENZE.
Vi spiego,talvolta una PUBBLICA AMMINISTRAZIONE come anche il comune di Ottaviano,per sopperire al fabbisogno di lavoratori,si affida a privati(tecnici,ragionieri,consulenti) esterni,una legge giovane istituita da poco che,a mio parere, non grava molto sulle spesse di amministrazione perché:consente di avere il minimo indispensabile in termine di dipendenti e di farsi aiutare SOLO se necessario da consulenti esterni A TEMPO DETERMINATO. Questa normativa è come un cane che si morde la coda ,se è vero che la nuova manovra ridurrà gli addetti al settore pubblico, come risolverà il già cattivo funzionamento di alcuni enti (anche comunali) che sono aiutati e supportati da consulenti esterni?
CONTROLLI SEVERI SUI LAVORATORI.
Scommetto pagati dai lavoratori giusto?Attualmente se faccio più di 7 giorni di malattia,l’INPS potrebbe mandarmi il medico di controllo per verificare la veridicità della mia malattia,nel caso IL DATORE DI LAVORO volesse avvalersi di questo medico può farlo anche il primo giorno a sue spese ovviamente.
LA LEGGE DICE:In particolare, dopo il secondo episodio di malattia, l'assenza dovrà essere giustificata esclusivamente mediante certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica.
Mi chiedo, a mezzo di visita recandosi nella struttura pubblica? A proprie spese? A discapito magari di un altro giorno di permesso dal lavoro per recarsi a fare il certificato?oltre alla malattia anche la spesa accessoria.
Forse però(per dare a Cesare ciò che è di Cesare)questo ridurrà i falsi ammalati,Ma un po’ di controlli ai datori di lavoro?a coloro che costringono talvolta il lavoratore a stare in malattia per essere aiutati economicamente dall’INPS?
IL PIANO CASA
Aggiungerei OTTIMO se funziona.
L’IACP è un associazione che negli anni tristi della storia italiana soprattutto napoletana è nata con lo scopo di costruire case popolari per garantire un minimo di vivibilità e civiltà per nulla esistente a quei tempi. Stranamente in questa legge si sceglie di dare un buon servizio al privato anche se la maggior parte dei canoni di affitto sono manomessi,per ovvi motivi che portano a pagare meno tasse sia da parte del privato che dall’associazione,è un tema delicato che non va sottovalutato e andrebbe trattato con cautela.
Non sembra comunque un provvedimento che possa portare grandi vantaggi alle tasche dello stato,chi abita nelle case popolari solitamente è disoccupato e arriva a stento a fine mese,come potrebbe comprare un appartamento senza accedere ad un mutuo(non concesso)?Anche se la proprietà presentasse misure ridotte di circa 50/60 mq non costerebbe meno di 40.000€ ….
MENO LAVORO FLESSIBILE.
Io non son per nulla contrario al lavoro flessibile purché venga VALUTATO e TUTELATO anziché bocciato: Se il lavoratore ha diritto a una stabilità reale, secondo me le varie forme di flessibilità devono essere indennizzate quale titolo "risarcitorio" per il minore esercizio di questo diritto alla stabilità.Il Caro BERLUSCONI con la riforma dell’orario di lavoro del 2003 e PRODI con l’abolizione dell’indennità di trasferta con la finanziaria del 2006 si muovono in direzione del tutto contraria. Con la nuova normativa piove sul bagnato.
MARIO RAGOSTA
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MANOVRA ECONOMICA 2009 - 2011: PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Ecco, in sintesi, i punti del Piano per riformare la PA contenuti nel decreto legge:
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Ecco la MANOVRA ECONOMICA 2009 - 2011: SANITA' e LAVORO
Sanità
Per quanto riguarda la regolarizzazione dei lavoro, questi sono i provvedimenti contenuti nel ddl che compone la manovra:
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Ecco la MANOVRA ECONOMICA 2009 - 2011: SVILUPPO
Energia: È in fase di avvio la definizione della Strategia energetica nazionale con il ritorno all’energia nucleare: attraverso un ddl delega, il Governo inizierà con il definire i criteri di localizzazione degli impianti e le misure compensative da riconoscere alle popolazioni interessate. Secondo il Ministero dello Sviluppo economico, entro dicembre 2008 saranno individuati i criteri per la scelta dei siti, mentre entro giugno 2009 saranno definite la Strategia energetica nazionale e la Conferenza nazionale energia e ambiente. Verranno parallelamente promosse le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica e sarà accelerata la costruzione di infrastrutture energetiche, come termovalorizzatori, reti di distribuzioni e collegamenti internazionali. Per fare fronte al caro petrolio, nel decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri è prevista una norma per separare “in automatico” gli aumenti del costo del carburante dall’Iva quando i prezzi della benzina superano il valore previsionale indicato nel Dpef; questo provvedimento rende stabile una norma approvata dal precedente Governo. Inoltre saranno liberalizzati i distributori di benzina: saltano i vincoli regionali e nazionali, come distanza minima o orari di apertura, che erano contrari alla libertà di stabilimento dell’impianto.
Innovazione e Industria 2015: Verranno ampliate le aree di intervento dei progetti di innovazione Industria 2015 e verrà semplificato l’iter amministrativo attraverso l’eliminazione delle concertazioni interministeriali.
Liberalizzazioni: Verrà liberalizzata la gestione di servizi pubblici locali “per avere servizi più efficienti e costi inferiori”, ha dichiarato il ministro Claudio Scajola, ma i soggetti vincitori potranno disporre delle reti pubbliche. Inoltre le liberalizzazioni saranno estese anche ai servizi postali, anticipando il recepimento, previsto entro il 2010, di alcune parti della nuova direttiva comunitaria che riguardano l’introduzione di procedure di reclamo e di rimborso valide per tutti gli operatori presenti nel mercato.
Semplificazioni: Sarà più facile avviare un’impresa perché basterà presentare la dichiarazione di inizio attività allo sportello unico; inoltre sarà più veloce il sistema di rilascio delle autorizzazioni.
Telecomunicazioni: È forte l’investimento per lo sviluppo della banda larga nel Sud: 800 milioni di euro per il periodo 2007-13 serviranno a finanziare l’implementazione di una rete di nuova generazione (New Generation Network). Inoltre sarà resa più semplice la costruzione degli impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica.
Internazionalizzazione e attrazione degli investimenti: Nel disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri, è previsto il riordino delle società pubbliche che si occupano di internazionalizzazione per aumentarne l’efficacia e ridurre gli sprechi, come la Simest, l’Ice e la Finest; inoltre è contenuto già del decreto legge il riordino della Società Sviluppo Italia a cui verrà assegnata la missione di favorire l’attrazione di investimento esteri di elevata qualità. Inoltre sarà rafforzato il sistema di partecipazioni delle imprese in attività industriali all’estero.
Prezzi: La figura del Garante per la Sorveglianza dei prezzi, istituita con la legge finanziaria n. 247 del 2007, avrà più poteri. Infatti potrà avvalersi della Guardia di Finanza per i controlli sui prezzi, potrà avviare indagini conoscitive e potrà convocare le categorie per verificare il corretto e normale andamento dei prezzi; inoltre l’Antitrust sarà messa a disposizione delle attività istruttorie e sarà valorizzato il ruolo del sito “Osservatorio prezzi” del Ministero dello Sviluppo.
Contraffazione: Passerà da un massimo di tre a un massimo di cinque anni la pena detentiva per chi compie il reato di contraffazione, alterazione e uso illecito e sarà più facile distruggere le merci contraffatte. Inoltre avranno più protezione le indicazioni geografiche o le denominazioni di origine tutelate da leggi speciali, regolamenti comunitari e convenzioni internazionali di prodotti agroalimentari.
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Ecco la MANOVRA ECONOMICA 2009 - 2011.
Un "Piano triennale per lo sviluppo", incentivi a maggiori assunzioni e regolarizzazione del lavoro, efficienza nella sanità e riforme per la PA: questi alcuni degli obiettivi della manovra finanziaria triennale approvata dal sesto Consiglio dei Ministri e annunciati dai ministri Scajola, Sacconi e Brunetta nella conferenza stampa congiunta del 18 giugno. Dedicheremo a ciascuno di questi punti una pagina di approfondimento a partire da domani.- I numeri: Passando alle cifre, l'entità della manovra economica è di 37,8 miliardi complessivi di cui, 17,1 miliardi sono previsti per il 2009, 7,1 miliardi per il 2010 e 14,6 miliardi per il 2011. Il ministro Tremonti ha precisato che la Finanziaria 2009 sarà coperta per circa 4 miliardi di euro dalla Robin Hood tax grazie a prelievi fiscali rivolti ai settori delle banche, delle assicurazioni e dell'energia mentre i 9 miliardi di euro restanti arriveranno dalla riduzione della spesa pubblica.
- Gli obiettivi economici: Uno degli obiettivi che il Governo si è prefissato entro il 2011 è infatti quello di ridurre il deficit del Paese portandolo a pari con le spese che, secondo il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, diventa fondamentale ridurre per “mettere in campo uno Stato che costi di meno, che semplifichi il lavoro delle imprese con molti meno vincoli e laccioli e che produca in definitiva più libertà e più sviluppo”.Inoltre, "la ratio della strategia" proposta dal Governo tiene conto anche del vincolo europeo del pareggio di bilancio entro il 2011, un impegno che il ministro Tremonti ritiene “non più eludibile dalla Repubblica italiana”. SI' A COLPI DI FIDUCIA - La manovra d’estate è stata approvata dal Parlamento a colpi di fiducia: in prima lettura e terza lettura alla Camera, ma anche in seconda lettura al Senato. Dopo il primo sì di Montecitorio, il passaggio a palazzo Madama sembrava quasi scontato e la manovra blindata. Sembrava, quindi, difficile una terza lettura alla Camera. Ma a fine luglio, in pochi giorni, sono esplose, una dopo l’altra, una serie di mine per il governo. Prima il problema della rimodulazione delle spese dei ministeri prevista dall’articolo 60, poi la bufera sui precari e sugli assegni sociali che hanno costretto il governo a rimettere mano al testo.
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Di pietro: «Il governo come uno stupratore di bambini». Il pd: «Norme pericolose»
Intercettazioni, via libera al ddl
Berlusconi: «Lo vuole il Paese»
Permessi ascolti solo per reati che hanno il massimo della pena dai dieci anni in su e per quelli contro la PA
ROMA - Via libera al disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri approvando il ddl all'ordine del giorno «all'unanimità e in un clima di grande concordia».
I CONTENUTI - Confermate le linee del provvedimento. Sono vietate le intercettazioni per reati le cui pene sono inferiori a 10 anni. È prevista una deroga per i reati contro la pubblica amministrazione, come corruzione e concussione. Non solo. Le intercettazioni saranno sempre possibili nei reati di mafia, di terrorismo e per tutti i reati di grande allarme sociale. In generale, non potranno però durare più di 3 mesi e dovranno essere decise da un tribunale, non da un singolo soggetto. Resta anche la previsione del carcere da uno a tre anni, commutabili in una sanzione, per chi pubblica conversazioni coperte da segreto e cinque anni per i pubblici ufficiali che le diffondono. Secondo la nuova normativa, inoltre, le intercettazioni telefoniche autorizzate per un'indagine non saranno utilizzabili in un procedimento diverso.
BERLUSCONI - Silvio Berlusconi, secondo quanto racconta un ministro presente al Cdm, ha difeso il provvedimento licenziato dal governo e, rivolto ai ministri, ha ricordato: «Durante la mia campagna elettorale, ho girato piazze piene di gente e di entusiasmo. E vi assicuro che ogni volta che ho parlato di limitare il sistema delle intercettazioni, la gente mi ha applaudito moltissimo. È un provvedimento che gli italiani vogliono».
ALFANO - «Questo provvedimento risponde esattamente al dettato della Costituzione sulla tutela della riservatezza - ha affermato in conferenza stampa il ministro della Giustizia, Angelino Alfano -. La nostra scelta è inoltre coerente con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo». «Il sistema delle intercettazioni era degenerato - ha spiegato Alfano - perché la privacy delle persone è stata violata troppe volte. Il testo approvato è molto equilibrato e coniuga il diritto del cittadino a vedere assicurata la privacy e l'esigenza dell'ordinamento statuale che deve contrastare i crimini». Il ministro ha poi negato che questo provvedimento possa indebolire gli strumenti di indagine: «Enfatizzando il ruolo eccessivo delle intercettazioni si fa un torto alla magistratura. Che gode di mezzi ampi nel codice: non hanno bisogno della cuffia alle orecchie. E i cittadini avranno la bella conseguenza che avranno tutelata la loro sicurezza e la loro privacy».
DI PIETRO - Durissimo il commento di Antonio Di Pietro. «Questa storia delle intercettazioni così come presentato in Consiglio dei ministri mi ricorda il comportamento di un violentatore di bambini che ci prova e una volta tanto non gli riesce - ha affermato il leader dell'Idv -. Ma le mani addosso gliele ha messe e non è riuscito a violentarlo per cause indipendenti dalla sua volontà». Per il capogruppo alla Camera dell'Idv, Massimo Donadi, «è un disegno di legge che prevede il carcere per magistrati e giornalisti e l'impunità per i criminali. Scompaiono del tutto i reati economici finanziari e societari. Questo significa che scandali come Parmalat, 'i furbetti dei quartierino' e clinica degli orrori in Italia non si potranno scoprire mai più. Ci incateneremo in aula».
Il PD - Critico anche il Partito democratico. Marco Minniti e Lanfranco Tenaglia, rispettivamente ministri ombra dell'Interno e della Giustizia, affermano che le norme sulle intercettazioni «sono sbagliate e pericolose». «È evidente il passo indietro che il presidente del consiglio ha dovuto fare rispetto ai proclami dei giorni scorsi. Tra i reati che possono essere sottoposti ad intercettazione rientrano infatti anche i reati contro la pubblica amministrazione, ma ciò non è stato sufficiente ad impedire l'inserimento di norme sbagliate e pericolose che limitano comunque lo strumento di indagine e l'utilizzazione in altri processi del contenuto rilevante delle intercettazioni», ottolineano i due esponenti del Pd. «Tutelare la riservatezza dei cittadini ed evitare che i fatti privati vengano messi in piazza - proseguono - significa regolamentare in modo severo e rigido la segretezza e la diffusione delle intercettazioni e consentire alla magistratura di poter disporre le intercettazione per tutti i reati di rilevante gravità. Considerare come in contrasto queste due esigenze è un errore di impostazione del ddl che il Pd si batterà per modificare in Parlamento».
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INTERVISTA A SANDRO BONDI dal Corriere della Sera
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Scontri davanti alla Sapienza, sei arresti
LE REAZIONI - Il sindaco, Gianni Alemanno, ha condannato l'episodio: «Le violenze a Roma sono da condannare senza alcun attenuante. Ci sono in giro degli imbecilli pericolosi che vanno isolati. L'università La Sapienza non può essere luogo di scontro e di violenza politica». Per il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, «è quotidiana la conferma di un clima di intolleranza che in questa città sta assumendo caratteristiche inquietanti. L'aggressione all'Università La Sapienza è un fatto da condannare con fermezza, per allontanare lo spettro di un clima di cui non possiamo consentire il ritorno». E il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini ha chiesto al rettore della Sapienza una «relazione» sui fatti accaduti nell'ateneo.
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