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Ecco le prime parole del nuovo segretario del PD, Pier Luigi Bersani




ROMA - «Intendo mettere in campo forze nuove, nuove generazioni ed esperienze. E anche chiedere a tutti quelli che ci hanno accompagnato fin qui di accompagnare questo processo e di proteggerlo». Pier Luigi Bersani premette di non essere «ancora formalmente eletto, abbiamo ancora qualche procedura, quindi non posso procedere immediatamente» ma incassato il risultato, oltre il 50 per cento, che lo ha eletto segretario Pd, comincia a tracciare la rotta di «un partito popolare che si rivolge ai lavoratori, alle piccole imprese, alle famiglie, alle nuove generazioni», ed infatti il primo impegno del nuovo segretartio Pd è di quelli densi di significato: un incontro con gli artigiani a Prato «per abbattere quel muro di gomma tra mondo politico, mediatico e paese».Le prime parole a caldo, ieri, quando i dati non erano ancora definitivi ma comunque tali da certificare la vittoria sono stati per salutare «una vittoria di tutti, militanti ed elettori. E dentro questa vittoria c’è la mia. Farò il leader ma lo farò a modo mio. Il Pd non può essere il partito di un uomo solo». A Franceschini il ringraziamento per aver telefonato «e riconosciuto un risultato che mi consegna la responsabilità del Partito democratico». «Noi - ha spiegato Bersani - siamo orgogliosi di essere quelli che stanno costruendo un partito, e la Costituzione parla di partiti, non di popoli. Questo mette l’Italia all’altezza delle grandi democrazie mondiali, contro la visione dei partiti ’del padronè». Dunque, ecco le coordinate di un Pd «partito dell’alternativa più che di opposizione, perchè non sempre questo concetto contiene l’alternativa. Io cercherò di organizzare il lavoro della squadra. Il 7 novembre si concluderà il percorso e fino ad allora io e Franceschini lavoreremo insieme».E quanto ai competitori delle primarie, Bersani pronuncia parole di «amicizia, rispetto e collaborazione: con Franceschini e Marino lavoreremo insieme, abbiamo dato prova di confronto trasparente. Noi siamo stati e siamo un libro aperto». Infine, un appello alle altre opposizioni per lavorare insieme contro la destra: «Ho in testa una linea di collaborazione con le altre opposizioni, è una sfida per costruire l’alternativa alla destra». A proposito del capitolo alleanze, allora, «si vedrà strada facendo. Per me - ribadisce - è molto importante quale sarà la nostra posizione, che sarà molto generosa».

Primarie PD: manca poco all'ora X


Domenica 25 è la data in cui il Pd sancirà le sue sorti. Chi uscirà vincitore?

di Gennaro Di Gennaro

Programmazione, innovazione e territorialismo: ecco i segnali che sono emersi, i segnali che sono stati lanciati all’indomani della presentazione, tenutasi nell’Aula Consiliare del comune di Ottaviano, delle liste nazionali e regionali che sosterranno Bersani alle primarie del Partito Democratico che si terranno Domenica 25 ottobre. Il PD inizia a guardare al futuro, ad un futuro diverso dal triste passato che lo ha visto protagonista. Questo il messaggio unanime che è filtrato. Monica Casillo, candidata all’assemblea regionale nella lista “essere Democratici” e Marzia Bussone, capolista della suddetta lista, per quanto riguarda l’ambito regionale, mentre Mario Iervolino, Dora Franzese e Michele Caiazzo, candidati all’assemblea nazionale, hanno lasciato chiaramente intendere che, con la mozione portata avanti da Bersani, si auspica ad una svolta, alla crescita di un partito che sappia essere popolare, laico e vicino più che mai ai giovani. Monica Casillo e Marzia Bussone hanno posato le loro parole su tematiche prettamente territoriali, traducendo in parole quella che è la situazione odierna che affligge la politica in ambito locale: “Il cittadino oggi come oggi guarda la politica da lontano, con distacco e disaffezione, un po’ per sua mancanza di interesse, ma soprattutto perché la politica ha accantonato la sua originaria funzione: il contatto con la gente. Ecco il Pd, con Bersani si prefigge di restaurare questo vincolo solidaristico, facendo si che la politica non sia più qualcosa di lontano e distante, ma qualcosa che venga immediatamente a contatto con le persone”. Con le parole invece di Mario Iervolino, Dora Franzese e Michele Caiazzo , il discorso amplia la sua portata e tocca gli estremi confini della politica nazionale. Il primo si esprime in questi termini: “Ho accettato questa sfida per 2 motivi: il primo, per garantire una forte rappresentatività del partito a livello territoriale e il secondo, per far si che l’idea di Primarie, non resti a se stante, ma servi ad avvicinare la gente alla politica e non sia invece un semplice evento occasionale". Dora Franzese parte proprio da questo ultimo punto per iniziare il suo discorso è sottolinea come le primarie, dovrebbero essere il momento per avvicinare nuovi elettori al partito, possibilmente giovani, elettori non occasionali, ma elettori che votino PD con coscienza e sopratutto elettori che abbiano intenzione di dare il loro contributo alla crescita del partito. “Ho appoggiato Bersani perché fermo restando l’ammirazione per Marino e Franceschini credo che per riorganizzare il PD serva una persona che a livello governativo abbia fatto la sua parte e sicuramente Bersani lo è. C’è bisogno di una persona che sappia creare attorno a sè un movimento collettivo di ampia portata che riesca a contrapporsi all’individualismo della destra; Bersani può essere la persona giusta. Michele Caiazzo, consigliere regionale del Pd, esamina la situazione allargando ancor più le prospettive della tematica: “Le liste che sono stata fatte hanno seguito un indirizzo preciso: quello di rafforzare il concetto di territorialità e di affidarsi a persone che, nei rispettivi territori abbiano un riscontro popolare rilevante; Mario e Dora sono sicuramente 2 esempi lampanti di questa strada da noi scelta. Le due batoste subite alle politiche e alle Europee e le dimissioni di Veltroni da segretario ci hanno spinto a cambiare,marcia e ad invertire la rotta. Ritengo che appoggiare Bersani sia il modo migliore per farlo, perché con lui sarà effettivamente possibile creare un alternativa alle destre e , mettendo un attimo da parte il discorso relativo alla compattezza del partito, ritengo che colui che rappresenterà il PD non possa essere assolutamente chi ha portato all’insuccesso, direttamente o indirettamente, ma debba essere effettivamente portatore di un vento nuovo e non di una semplice ondata di falso nuovismo”.

I giochi sono ancora aperti. Manca poco e si saprà quale destino attenderà le sorti del PD.

La legge è uguale per tutti.


L’altolà della Corte Costituzionale al lodo Alfano.

Di Antonio Cimmino

Pressioni,minacce,dubbi esilaranti. Ma dopo due giorni di discussioni,la Corte Costituzionale,dichiara fermamente che la legge è uguale per tutti.
Sarebbe davvero bastato un minuto per ribadire l’articolo 3 della nostra Costituzione,ma siamo in Italia…E dunque ci sono volute ben 48 ore.
Alle 13:00 del 7 ottobre 2009,quando la camera di consiglio è stata sospesa per la pausa pranzo,prende a ventilare un primo “rumor” di un’imminente e netta bocciatura del lodo Alfano. A quell’ora i giudici (formalmente) non avevano ancora votato,ma gli schieramenti erano già ben definiti e il precipitare degli eventi era già stato avvertito.
Legge nota con il nome “Disposizioni in materia di sospensione del processo penale, nei confronti delle alte cariche dello Stato” (l. 124/2008),il lodo Alfano fu presentato come disegno di legge dall’omonimo ministro della giustizia ed approvato dal consiglio dei Ministri del Governo Berlusconi nel giugno 2008.
A distanza più di un anno,però,l’altolà della Corte Costituzionale al lodo parla chiaro:per sospendere i processi nei confronti delle più alte cariche dello Stato è necessaria una legge costituzionale e non ordinaria. La decisione presa a maggioranza dai giudici della consulta comporta la ripresa dei due processi in cui il Premier Berlusconi è imputato,e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset e per corruzione in atti giudiziari di David Mills, avvocato inglese.
Dal suo canto,Niccolò Ghedini,legale di Silvio Berlusconi,ribadisce come il lodo equivale soltanto a una “garanzia” per tutelare il diritto di difesa di un qualsivoglia cittadino imputato,che al tempo stesso riveste un’alta carica dello Stato.
Ma la Corte da appieno ragione ai giudici di Milano dei processi Mills e Mediaset:
il lodo Alfano crea una differenziazione di trattamento tra cittadini,violando pertanto il già citato art.3 della Costituzione;violazione,questa,che può essere compiuta soltanto con una legge costituzionale (art.138).
Di certo veemente la reazione del leader della Lega Nord,Umberto Bossi,ma al momento della verità,il voto dei 15 giudici della Consulta parla chiaro:nove a favore della bocciatura e sei contro. Quando il presidente Amirante avverte il Quirinale una cospicua ridda di tv italiane e straniere era già fuori palazzo della Consulta in attesa,mentre il verdetto giunge a Berlusconi poco dopo,mentre era a Palazzo Grazioli con i suoi.Per di più,dopo la bocciatura del Lodo Alfano, Berlusconi, visibilmente scosso dall'avverso risultato, non perde occasione per lanciare bordate a tutti coloro che a suo dire complottano contro di lui. E allora ecco i componenti della Corte costituzionale, magistrati e giuristi di riconosciuto valore, ridotti al rango di esecutori di un mandato politico. E poi la versione secondo cui Napolitano lo avrebbe garantito dell'approvazione del Lodo anche da parte della Consulta. Infine c'è la conclusione degna dell'eleganza del cavaliere: L'offesa a Rosi Bindi definita "più bella che intelligente". Pronta la replica dell'interessata: "non sono una donna a sua disposizione". Ed efficace la battuta della Melandri: Berlusconi, un uomo più alto che educato". o ancora meglio: "più alto che onesto".



Referendum del 21 giugno: come e per cosa votare

Domenica prossima, 21 giugno, gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimere il loro parere su 3 quesiti inerenti il sistema elettorale attualmente vigente. La tematica risulta alquanto spinosa e complessa; per quetso motivo è fondamentale capire cosa veramente andremo a votare e le conseguenze delle nostre scelte.
3 moduli ci saranno sottoposti, uno di colore verde, uno bianco e l'altro rosso. Il modello referendario vigente in Italia è quello abrogativo: quindi mettendo una X SUL SI, le norme in vigore verrano ABROGATE dall'ordinamento italiano.
  • Il primo quesito riguarda il "Premio di Maggioranza alla lista più votata" - Camera - ( SCHEDA VIOLA ). Attualmente, il premio di maggioranza, calcolato su base nazionale alla Camera, viene attribuito alla lista o alla coalizione che ha ottenuto il maggior numenro di voti. Tale quesito è mirato all'abrogazione del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alla coalizione vincente.

Se prevarrà il SI, Il premio di maggioranza verrà attribuito alla LISTA CHE AVRà OTTENUTO PIù VOTI E NON ALLA COALIZIONE, di conseguenza la soglia di sbarramento verrà innalzata: le liste ( e non le coalizioni di liste, si badi bene ) per avere rappresentanza alla Camera dovranno superare la soglia del 4%. Se prevarrà il NO, resterà in vigore il sistema attuale

  • Il secondo quesito riguarda il " Premio di maggioranza alla lista piu votata - Senato. ( SCHEDA BEIGE ). Oggi come oggi, il premio di maggioranza, attribuito al Senato su base regionale e non nazionale, viene attribuito alla lista o alla coalizione che ha ottenuto il maggior numero di consensi. Il quesito in esame propone l'abrogazione del collegamento delle liste e della possibilità di attribuire il premio alla coalizione vincente.

Se prevarrà il SI, il premio di maggioranza verrà attrbuito alla LISTA CHE AVRà OTTENUTO PIù VOTI E NON ALLA COALIZIONE, con conseguente innalzamento della soglia di sbarramento: le liste ( e non le coalizioni n.b ) per avere i loro rappresentanti in Senato dovranno superare la soglia dell'8%. Se prevarrà il NO, rimarrà in vigore il sistema attuale.

  • Il terzo quesito referendario riguarda l'" Abrogazione delle candidature multiple" ( SCHEDA VERDE ), cioè eliminare la possibilità che un candidato si possa candidare in più di una circoscirzione. Con il sistema elettorale attualmente vigente, in caso di vittoria plurima, il candidato ha la possbilità di scegliere il seggio, lasciando agli altri candidati del proprio partito il seggio ottenuto in una circoscrizione diversa. Quindi attualmente, volendo essere "pratici", vige un sistema estremamenente "partitocratico" e scarsamente rappresentativo. Se prevarrà il SI, tale sistema verrà abrogato.

é FONDAMENTALE RICORDARE CHE PER ESSERE VALIDO, CIASCUN QUESITO deve raggiungere il quorum: devono cioè recarsi a votare il 50% più uno degli aventi diritto al voto. Se il quorum non viene raggiunto resta in vigore la legge attuale, qualunque sia il risultato del referendum.

Gennaro Di Gennaro

ECCO I RISULTATI DELLE PROVINCIALI E DELLE EUROPEE

DATI ELEZIONI PROVINCIALI 09'














DATI ELEZIONI EUROPEE 09'



Fonte: Ministero dell'Interno











COME SI VOTA?


Mancano solo due giorni alle tanto attese elezioni politiche.
Sabato pomeriggio dalle 15 alle 22 e domenica dalle 07.00 alle 22.00 potremo dare la nostra preferenza ai candidati che riteniamo più meritevoli e più adatti a rappresentarci.

Di seguito ricordiamo come avverranno le votazioni:




ELEZIONI EUROPEE (SCHEDA ARANCIONE)


L’elettore, al momento della votazione, riceverà una scheda di colore arancione Il voto di lista si esprime tracciando sulla scheda, con la matita , un segno sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta.
I voti di preferenza nel numero massimo di 3, si esprimono scrivendo nelle apposite righe, predisposte a fianco e nel rettangolo contenente il contrassegno della lista votata, il nome e cognome o solo il cognome dei candidati preferiti, presenti nella lista in oggetto.

ELEZIONI PROVINCIALI (SCHEDA GIALLA)

per attribuire la propria preferenza al
candidato al consiglio provinciale e al
presidente della provincia collegato
basta tracciare un segno sul relativo contrassegno;
__________
per attribuire la propria preferenza sia al
candidato al consiglio provinciale corrispondente al contrassegno votato, sia al candidato alla carica di presidente della provincia;
bisogna tracciare un segno sul relativo rettangolo per il candidato al consiglio provinciale e un segno sul relativo contrassegno per il candidato alla presidenza della provincia;
__________

per attribuire il proprio voto soltanto ad
un candidato alla carica di presidente della provincia,
basta tracciare un segno sul relativo rettangolo;
__________
Ricordiamo che per le elezioni provinciali non è ammesso il voto disgiunto ,
ovvero si dovrà scegliere di votare per le due cariche che appartengono allo stesso gruppo o gruppo di liste.
Per il ballottaggio il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo appartenente al candidato prescelto.

ELEZIONI COMUNALI (SCHEDA AZZURRA)

La scheda presenta i nomi e i cognomi dei candidati alla carica di sindaco,
ad ognuno di essi ci sono attribuite le liste con il proprio simbolo.

L’elettore può votare:
per un candidato alla carica di sindaco
basta tracciare un segno sul nome del candidato prescelto
_________
per una lista
basta tracciare un segno sul simbolo prescelto ( in tal caso il voto andrà anche al candidato alla carica di sindaco collegato)
________
per una lista e per un candidato sindaco NON collegato ad essa
bisogna tracciare un segno sul candidato alla carica di sindaco prescelto e ad una lista a lui NON collegata (voto disgiunto)
_________
Per attribuire il proprio voto ad un candidato alla carica di consigliere comunale sarà necessario scrivere il suo cognome nel riquadro del simbolo della lista corrispondente
in caso di omonimia, si dovrà esprimere la propria preferenza scrivendo il cognome e nome e, ove occorra, data e luogo di nascita del candidato preferito.
_________
Per il ballottaggio fra due candidati alla carica di sindaco il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo corrispondente il nome del candidato.


VOTARE è un diritto, e un dovere civico.

Ad Ottaviano vince Nicolais

OTTAVIANO - Si sono svolte domenica 24 marzo le primarie del Partito Democratico per scegliere il candidato alla presidenza della provincia che avrebbe sfidato l'on. Luigi Cesaro (Pdl) alle prossime elezioni.

Gli sfidanti erano 3: Luigi Nicolais, Salvatore Vozza, Guglielmo Allodi.
Affluenza bassa, seggi semideserti e una media di votanti che in alcuni comuni non raggiunge neppure il 50% degli iscritti al Pd. La quota minima per scongiurare il flop era stata fissata intorno ai 70mila elettori, soglia sfiorata in extremis, secondo quanto riferito da fonti della federazione napoletana. Se non si parla di fallimento, non si può nascondere la delusione, visto che il commissario provinciale, Enrico Morando, aveva previsto un’affluenza di 90mila elettori. L’ex ministro Luigi Nicolais, già segretario provinciale del Pd, ha ricevuto tra il 50-60% dei voti. Al secondo posto il sindaco di Castellammare di Stabia, Salvatore Vozza, candidato di “Sinistra e Libertà”, che si è attestato sul 30%. Per Guglielmo Allodi invece 20%. Candidato della sinistra a gonfie vele nell’area torrese-stabiese. A Castellammare hanno votato 1.978 persone e 1.195 hanno posto la “x” sul nome del loro sindaco, mentre Nicolais ha ricevuto 551 voti contro i 232 di Allodi. A Torre Annunziata, invece, l’affluenza è stata bassa: 564 votanti (gli iscritti al Pd sono 1.500). Nel comune oplontino 231 persone (41,04%) hanno scelto Vozza, 186 (33,03%) Allodi e 146 (25,93%) Nicolais. Dati del tutto diversi sono arrivati da Boscoreale dove i votanti sono stati 367. Nicolais ha ricevuto 232 (63,56%) voti, Allodi 99 (27,12%) e Vozza 34 (9,31%). A Trecase invece sono stati 202 i votanti. Preferito il sindaco stabiese (131 voti, pari al 65,50%), seguito da Nicolais (53 voti, 26,50%) e Allodi (18 voti, 9%).
L’affluenza bassa ha preoccupato anche i vertici del centrosinistra. Dati che arrivano a singhiozzo ma che sollevano dubbi proprio su questa domenica di voto. “Affluenza bassa, un monito per il Pd e l’intero centrosinistra”: ha commentato il coordinatore nazionale del Partito Socialista, Marco Di Lello. “Personalmente ho insistito, nelle scorse settimane, sia con Bassolino che con Nicolais affinché si evitasse una consultazione passata nella sostanziale indifferenza dei militanti prima ancora che degli elettori: il Pd ha insistito testardamente, ora mi auguro che di fronte ad un crollo della partecipazione ci sia chi se ne assuma la responsabilita”.
Ad Ottaviano questi i risultati:
1) Luigi Nicolais con 178 voti
2) Salvatore Vozza con 77
3) Guglielmo Allodi con 67
(Cifre che ci sono state date gentilmente dal consigliere Mimmo Caputo)


La redazione


FENOMENO YOUTUBE 2

Io voglio....nonostante tutto continuare a credere,
speriamo che non sia l'ennesima delusione.....
Gaspare Satira


FENOMENO YOUTUBE

FENOMENO YOUTUBE..........
e poi dicono che non esiste la libertà di parola....

Napoli, assessori in manette!!!

In totale sono 13 le persone coinvolte nell'inchiesta. Tra di loro anche gli onorevoli Bocchino (Pdl) e Lusetti (Pd)

Tratto da Corriere della Sera
NAPOLI - Operazione della Dia che segna un duro colpo al Comune di Napoli: due assessori sono stati arrestati. In carcere è finito l'imprenditore Alfredo Romeo, coinvolto nell'indagine sulla delibera «Global service», approvata dal Comune di Napoli. Altre 12 persone sono invece agli arresti domiciliari: tra essi due assessori della giunta comunale di Napoli, due ex loro colleghi e un ex provveditore alle opere pubbliche. L'operazione è stata condotta dalla Dia e dai Carabinieri di Caserta, che hanno eseguito le ordinanze cautelari firmate dal Gip di Napoli, che ha accolto le richieste della Direzione distrettuale antimafia napoletana, guidata dal procuratore Franco Roberti. I provvedimenti riguardano l'indagine sulla delibera «global service» approvata dal comune di Napoli per la manutenzione delle strade e del patrimonio pubblico oltre che per la gestione di mense scolastiche.
QUATTRO GLI ASSESSORI COINVOLTI - Sono quattro gli assessori del Comune di Napoli, già dimissionari oppure attualmente in carica, coinvolti nell’indagine. I quattro esponenti politici sono stati raggiunti mercoledì mattina da un provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari. Enrico Cardillo è l’ex assessore al Bilancio (dimessosi il 28 novembre scorso, ndr) mentre Giuseppe Gambale era l’ex assessore alle Scuole. Ferdinando Di Mezza e Felice Laudadio, invece, sono ancora nella giunta Iervolino rispettivamente con le deleghe al Patrimonio e all’Edilizia.
I NOMI DEGLI ARRESTATI - Questi i nomi dei altri destinatari delle ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Napoli nell'ambito dell'inchiesta sul global service, coordinata dal procuratore Giovandomenico Lepore, dal procuratore aggiunto e coordinatore della Dda Franco Roberti e dai pm Raffaello Falcone, Enzo D'Onofrio, Pierpaolo Filippelli. Alfredo Romeo, imprenditore napoletano, titolare della Romeo Service, unico per il quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Agli arresti domiciliari sono Paola Grattani, sua collaboratrice; Guido Russo, ex funzionario dell'Arpa di fatto collaboratore di Romeo; l'ex assessore comunale all'istruzione ed ex parlamentare Giuseppe Gambale; l'ex assessore al bilancio del comune Enrico Cardillo; gli assessori comunali in carica Ferdinando Di Mezza (sue le deleghe al patrimonio e alla manutenzione degli immobili) e Felice Laudadio (edilizia); l'ex provveditore alle opere pubbliche della Campania Mario Mautone; il colonnello della guardia di finanza già in forza alla Dia Vincenzo Mazzucco. Destinatari di ordinanze sono inoltre Vincenzo Salzano e Luigi Piscitelli.
COINVOLTI ANCHE I DUE PARLAMENTARI BOCCHINO E LUSETTI - Ci sono anche due parlamentari in carica tra le persone coinvolte nell'inchiesta della Dda di Napoli. Sono Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd). Per entrambi l'accusa è associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d'asta. Sarebbe, inoltre, stata chiesta l’autorizzazione a procedere alla Camera dei deputati anche per poter utilizzare alcune intercettazioni telefoniche che vedrebbero il coinvolgimento di Bocchino e Lusetti.

Postato da Emanuele Ragosta per Il Confronto


"Io c'ero!"

Il racconto della nostra Rita Saviano che ha avuto modo di partecipare alla manifestazione di giovedì 30 ottobre a Roma
ROMA - Talvolta la vita sa donarci esperienze capaci di segnarci irrimediabilmente, nel profondo…momenti difficili da dimenticare, che, forse non possono cambiare il nostro destino o le sorti dell’umanità, ma che sicuramente ci lasciano dentro un segno concreto e restano in noi quali ricordi, speranze, emozioni. Una di queste favolose esperienze ho potuto assaporarla di persona non più tardi dell’altro ieri…come studentessa, come giovane cittadina e (seppure inesperta) come giornalista sono, infatti, tra quelle centinaia di migliaia di persone che possono dire di aver vissuto il 30 ottobre 2008 attraverso i servizi di porta a Porta o di Santoro. Faccio parte di quella folla idealista e un po’ sognatrice che ama, forse in modo un po’ vanaglorioso, urlare: “Io c’ero”. E c’erano, studenti e non, in una Roma quanto mai inondata di colori (oltre che da altalenanti scrosci di pioggia), di suoni e di luci, una città di sogno che del sogno si è fatta scenario.
Le immagini in televisione non possono rendere l’idea di ciò che effettivamente è stata questa manifestazione…una manifestazione, e mi sento di affermarlo in tutta coscienza, né di destra né di sinistra, non contro il Governo o La signora Gelmini, ma sempre e soltanto in nome della cultura. Una fiumana di idee e di pensieri lontana, molto lontana, dai cinici giochi della politica. Poco contano le stime meramente numeriche della Pretura e del Sindacato…la capitale strabordava di giovani e non, tanto che alle otto del mattino il traffico sul Raccordo Anulare era già al collasso ed il corteo, che doveva attraversare la città, ha avuto, in realtà inizio molti chilometri prima dell’Anagnina, precedendo, nonostante il tempaccio e la stanchezza, propria di una levataccia, in modo disciplinato e composto, ma sempre in un crescendo di entusiasmo ed adrenalina.
Indimenticabile, naturalmente, l’immagine di una Piazza del Popoli stipata di gente proveniente da ogni dove, tutta un mare di persone diverse, ma unite sotto lo stendardo di un ideale comune. Al di là dei comizi e dei discorsi politici, l’anima della manifestazione sono stati i cori di slogan, i travestimenti multicolori, l’incontro con persone sconosciute che si sono rivelate più vicine di vecchi amici.
La Roma del 30 ottobre era una grande famiglia, o forse la spettacolare festa di coloro che non vogliono arrendersi alla distruzione attentamente pianificata di ciò in cui hanno sempre creduto, o dei sogni ai quali hanno affidato il proprio futuro. Forse i media amano stigmatizzare le sporadiche azioni di quegli scarni gruppi di facinorosi interessati alla violenza, ma quello che noi abbiamo visto è stato tutto un altro film: quello di studenti, professori, collaboratori scolastici, dirigenti, pensatori e semplici cittadini stretti sotto un’unica bandiera, apartitica e non, come si è detto, succube di meschine strumentalizzazioni. Una grande danze in cui tutti si sono stretti la mano, dimenticando l’appartenenza geografica e ideologica in nome di una cultura libera, pubblica e di qualità. Quello che forse potrà restare un sogno, ma in quel sogno, noi velleitari idealisti, amiamo poter dire di esserci stati!

Rita Saviano, "Il Confronto"

Borse, in Europa il rimbalzo è già finito. Unicredit, Fiat e Telecom sono sospese

Milano - Le Borse europee rimbalzano dopo il lunedì nero nella speranza di un taglio dei tassi coordinato da parte delle banche centrali mondiali (bruciati 450 miliardi di capitalizzazione, mai così male dal 1987). L’indice Dj Stoxx 600, che sintetizza l’andamento dei listini del Vecchio Continente, sale del 2%. Londra guadagna il 2,10%, Parigi il 3,91% e Francoforte il 2,08%, Milano il 2%. Ad accendere la speranza per una riduzione generalizzata del costo del denaro è stata la mossa della banca centrale australiana che ha ridotto ben oltre le attese il costo del denaro. Ma è un'illusione che dura poco.
Nuova flessione Indicazioni sulle intenzioni delle banche centrali mondiali potrebbero venire dai discorsi in programma per oggi pomeriggio dei presidenti della Bce, Jean-Claude Trichet, e della Fed, Ben Bernanke. Da un rialzo del 2,6% l’indice Dj Stoxx è arrivato a perdere l’1,6% e ora cede circa mezzo punto percentuale. Il Dax a Francoforte guadagna lo 0,9%, il Cac40 a Parigi lo 0,88%, il Ftse100 a Londra lo 0,49%. A trascinare gli indici al ribasso sono ancora una volta le banche che vedono l’indice Dj Stoxx di settore perdere il 4,5%. Soffrono Royal Bank of Scotland (-23,7%) e Barclays (-17%) dopo le indiscrezioni di stampa che hanno rivelato dell’esistenza di colloqui in corso tra il governo britannico per un’iniezione di di 45 miliardi di sterline per rafforzare il capitale delle due banche. Royal Bank of Scotland si è anche vista ridurre il rating da parte di Standard & Poor’s. Giù anche Commerzbank (-17,9%).
Trema Piazza Affari E tra le borse europee, Milano si conferma ancora una volta una delle peggiori con lo S&P/Mib che cede l’1,4%. Piazza Affari è stata colpita da una raffica di sospensioni che ha visto uscire dagli scambi per eccesso di ribasso Unicredit, Telecom, Fiat, la Popolare di Milano, Impregilo, Seat, Geox, il Banco Popolare, Tiscali, Pirelli Real Estate, Ifi. I titoli più venduti ora in contrattazione sono Telecom (-6,7%), Impregilo (-8,7%) e Unicredit (-5,6%).
Asia, situazione tesa Resta tesa la situazione sulle principali Borse asiatiche. L’Msci Asia-Pacifico, che sintetizza l’andamento dei listini, cede l’1,1%. Un andamento negativo ma in recupero rispetto al minimo di seduta che ha visto l’indice scendere di oltre il 3%. Tokyo ha chiuso in pesante ribasso (-3,03%), gli indici cinesi sono in calo ma altri listini, come Seul e Sydney, sono riusciti a portarsi sopra la parità dopo che la Banca Centrale australiana ha abbassato il suo tasso "overnight" dal 7% al 6%. Una mossa che ha riacceso le speranze per una riduzione del costo del denaro anche da parte di altre Banche Centrali. "Ci sono voci su un possibile taglio globale e coordinato dei tassi di interesse e la Banca Centrale australiana lo starebbe anticipando" ha commentato a Bloomberg un gestore. Anche in India la la Banca Centrale ha agito per allentare gli effetti della crisi creditizia riducendo la quantità di capitale che le banche devono accantonare a riserva così da liberare liquidità. Tirano il fiato in Australia e India i bancari, male invece le auto. L’avanzare della crisi economica continua a pesare sui gruppi delle materie prime.

tratto da www.ilgiornale.it

MANOVRA ECONOMICA 2009-20011,questa incomprensibile creatura


Come al solito i politici farfugliano strani termini e forme incomprensibili.
Vediamo un po’ di capire:
Soppressi glie enti pubblici non economici con meno di 50 addetti. A me 49 addetti mi sembrano tanti,soprattutto se parliamo di uffici importantissimi per il cittadino quali l’INPS,andrebbe quindi a scomparire l’ufficio al quale facciamo capo,cioè Somma,che ha circa 30 addetti,è un esempio ovvio,ma a mio parere andrebbe migliorato questo ufficio invece di essere soppresso,probabilmente ma questo non si capisce bene dal post,gli addetti di somma saranno impiegati nell’ufficio di Napoli dove credo che siano più che garantiti i servizi al cittadino visto il gran numero di uffici e di addetti oppure gli addetti dell’INPS(minore)saranno messi in cassa integrazione…e Il vantaggio?
Questo è l’elenco di alcuni enti pubblici non economici,sottovalutati dalla manovra: fra di essi ci sono l’INPS,Croce Rossa Italiana,ENEA,INAIL…..
ACI - Automobile Club d'Italia
(CNR - Consiglio Nazionale delle Ricerche)
(CRI - Croce Rossa Italiana)
(ENEA - Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente)
ICE - Istituto Nazionale per il Commercio Estero
(INAIL - Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro)
INEA - Istituto Nazionale di Economia Agraria
(INPS - Istituto Nazionale della Previdenza Sociale)
ISTAT - Istituto Nazionale di Statistica
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
(Istituto Superiore di Sanità)
INPDAI - Istituto Nazionale di Previdenza per i Dirigenti di Aziende Industriali
INPDAP - Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell'Amministrazione Pubblica
IPSEMA - Istituto di Previdenza per il Settore Marittimo

DALLE UNIVERSITÀ ALLE FONDAZIONI.
Dopo i gravi tagli alle università per colmare le perdite avute dall’abolizione dell’ICI,manovra fatta dal PDL per il semplice fatto di puntare al voto delle famiglie che lo seguono pur di risparmiare 150 euro annui,pur sapendo che comunque uno studente lavoratore non lo voterà mai,si parla di FONDAZIONI…Università privata!
BENE,anzi MALE, Il provvedimento più grave riguarda il fatto che viene data facoltà alle Università di potersi trasformare in fondazioni di diritto privato. Viene inoltre ridotto il fondo di finanziamento ordinario di 500 milioni di euro in tre anni e si mettono in campo FORTI limitazioni per le assunzioni. E’ superfluo spiegarvi per quale motivo si mette in discussione l’accesso al più alto grado di istruzione italiana per TUTTI gli studenti. Attualmente i Corsi di Laurea devono rispettare alcuni parametri, come previsto dal D.M. che istituisce i requisiti necessari: fra i tanti un numero minimo di professori per ogni Classe di Laurea e un preciso rapporto numerico fra studenti e numero di docenti. Le già precarie funzionalità dell’università Italiana rispetto alla media Europea andranno così a moltiplicarsi visti i tagli all’istruzione,verranno meno strutture e funzionalità,facendo in modo che anche le poche Classi di Laurea rimaste diventino a numero chiuso. Cosa dubbia è la sorte dell’attuale tassazione stabilita dall’ FFO al 20%,con l’università privata l’istruzione diventerà solo un lusso per i ricchi e questo indice verrà innalzato?Gli studenti cosa ne pensano?e le famiglie che pur risparmiando l’ICI pagano alte tasse universitarie?

CLASS ACTION CONTRO LA PA
Questo non mi è molto chiaro,class action contro la pubblica amministrazione e quando la vinceremo mai una causa?inoltre non capisco:Brunetta dice avremo la class action (che abbiamo RISCRITTO)anche contro la pubblica amministrazione…Beh è bene che un cittadino possa intraprendere azioni di denuncia anche contro la PA per un mancato servizio ricevuto,ma avrei lavorato alla class-action contro il MALGOVERNO,facendo una legge chiara e ben definita e maggiormente(non solo apparentemente) a favore del cittadino,e cioè il risarcimento di spese legali e accessorie,in questo modo se tu PREPOTENTE POLITICO di turno al servizio del cittadino denunci me un CITTADINO DI CLASSE MEDIA per quello che sto scrivendo e viene deciso che ho ragione non solo paghi tutte le spese ma anche i danni morali così impari a fare il gradasso a discapito della libertà di stampa.

MENO COLLABORAZIONI E CONSULENZE.
Vi spiego,talvolta una PUBBLICA AMMINISTRAZIONE come anche il comune di Ottaviano,per sopperire al fabbisogno di lavoratori,si affida a privati(tecnici,ragionieri,consulenti) esterni,una legge giovane istituita da poco che,a mio parere, non grava molto sulle spesse di amministrazione perché:consente di avere il minimo indispensabile in termine di dipendenti e di farsi aiutare SOLO se necessario da consulenti esterni A TEMPO DETERMINATO. Questa normativa è come un cane che si morde la coda ,se è vero che la nuova manovra ridurrà gli addetti al settore pubblico, come risolverà il già cattivo funzionamento di alcuni enti (anche comunali) che sono aiutati e supportati da consulenti esterni?

CONTROLLI SEVERI SUI LAVORATORI.
Scommetto pagati dai lavoratori giusto?Attualmente se faccio più di 7 giorni di malattia,l’INPS potrebbe mandarmi il medico di controllo per verificare la veridicità della mia malattia,nel caso IL DATORE DI LAVORO volesse avvalersi di questo medico può farlo anche il primo giorno a sue spese ovviamente.

LA LEGGE DICE:In particolare, dopo il secondo episodio di malattia, l'assenza dovrà essere giustificata esclusivamente mediante certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica.
Mi chiedo, a mezzo di visita recandosi nella struttura pubblica? A proprie spese? A discapito magari di un altro giorno di permesso dal lavoro per recarsi a fare il certificato?oltre alla malattia anche la spesa accessoria.
Forse però(per dare a Cesare ciò che è di Cesare)questo ridurrà i falsi ammalati,Ma un po’ di controlli ai datori di lavoro?a coloro che costringono talvolta il lavoratore a stare in malattia per essere aiutati economicamente dall’INPS?

IL PIANO CASA
Aggiungerei OTTIMO se funziona.
L’IACP è un associazione che negli anni tristi della storia italiana soprattutto napoletana è nata con lo scopo di costruire case popolari per garantire un minimo di vivibilità e civiltà per nulla esistente a quei tempi. Stranamente in questa legge si sceglie di dare un buon servizio al privato anche se la maggior parte dei canoni di affitto sono manomessi,per ovvi motivi che portano a pagare meno tasse sia da parte del privato che dall’associazione,è un tema delicato che non va sottovalutato e andrebbe trattato con cautela.
Non sembra comunque un provvedimento che possa portare grandi vantaggi alle tasche dello stato,chi abita nelle case popolari solitamente è disoccupato e arriva a stento a fine mese,come potrebbe comprare un appartamento senza accedere ad un mutuo(non concesso)?Anche se la proprietà presentasse misure ridotte di circa 50/60 mq non costerebbe meno di 40.000€ ….

MENO LAVORO FLESSIBILE.
Io non son per nulla contrario al lavoro flessibile purché venga VALUTATO e TUTELATO anziché bocciato: Se il lavoratore ha diritto a una stabilità reale, secondo me le varie forme di flessibilità devono essere indennizzate quale titolo "risarcitorio" per il minore esercizio di questo diritto alla stabilità.Il Caro BERLUSCONI con la riforma dell’orario di lavoro del 2003 e PRODI con l’abolizione dell’indennità di trasferta con la finanziaria del 2006 si muovono in direzione del tutto contraria. Con la nuova normativa piove sul bagnato.

MARIO RAGOSTA

MANOVRA ECONOMICA 2009 - 2011: PUBBLICA AMMINISTRAZIONE


34 azioni per riformare la Pubblica amministrazione: questo il piano inserito nella manovra per il triennio 2009-2011, voluto dal ministro per la PA e l’Innovazione Renato Brunetta. Modulato su tre parole chiave, meritocrazia, innovazione e trasparenza, i provvedimenti del piano saranno distribuiti tra il decreto legge e il disegno di legge, che compongono la manovra, e un disegno di legge delega al Governo. Attraverso queste misure di riduzione degli sprechi sarà possibile “pervenire in tempi rapidi a una burocrazia più snella ed efficiente, meno oppressiva e più amichevole nei confronti di cittadini e imprese, più equa e motivata e, quindi, meno opaca e corruttibile", ha affermato il ministro Renato Brunetta.
Ecco, in sintesi, i punti del Piano per riformare la PA contenuti nel decreto legge:
Soppressione o riordino di enti pubblici. Verranno soppressi gli enti pubblici non economici con meno di 50 addetti, ma anche tutti gli altri enti pubblici non economici con dotazione organica superiore che non siano stati riconfermati o riordinati con le modalità previste dalla legge finanziaria per il 2008. Le funzioni degli enti saranno trasferite ai Ministeri vigilanti.
Dalle Università alle Fondazioni. Le Università potranno trasformarsi in Fondazioni di diritto privato. In questo modo, riferisce il Ministero per la PA e l’Innovazione, “graveranno di meno sul bilancio dello Stato e potranno ricevere donazioni da parte dei privati al fine di migliorare la qualità della didattica e della ricerca”. La norma sottolinea che non sarà ammessa la distribuzione di utili in qualsiasi forma e che eventuali proventi saranno destinati interamente al perseguimento degli scopi delle Fondazioni. La trasformazione sarà operativa dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello dell'adozione della delibera.
Class action contro la PA. La class action verrà estesa anche alle Pubbliche amministrazioni: per questo l'entrata in vigore verrà rinviata a dopo l'estate.
Meno collaborazioni e consulenze. Verranno introdotte disposizioni per razionalizzare e limitare l'utilizzo delle collaborazioni esterne e delle consulenze per le Pubbliche Amministrazioni.
Controlli severi sul lavoro. Verranno rafforzati i poteri dell'Ispettorato del Dipartimento della Funzione Pubblica in materia di controllo delle incompatibilità, del cumulo di impieghi e incarichi; a questo scopo sarà attivata una collaborazione con la Guardia di Finanza e altri servizi ispettivi. Verranno introdotte misure che riguardano sia il trattamento economico sia il controllo e la Certificazione, per ridurre il fenomeno dell'assenza breve per malattia. In particolare, dopo il secondo episodio di malattia, l'assenza dovrà essere giustificata esclusivamente mediante certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica.
“Piano casa”. Sulla base di accordi tra Stato, Regioni ed Enti locali verranno semplificate e accelerate le procedure per cedere la proprietà di tutti gli immobili degli ex IACP agli attuali inquilini. Il prezzo di vendita sarà determinato sulla base del canone di locazione.
Meno oneri per cittadini e imprese. Ogni Pubblica Amministrazione sarà tenuta a misurare e ridurre, almeno del 25% entro il 2012, gli oneri amministrativi che gravano sui cittadini e sulle imprese.
Aumenta la durata per la carta d'identità. Il periodo di validità della Carta d'identità in formato cartaceo e elettronico verrà prolungato da 5 a 10 anni. I Comuni avranno l'obbligo di informare i titolari della scadenza del loro documento.
Risparmio energetico ed ecologia. Per ridurre i costi per l'approvvigionamento di combustibile da riscaldamento e di energia elettrica, le Pubbliche Amministrazioni saranno obbligate a stipulare convenzioni con la Consip o comunque ad acquistare tali prodotti a condizioni inferiori al prezzo di mercato.Inoltre verrà drasticamente ridotta la spesa per le pubblicazioni a diffusione gratuita e per i dipendenti di organi e enti pubblici; infatti l'abbonamento cartaceo alla Gazzetta ufficiale sarà sostituito con quello telematico.
Meno lavoro flessibile. Sarà limitato il ricorso a contratti di lavoro flessibile nelle Pubbliche Amministrazioni, ridotti a esigenze temporanee ed eccezionali, grazie alla modifica dell'art. 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 . I dirigenti che violeranno tali norme ne subiranno le sanzioni.
Maggior controllo su contrattazione integrativa. Verrà introdotto un maggiore controllo sulla spesa per il personale legato a contratti integrativi. Le Pubbliche amministrazioni dovranno rendicontare annualmente la spesa per la contrattazione integrativa e trasmetterla alla Corte dei Conti. Le relazioni saranno pubblicate sui siti del Ministero dell'Economia e della Funzione Pubblica.

EMANUELE RAGOSTA

Ecco la MANOVRA ECONOMICA 2009 - 2011: SANITA' e LAVORO


Semplificazione è la parola chiave anche per il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. La manovra approvata il 18 giugno dal Consiglio dei Ministri prevede, infatti, procedure più leggere per la sanità con il potenziamento della trasmissione dei dati online e la riorganizzazione di alcuni enti. Per quanto riguarda il lavoro, saranno introdotti meccanismi per facilitare le nuove assunzioni e regolarizzare il lavoro sommerso.
Sanità

Non ci saranno tagli ai fondi delle regioni per la sanità nel 2009: lo afferma il ministro Maurizio Sacconi, che spiega “nel prossimo triennio le regioni pagheranno per la sanità un contributo di 5 miliardi di euro. Nonostante ciò nel 2010 il finanziamento per il servizio sanitario nazionale aumenterà di 1,2 miliardi di euro, mentre per il 2011 e' prevista una crescita dei fondi pari a 3,4 miliardi di euro”. È inoltre previsto un ulteriore finanziamento garantito da una nuova Intesa Stato-Regioni, che verrà siglata entro il 31 luglio 2008 e che avrà lo scopo di aumentare la qualità delle prestazioni, grazie a una gestione efficiente delle risorse. Il ministro del Welfare, entrando nel dettaglio della manovra, ha spiegato che saranno semplificate l’emanazione di certificazioni sanitarie, “per modificare procedure divenute ormai obsolete”, l’avvio di procedure autorizzative sanitarie e altre certificazioni da individuare in Conferenza unificata Stato, Regioni e Autonomie locali.Infine, per ottimizzare e razionalizzare i costi di gestione, saranno riorganizzati gli enti e gli istituti vigilati dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ovvero l’Aifa, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, l’Ispesl l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, gli Istituti zooprofilattici sperimentali, la Croce Rossa Italiana e la Lega italiana per la lotta ai tumori.

Lavoro

Le imprese saranno incoraggiate ad assumere, attraverso la de-regolazione della gestione dei rapporti di lavoro, e sarà promossa “la regolarizzazione di tutti quei rapporti di lavoro o esperienze di lavoro, oggi quasi sempre irregolari”. Questi i due punti chiave su cui si sviluppano le misure per il lavoro della manovra triennale, approvata il 18 giugno dal Consiglio dei Ministri. Nel dettaglio, questi i provvedimenti contenuti nel disegno di legge, parte della manovra, per incentivare le imprese ad assumere, attraverso la de-regolazione:

Apprendistato. Verranno semplificati i contratti di apprendistato, attraverso una regolazione affidata agli accordi tra parti sociali e ai loro enti bilaterali nel caso di formazione aziendale; inoltre sarà semplificato l’apprendistato di alta formazione, aprendo questo strumento anche ai dottorati di ricerca, in modo da incentivare il raccordo tra mondo del lavoro e università.

Contratto a termine e orari. Sarà semplificato il contratto a termine “in relazione alla causale e sarà possibile derogare i vincoli vigenti sulla base di accordi tra parti sociali”, dichiara il Ministero del Lavoro, Sanità e Politiche Sociali; inoltre verranno semplificate le norme relative all’orario di lavoro e ne verrà data interpretazione più certa; questo nel “rispetto dei limiti disposti dalle direttive europee e dalla legislazione di recepimento, incoraggiando la contrattazione aziendale in materia".

Abrogazioni. I libri matricola e i libri paga verranno sostituti dal Libro unico del lavoro; verranno abrogate, inoltre, le dimissioni volontarie su modulo del ministero del Lavoro e gli indici che stabiliscono la congruità del rapporto tra qualità dei beni prodotti e dei servizi offerti e quantità di ore lavoro necessarie. Viene abrogato, infine, il registro orario di lavoro per i lavoratori mobili dell'autotrasporto.

Semplificazione assicurazione e dichiarazione di assunzione. Verrà semplificata la denuncia assicurativa di soci, familiari e coadiuvanti; inoltre verrà semplificato l’invio della dichiarazione di assunzione: il cambiamento passerà attraverso varie novità tra cui l'invio telematico del prospetto, l'invio del prospetto solo se i dati modificano la situazione aziendale, l'eliminazione dell'obbligo di certificazione e l’inserimento di norme più eque in caso di mancata comunicazione.

Risoluzione delle controversie. Sarà incentivato il ricorso a soluzione alternative al tribunale per le controversie; in particolare saranno applicati tre meccanismi: eliminazione delle ragioni del contenzioso sul piano sostanziale; potenziamento degli strumenti alternativi di risoluzione delle controversie di lavoro, ad esempio con la conciliazione; intervento sui termini di decadenza e sulle modalità di impugnazione del licenziamento. A queste disposizioni, si aggiunge l’abrogazione degli obblighi di comunicazione connessi alla responsabilità solidale nella filiera degli appalti, approvato nel decreto legge “proroga termini”.
Per quanto riguarda la regolarizzazione dei lavoro, questi sono i provvedimenti contenuti nel ddl che compone la manovra:

Cumulo lavoro-pensione. Salta del tutto il limite alla piena cumulabilità dei redditi da lavoro e da pensione.

Lavoratori occasionali e job on call. Verrà regolarizzato il lavoro occasionale attraverso buoni prepagati, che il lavoratore potrà versare anche ai fini contributivi. Verrà inoltre ripristinato il lavoro intermittente per regolarizzare gli spezzoni lavorativi nei servizi come la ristorazione.

Lavoro non regolare. Verranno modificate le norme relative alle sanzioni che contrastano il lavoro sommerso in modo da renderle più certe e congrue. Per quanto riguarda, poi, l'abuso degli straordinari e del lavoro notturno verrà prevista una maggiore specificità, gradualità e proporzionalità nelle sanzioni.

Persone diversamente abili. Verranno ripristinate alcune norme della Legge Biagi che permetteranno di poter adempiere all'obbligo di assunzione di una specifica quota di lavoratori diversamente abili attraverso l'appalto a cooperative sociali. A questi provvedimenti, si aggiunge, infine, la semplificazione degli obblighi che sono connessi al collocamento obbligatorio.

EMANUELE RAGOSTA

Ecco la MANOVRA ECONOMICA 2009 - 2011: SVILUPPO

Fondi di sviluppo e reindustrializzazione: Arriva lo stop per la distribuzione a pioggia dei Fondi Fas, cioè i Fondi per le aree sottosviluppate; infatti le risorse saranno riorientate, prevalentemente, su pochi grandi progetti Paese che riguarderanno il trasporto, la sicurezza, l’energia, le telecomunicazioni, l’ambiente l’ internazionalizzazione, sentito il parere della Conferenza Stato-Regioni. Inoltre sarà introdotto un metodo che rende più trasparenti i flussi finanziari delle risorse pubbliche alimentate dai Fondi strutturali e dal Fas: in questo modo sarò possibili prevenire fenomeni distorsivi di natura criminale e sarà certa l’entità delle spese sostenute per gli interventi agevolati.Per quanto riguarda il piano di reindustrializzazione del territorio, saranno bonificate aree industriali con rilevanti problemi ambientali e saranno riqualificate le aree di crisi di settori che rivestono particolare importanza per lo sviluppo dell’economia globale. Inoltre le popolazioni che vivono vicine a grandi impianti industriali, come rigassificatori o termovalorizzatori, potranno godere di interventi compensativi.
Energia: È in fase di avvio la definizione della Strategia energetica nazionale con il ritorno all’energia nucleare: attraverso un ddl delega, il Governo inizierà con il definire i criteri di localizzazione degli impianti e le misure compensative da riconoscere alle popolazioni interessate. Secondo il Ministero dello Sviluppo economico, entro dicembre 2008 saranno individuati i criteri per la scelta dei siti, mentre entro giugno 2009 saranno definite la Strategia energetica nazionale e la Conferenza nazionale energia e ambiente. Verranno parallelamente promosse le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica e sarà accelerata la costruzione di infrastrutture energetiche, come termovalorizzatori, reti di distribuzioni e collegamenti internazionali. Per fare fronte al caro petrolio, nel decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri è prevista una norma per separare “in automatico” gli aumenti del costo del carburante dall’Iva quando i prezzi della benzina superano il valore previsionale indicato nel Dpef; questo provvedimento rende stabile una norma approvata dal precedente Governo. Inoltre saranno liberalizzati i distributori di benzina: saltano i vincoli regionali e nazionali, come distanza minima o orari di apertura, che erano contrari alla libertà di stabilimento dell’impianto.
Innovazione e Industria 2015: Verranno ampliate le aree di intervento dei progetti di innovazione Industria 2015 e verrà semplificato l’iter amministrativo attraverso l’eliminazione delle concertazioni interministeriali.
Liberalizzazioni: Verrà liberalizzata la gestione di servizi pubblici locali “per avere servizi più efficienti e costi inferiori”, ha dichiarato il ministro Claudio Scajola, ma i soggetti vincitori potranno disporre delle reti pubbliche. Inoltre le liberalizzazioni saranno estese anche ai servizi postali, anticipando il recepimento, previsto entro il 2010, di alcune parti della nuova direttiva comunitaria che riguardano l’introduzione di procedure di reclamo e di rimborso valide per tutti gli operatori presenti nel mercato.
Semplificazioni: Sarà più facile avviare un’impresa perché basterà presentare la dichiarazione di inizio attività allo sportello unico; inoltre sarà più veloce il sistema di rilascio delle autorizzazioni.
Telecomunicazioni: È forte l’investimento per lo sviluppo della banda larga nel Sud: 800 milioni di euro per il periodo 2007-13 serviranno a finanziare l’implementazione di una rete di nuova generazione (New Generation Network). Inoltre sarà resa più semplice la costruzione degli impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica.
Internazionalizzazione e attrazione degli investimenti: Nel disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri, è previsto il riordino delle società pubbliche che si occupano di internazionalizzazione per aumentarne l’efficacia e ridurre gli sprechi, come la Simest, l’Ice e la Finest; inoltre è contenuto già del decreto legge il riordino della Società Sviluppo Italia a cui verrà assegnata la missione di favorire l’attrazione di investimento esteri di elevata qualità. Inoltre sarà rafforzato il sistema di partecipazioni delle imprese in attività industriali all’estero.
Prezzi: La figura del Garante per la Sorveglianza dei prezzi, istituita con la legge finanziaria n. 247 del 2007, avrà più poteri. Infatti potrà avvalersi della Guardia di Finanza per i controlli sui prezzi, potrà avviare indagini conoscitive e potrà convocare le categorie per verificare il corretto e normale andamento dei prezzi; inoltre l’Antitrust sarà messa a disposizione delle attività istruttorie e sarà valorizzato il ruolo del sito “Osservatorio prezzi” del Ministero dello Sviluppo.
Contraffazione: Passerà da un massimo di tre a un massimo di cinque anni la pena detentiva per chi compie il reato di contraffazione, alterazione e uso illecito e sarà più facile distruggere le merci contraffatte. Inoltre avranno più protezione le indicazioni geografiche o le denominazioni di origine tutelate da leggi speciali, regolamenti comunitari e convenzioni internazionali di prodotti agroalimentari.
EMANUELE RAGOSTA

Ecco la MANOVRA ECONOMICA 2009 - 2011.

Un "Piano triennale per lo sviluppo", incentivi a maggiori assunzioni e regolarizzazione del lavoro, efficienza nella sanità e riforme per la PA: questi alcuni degli obiettivi della manovra finanziaria triennale approvata dal sesto Consiglio dei Ministri e annunciati dai ministri Scajola, Sacconi e Brunetta nella conferenza stampa congiunta del 18 giugno. Dedicheremo a ciascuno di questi punti una pagina di approfondimento a partire da domani.
Ammonta a 37,8 miliardi di euro la manovra triennale approvata dal Consiglio dei Ministri il 18 giugno 2008 per il rilancio economico del Paese. Il piano previsto per gli anni 2009, 2010 e 2011 si articola in: un decreto legge con disposizioni per lo sviluppo economico, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria; un disegno di legge delega al governo finalizzato all'ottimizzazione della produttività del lavoro; il documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef), a cui è allegato il Piano strategico per le infrastrutture.
Ieri il decreto legge che la conteneva è diventato LEGGE. La Camera ha dato il via libera definitivo infatti al Dl in terza lettura: i voti a favore sono stati 314, 230 quelli contrari. Un deputato si è astenuto. Il provvedimento è di quasi 37 miliardi e contiene una correzione netta di 30,9 miliardi nel triennio, di cui 17,1 nel solo 2009. In particolare, circa 15 miliardi arriveranno da tagli ai budget dei ministeri. Per diventare legge dello Stato in effetti il testo aspetta adesso la firma del Capo dello Stato e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Il decreto, che anticipa di fatto la Finanziaria a prima dell’estate, è il primo pezzetto della novità procedurale inaugurata dal ministro Giulio Tremonti: la manovra economica triennale da oltre 36 miliardi (36,28 mld) nel triennio, di cui circa 30 di tagli alla spesa.
  • I numeri: Passando alle cifre, l'entità della manovra economica è di 37,8 miliardi complessivi di cui, 17,1 miliardi sono previsti per il 2009, 7,1 miliardi per il 2010 e 14,6 miliardi per il 2011. Il ministro Tremonti ha precisato che la Finanziaria 2009 sarà coperta per circa 4 miliardi di euro dalla Robin Hood tax grazie a prelievi fiscali rivolti ai settori delle banche, delle assicurazioni e dell'energia mentre i 9 miliardi di euro restanti arriveranno dalla riduzione della spesa pubblica.
  • Gli obiettivi economici: Uno degli obiettivi che il Governo si è prefissato entro il 2011 è infatti quello di ridurre il deficit del Paese portandolo a pari con le spese che, secondo il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, diventa fondamentale ridurre per “mettere in campo uno Stato che costi di meno, che semplifichi il lavoro delle imprese con molti meno vincoli e laccioli e che produca in definitiva più libertà e più sviluppo”.Inoltre, "la ratio della strategia" proposta dal Governo tiene conto anche del vincolo europeo del pareggio di bilancio entro il 2011, un impegno che il ministro Tremonti ritiene “non più eludibile dalla Repubblica italiana”. SI' A COLPI DI FIDUCIA - La manovra d’estate è stata approvata dal Parlamento a colpi di fiducia: in prima lettura e terza lettura alla Camera, ma anche in seconda lettura al Senato. Dopo il primo sì di Montecitorio, il passaggio a palazzo Madama sembrava quasi scontato e la manovra blindata. Sembrava, quindi, difficile una terza lettura alla Camera. Ma a fine luglio, in pochi giorni, sono esplose, una dopo l’altra, una serie di mine per il governo. Prima il problema della rimodulazione delle spese dei ministeri prevista dall’articolo 60, poi la bufera sui precari e sugli assegni sociali che hanno costretto il governo a rimettere mano al testo.
Emanuele Ragosta

Di pietro: «Il governo come uno stupratore di bambini». Il pd: «Norme pericolose»
Intercettazioni, via libera al ddl
Berlusconi: «Lo vuole il Paese»
Permessi ascolti solo per reati che hanno il massimo della pena dai dieci anni in su e per quelli contro la PA



ROMA - Via libera al disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri approvando il ddl all'ordine del giorno «all'unanimità e in un clima di grande concordia».

I CONTENUTI - Confermate le linee del provvedimento. Sono vietate le intercettazioni per reati le cui pene sono inferiori a 10 anni. È prevista una deroga per i reati contro la pubblica amministrazione, come corruzione e concussione. Non solo. Le intercettazioni saranno sempre possibili nei reati di mafia, di terrorismo e per tutti i reati di grande allarme sociale. In generale, non potranno però durare più di 3 mesi e dovranno essere decise da un tribunale, non da un singolo soggetto. Resta anche la previsione del carcere da uno a tre anni, commutabili in una sanzione, per chi pubblica conversazioni coperte da segreto e cinque anni per i pubblici ufficiali che le diffondono. Secondo la nuova normativa, inoltre, le intercettazioni telefoniche autorizzate per un'indagine non saranno utilizzabili in un procedimento diverso.

BERLUSCONI - Silvio Berlusconi, secondo quanto racconta un ministro presente al Cdm, ha difeso il provvedimento licenziato dal governo e, rivolto ai ministri, ha ricordato: «Durante la mia campagna elettorale, ho girato piazze piene di gente e di entusiasmo. E vi assicuro che ogni volta che ho parlato di limitare il sistema delle intercettazioni, la gente mi ha applaudito moltissimo. È un provvedimento che gli italiani vogliono».

ALFANO - «Questo provvedimento risponde esattamente al dettato della Costituzione sulla tutela della riservatezza - ha affermato in conferenza stampa il ministro della Giustizia, Angelino Alfano -. La nostra scelta è inoltre coerente con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo». «Il sistema delle intercettazioni era degenerato - ha spiegato Alfano - perché la privacy delle persone è stata violata troppe volte. Il testo approvato è molto equilibrato e coniuga il diritto del cittadino a vedere assicurata la privacy e l'esigenza dell'ordinamento statuale che deve contrastare i crimini». Il ministro ha poi negato che questo provvedimento possa indebolire gli strumenti di indagine: «Enfatizzando il ruolo eccessivo delle intercettazioni si fa un torto alla magistratura. Che gode di mezzi ampi nel codice: non hanno bisogno della cuffia alle orecchie. E i cittadini avranno la bella conseguenza che avranno tutelata la loro sicurezza e la loro privacy».

DI PIETRO - Durissimo il commento di Antonio Di Pietro. «Questa storia delle intercettazioni così come presentato in Consiglio dei ministri mi ricorda il comportamento di un violentatore di bambini che ci prova e una volta tanto non gli riesce - ha affermato il leader dell'Idv -. Ma le mani addosso gliele ha messe e non è riuscito a violentarlo per cause indipendenti dalla sua volontà». Per il capogruppo alla Camera dell'Idv, Massimo Donadi, «è un disegno di legge che prevede il carcere per magistrati e giornalisti e l'impunità per i criminali. Scompaiono del tutto i reati economici finanziari e societari. Questo significa che scandali come Parmalat, 'i furbetti dei quartierino' e clinica degli orrori in Italia non si potranno scoprire mai più. Ci incateneremo in aula».


Il PD - Critico anche il Partito democratico. Marco Minniti e Lanfranco Tenaglia, rispettivamente ministri ombra dell'Interno e della Giustizia, affermano che le norme sulle intercettazioni «sono sbagliate e pericolose». «È evidente il passo indietro che il presidente del consiglio ha dovuto fare rispetto ai proclami dei giorni scorsi. Tra i reati che possono essere sottoposti ad intercettazione rientrano infatti anche i reati contro la pubblica amministrazione, ma ciò non è stato sufficiente ad impedire l'inserimento di norme sbagliate e pericolose che limitano comunque lo strumento di indagine e l'utilizzazione in altri processi del contenuto rilevante delle intercettazioni», ottolineano i due esponenti del Pd. «Tutelare la riservatezza dei cittadini ed evitare che i fatti privati vengano messi in piazza - proseguono - significa regolamentare in modo severo e rigido la segretezza e la diffusione delle intercettazioni e consentire alla magistratura di poter disporre le intercettazione per tutti i reati di rilevante gravità. Considerare come in contrasto queste due esigenze è un errore di impostazione del ddl che il Pd si batterà per modificare in Parlamento».

Tratto dal "Corriere della Sera" 13-06-2008
Cosa ne pensate di questa particolare vicenda?? A voi la parola....

Gennaro Di Gennaro

INTERVISTA A SANDRO BONDI dal Corriere della Sera













il Ministro Bondi,l'uomo che insieme a Bossi batte forte
i pugni sul tavolo quando si parla di extracomunitari.....
La sua storia da ragazzino:da immigrato malvisto a
Uomo Politico a volte poco tollerante e molto drastico
sul tema dell'immigrazione, anche se afferma di non
aver dimenticato il suo passato.
COME SI CAMBIA...........
MARIO RAGOSTA Il Confronto

Scontri davanti alla Sapienza, sei arresti

tratto dal Corriere della Sera - ROMA - Quattro giovani medicati al pronto soccorso. Sei persone fermate e poi arrestate. Un'auto distrutta. E poi accuse reciproche e polemiche politiche. È il bilancio degli scontri avvenuti all'esterno dell'Università "La Sapienza" di Roma tra militanti di estrema destra e giovani dei collettivi universitari. Un episodio legato alla revoca dell'autorizzazione a svolgere nella facoltà di Lettere un convegno sulle foibe organizzato da Forza Nuova. «È stata un'aggressione fascista» raccontano gli studenti dei collettivi di sinistra. La replica: «Gli aggressori siete voi». Per far luce sull'accaduto, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha chiesto al rettore una «relazione». Ma a chiarire le responsabilità degli incidenti potrebbe contribuire una fotografia scattata al momento degli scontri.
FERITI - Dopo i disordini, quattro ragazzi sono stati medicati al Policlinico Umberto I di Roma e poi dimessi «con prognosi da 5 a 20 giorni». In seguito alla rissa uno di loro ha riportato la lesione della spalla, altri due ferite alla testa, uno è rimasto contuso.
ARRESTATI - Tra le sei persone arrestate, due fanno parte dei collettivi universitari di sinistra e sono Emiliano Marini e Giuseppe Mercuri. Gli altri quattro appartengono a movimenti di estrema destra: tra loro c'è anche Martin Avaro, esponente romano di Forza Nuova (tra i protagonisti del documentario "Nazirock"). Con lui è stato arrestato anche un altro militante di Fn, Andrea Fiorucci di 21 anni. Saranno processati mercoledì mattina nelle aule del Tribunale di Piazzale Clodio.

LE REAZIONI - Il sindaco, Gianni Alemanno, ha condannato l'episodio: «Le violenze a Roma sono da condannare senza alcun attenuante. Ci sono in giro degli imbecilli pericolosi che vanno isolati. L'università La Sapienza non può essere luogo di scontro e di violenza politica». Per il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, «è quotidiana la conferma di un clima di intolleranza che in questa città sta assumendo caratteristiche inquietanti. L'aggressione all'Università La Sapienza è un fatto da condannare con fermezza, per allontanare lo spettro di un clima di cui non possiamo consentire il ritorno». E il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini ha chiesto al rettore della Sapienza una «relazione» sui fatti accaduti nell'ateneo.