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Caro Avv. Gentile volevamo farti sapere........

Il pensiero de "Il Confronto" alle proposte dell'Avv. Gentile su Ottaviano ed i suoi giovani
Caro Franco, il nostro blog ha pubblicato con piacere i tuoi interventi, che per i suoi contenuti ricalcano le finalità che ci siamo posti fin dall’inizio della nostra attività di bloggers, ovvero dare voce a tutte le anime del paese che desiderano realmente cambiare qualcosa e soprattutto dare un ruolo ben preciso a tutti i giovani che oggi si affacciano alla vita sociale politica ed economica del paese.
Il sottoscritto non è più giovane da tempo ma è stato subito coinvolto dai ragazzi de “Il Confronto”, dal loro entusiasmo e dalla loro freschezza d’animo e di idee e con loro sto condividendo questo progetto senza altre finalità, come malignato da tanti.
Infatti la nascita del nostro blog, del giornalino, l’essere votato come sindaco “virtuale” ed anche le tue lettere pubblicate da noi, naturalmente sono state interpretate semplicemente come un nostro prepararci alla campagna elettorale e su questo devo purtroppo sottolineare che ancora oggi nel paese prevalgono i pensieri e le parole di persone che in maniera meschina criticano e distruggono tutti coloro che hanno intenzione di cambiare il paese senza ricorso alla politica.
Se oggi si cerca di fare qualcosa, se si chiede di cambiare, per molti nostri concittadini, da Te giustamente definiti di “un’assoluta limitatezza di visione culturale complessiva”, questa azione è legata semplicemente ad un tentativo di costruire un consenso elettorale. Ma noi non demordiamo, anzi andiamo avanti a testa alta.
Il cammino di un anno ci ha portato a tracciare delle strade, ad incontrare persone, ma non ci ha lasciati ancora soddisfatti.
Il tuo intervento pone, invece, le basi per un la creazione di un progetto più allargato, per la creazione di spazi sociali virtuali e non, dove la discussione è finalizzata alla proposizione ed alla risoluzione delle tematiche da affrontare.
Sono d’accordo che la spina dorsale dovrà essere la parte giovane del paese che troppo spesso viene dimenticata o lasciata a se stessa, mentre specialmente noi tutti che siamo sugli anta o oltre dobbiamo essere in grado di dimostrare tutta la nostra maturità ed esperienza nel guidarli ad affrontare in maniera più costruttiva la società economica e civile.
I temi da affrontare sono tanti, partendo dal senso civico e dal rispetto dell’ambiente che ci circonda, che nelle nostre generazioni è completamente rimasto in secondo piano, così come un laboratorio politico capace di far dialogare i giovani e le istituzioni su tematiche di qualsiasi tipo in maniera costruttiva e non demagogica.
Il Confronto con i suoi giovani, anche su questo progetto è pronto a dare il suo apporto ed il suo contributo, mettendo a disposizione tutte le forze ed i mezzi a propria disposizione.
Siamo nati per far risvegliare il paese da quel torpore che ormai lo ha avviluppato da anni e i ragazzi con la loro visione più fresca e più dinamica hanno risvegliato gli animi di tanti altri loro coetanei.
Siamo pronti a dare il nostro contributo per migliorare Ottaviano.
Michele “Lele” Saggese per “Il Confronto"

Lettera Aperta dell'avv. Francesco Gentile

Nel precedente intervento su questo blog auspicavo un confronto serrato per dare risposte convincenti a una città che per motivi economici, sociali, ambientali mostra precisi segni di crisi ( come, d’altronde, tantissime altre realtà del Mezzogiorno).
Pensavo certamente alla politica , ma anche alle realtà associative , a tutti i cittadini e, in particolare, ai giovani.
La città sta perdendo coesione sociale, sono evidenti i rischi di marginalizzazione e si è di molto affievolito quel comune e condiviso senso civile , che è alla base di un solido vincolo societario .
Da qui e da quella generale incertezza del futuro nasce un senso di insicurezza diffuso.
I problemi, per essere affrontati, hanno bisogno di una nuova idea di città, ovvero di una meta condivisa da raggiungere .
Sono convinto che tanti cittadini, nonostante la crisi evidente dei luoghi tradizionali della partecipazione, vogliono far sentire la propria voce , discutere pubblicamente dei problemi della comunità , affermare la necessità di un futuro condiviso, costruito e prefigurato a partire da esperienze concrete e da proposte sentite come proprie.
Una comunità si chiude in tante illusorie nicchie particolari e si spegne se non ritrova il gusto dell'impegno civico, del confronto libero e aperto, del contributo delle donne e degli uomini che la compongono.
Penso prevalentemente al ruolo e al contributo delle nuove generazioni.
Il filosofo Aldo Masullo , nel recente libro-intervista ( Napoli siccome immobile, ed. Guida, 2008) ha affermato che “ … le speranze giovanili … sono l’unica oggettiva garanzia che questa società … possa evitare la catastrofe. Ciò esige però che i giovani non siano tenuti fuori dalla pratiche di governo della vita sociale, che non si sentano esclusi bensì chiamati e attivamente incoraggiati a sostituire le pratiche vecchie con le nuove , i vizi di vecchi stili di vita pubblica con le virtù di nuovi. Si deve lasciare che assumano le responsabilità del governo sociale al più presto , prima che si corrompano o divengano indifferenti. Occorre evitare che essi , costretti ciecamente a contrapporsi alle generazioni precedenti, spezzino il filo che assicura quella coesione diacronica di fondo, senza di cui una società finisce distrutta “ .
E allora ritengo necessario costruire uno spazio pubblico di ascolto reciproco, di confronto, di scambio di esperienze e di proposte che può prendere avvio attraverso la definizione comune di una agenda di argomenti da affrontare e attorno ai quali dare libero accesso e uguale opportunità al protagonismo diretto di cittadine e cittadini.
Una sorta di forum civico aperto, nel quale far circolare le competenze e le conoscenze, le pratiche e il fare di cittadine e cittadini che non hanno rinunciato ad un'idea della politica intesa come luogo di cambiamento e come impegno civile.
Un momento nel quale le esperienze e le proposte del volontariato, dell'associazionismo e dei singoli possano entrare in rete, svilupparsi in relazioni e sinergie su punti comuni, trovare ascolto ed esercitare le funzioni della proposta e del controllo democratico sull’operato degli eletti nelle istituzioni.
Noi, che abbiamo passato gli “anta” , dobbiamo fare un passo indietro , senza far mancare il nostro contributo di proposte e idee, e fare spazio ai giovani, che con l’energia e la fantasia dell’età possono trascinare la società ottavianese ad aprirsi e a non avere paura, per dare soluzioni migliori ai problemi della vita quotidiana , per aprire la mente e il cuore a nuove forme di convivenza e a nuove opportunità di crescita economica e civile.
Questo e altro potrà scaturire da un libero e democratico confronto , dove non pesino i vincoli di appartenenza , se ritroveremo in molti la voglia di metterci passione, intelligenza critica, emozioni, operosità.
Tutti insieme, e con il protagonismo giovanile, in collaborazione con le istituzioni, potremo definire una prima agenda di azioni positive per la nostra città.

Avv. Francesco Gentile

La risposta dell' "ex consigliere" Patrizio Prisco

Riportiamo fedelmente la risposta dell’Arch. Patrizio Prisco ricevuta in data 09/12/2008 e pubblicata in data odierna per ragioni di spazio, dato che si sono succedute una serie di manifestazioni che ci hanno visto impegnati in prima fila e al quale abbiamo dato risalto.
Visto che questo è uno dei pochi argomenti che appassionano gli ottavianesi, abbiamo deciso di pubblicare la lettera quando lo spazio temporale sul blog sarebbe stato maggiore.
Invece questa nostra decisione è stata giudicata faziosa. Come sempre…… E noi come sempre prima di passare alla lettura comunichiamo a Tutti i lettori, compreso l’Arch. Prisco che il nostro blog ha dato voce sempre a tutti e non è mai stato di parte e/o fazioso. Ha a cuore semplicemente un obiettivo: il miglioramento del nostro paese, attraverso i dibattiti ed i confronti e non con gli scontri e gli insulti.
Nella lettera che leggiamo proprio l’Arch. Prisco si lamenta che lo abbiamo invitato via mail alla replica e afferma:
1) Di ricevere la nostra mail di invito dopo la pubblicazione dell’intervento dell’Arch. Santelia (Quando dovevamo invitarti a replicare Caro Patrizio, prima di pubblicare la lettera?)
2) Che abbiamo cambiato il senso al suo intervento inserendo degli aggettivi. Ma trasformazione urbanistica o profonda trasformazione urbanistica non cambiano il senso dell’accusa!!!
Grazie comunque dell’intervento che lasciamo alla lettura, avvertendo che come fatto precedentemente verranno eliminati tutti i commenti offensivi.
Sul contenuto della lettera non possiamo far altro, vista la gravità delle accuse, di aspettare le indagini degli organi preposti ai quali si è rivolto l’Arch. Prisco.
Infatti oltre a ribadire le stesse accuse della prima lettera respinte al mittente da Santelia, l’Arch. Prisco preannuncia le proprie azioni di denuncia contro atti e procedure ritenute illegittime. Staremo a vedere.
Michele Saggese e Emanuele Ragosta

Ecco quello che scrive l'ex consigliere Prisco:
Francamente, dopo aver denunciato irregolarità amministrative relative ad atti tecnici, riportando il succo di quanto intendevo in una lettera al vostro blog ed aver verificato la rapidità con cui insulti e cattiverie tendevano a trasferire scientificamente l’attenzione dall’argomento di discussione ad attacchi alla mia persona, ho smesso di leggere quel che “correttamente” pubblicavate e non ho potuto che “alzare le spalle” e continuare per la mia strada con le conseguenti denunce di quanto affermavo nelle sedi opportune,tutte. Tralasciando ovviamente gli anonimi insulti di cui ero, con incredibile celerità, ripetutamente oggetto.
Ieri, però, mi è stata annunciata (non direttamente) la risposta del Responsabile LLPP del Comune di Ottaviano alle mie “accuse”(??) e, naturalmente, son venuto sul blog a leggere quanto l’Architetto Santelia affermava (ho ricevuto Vs. comunicazione, via e-mail in tal senso, ampiamente dopo che già qualcuno, celermente, aveva apposto il proprio meritevole commento!!).
E allora rispondo ben consapevole che presterò il fianco ad altri insulti e volgarità come dopo il mio primo intervento.
IN MERITO AL PROGETTO DA VIALE ELENA A PIAZZA SAN MICHELE
Faccio rilevare innanzitutto che non è corretta l’affermazione attribuitami da voi “confrontisti” nella domanda posta all’architetto, in rosso e virgolettata, relativa alla “profonda” trasformazione urbanistica che investe la strada che va da Viale Elena a Piazza San Michele; “profonda” è aggettivo che tende a modificare il senso del discorso, tra l’altro estrapolandolo e trasformando il concetto da una frase di significato un po’ diverso.
E’, appunto il senso del significato della “TRASFORMAZIONE URBANISTICA” che rappresenta il contenuto del discorso manipolato dall’architetto Santelia nel rispondere:
RESTYLING, infatti come da lui definito l’intervento in questione, era giusta definizione se la riqualificazione proposta si limitasse a interventi sui materiali, ai particolari d’arredo, ai dettagli di ridisegno del progetto, ma pur tuttavia (come da me affermato anche in precedenza) la variazione prevista della sede stradale di progetto investe la “trasformazione nelle funzioni reali” :
§ oggi si parcheggia su tutto l’asse stradale su entrambe le corsie e con il progetto approvato dall’UTC non sarà più possibile farlo,
§ oggi si può passeggiare al centro, tra le corsie, sotto una plantumazione verdeggiante e dopo non sarà più possibile;
§ sono state tagliate piante di alto fusto-certamente fastidiose per la viabilità con le loro radici invasive.
Tutte trasformazioni per cui non si può parlare né di restyling né di riqualificazione (quindi trasformazione urbanistica), né tantomeno si può ritenere le variazioni previste non “altamente impattanti”..a proposito i pini verranno sostituiti? Nemmeno il loro taglio necessitava di VIA?
La legislazione in merito cui, parzialmente, fa riferimento l’architetto Santelia, è disciplinata, oltre che da disposizioni specifiche regionali (LR16/2004, Del.Pr.932 del 22/11/2007, DPGR33 del 18/6/2007), dal TUA 152/2006 aggiornato dal D.Lgs. 4/2008 che estrinseca le procedure d’impatto ambientale (come è appunto per questo progetto!).
La VAS, nel DLgs 4/2008, all’art. 4 al Titolo ”Definizioni”, punti 2 e 3, è descritta come semplificazione e coordinamento delle procedure autorizzative in campo ambientale e ne viene chiarito il contributo per una migliore qualità della vita individuando, descrivendo e valutando gli impatti diretti e indiretti di un qualsiasi progetto su “uomo,flora e fauna, su suolo, aria e clima, su beni materiali e culturali e loro interazioni, in più si spiega quali Enti ne fanno richiesta. Nel nostro caso il Comune.
Inoltre è proprio come dice l’arch. Santelia che anche se per un breve tratto l’Autorità di Bacino (nel nostro territorio addirittura 2: Napoli N.O. e Sarno perché il Regio Lagno che si chiamava Alveo Rosario segna all’incirca il confine di competenza di entrambe) Napoli Nord Occidentale richiede il parere per il rischio frana, mentre per il Rischio Idraulico tutta l’area risulta essere individuata come area ad elevata suscettibilità ed allagamento (occorre nel nostro caso richiedere il parere ad entrambe le Autorità territoriali)..Inoltre la variazione delle sezioni stradali?? Non è un forse progetto di variazione di volumi?? E le rotatorie, i flussi: tutta manutenzione straordinaria?? (Un ingegnere idraulico si è messo le mani tra i capelli…). Tutto questo non fa ritenere necessario il relativo parere??
Sempre l’arch. Santelia ricorda l’art. 6 del TUA 152/2006 integrato dal DLgs 4/2008 che al capo 5 recita:…La Valutazione d’impatto ambientale riguarda i progetti che possono avere impatti significativi sull’ambiente e sul patrimonio culturale…
Orbene:
· TAGLIO DEI PINI
· ELIMINAZIONE DI CIRCA 400 POSTI AUTO
· RESTRIZIONE DELLE CARREGGIATE
· PROMENADE
· ELIMINAZIONE DEL MARCIAPIEDE CENTRALE
· REALIZZAZIONE DI SVARIATE ROTATORIE
· VARIAZIONE DELLE SEZIONI STRADALI
non rappresentano “impatto significativo sull’ambiente e sulle condizioni di vivibilità attuali!??”
Questo è restyling??
O trasformazione urbanistica come io affermo?? Ecco allora che se la “trasformazione” è, di fatto, urbanistica perché cambia l’intero insieme di strade, marciapiedi, parcheggi, arredi, illuminazione l’IMPATTO AMBIENTALE va valutato.
E poi che significa affermare che il PUT (piano urbano dei trasporti) è stato commissionato dai Commissari e che non è opera di questa amministrazione??
Che chiunque governi non debba tener conto di quanto fatto da chi ha amministrato in precedenza, con i soldi dei cittadini??
Se davvero non era un piano idoneo si poteva non pagare, perché è durante questa amministrazione che si è pagato. Si contestava,eventualmente a ragione, che era impraticabile, o non idoneo, e non si pagava.
Se non era buono il PUT, quale magistrato avrebbe contestato il mancato pagamento di un piano sbagliato?? Si ragiona così, no??
Mi meraviglia però che, ancora una volta, e lo stesso arch. Santelia fa tale esercizio, nessuno affronta il vero problema: quello che, nelle sedi opportune ho denunciato: a monte di tutto ciò vi è comunque più di una Delibera (atto amministrativo) illegittima:
§ La nr. 96 del 26 giugno 2008
§ La nr. 129 del 6 agosto 2008
(Nelle sedi opportune lo dimostrerò con semplicità!!)
Atti che la Giunta, il Funzionario preposto, il Ragioniere del Comune, il Segretario Generale, il Direttore Generale hanno purtroppo ritenuto corretti.
D’inciso, tra l’altro, invito il Difensore Civico a verificare se esistono i presupposti di un suo intervento in merito.
E che siano, palesemente, irregolari è reso evidente dalle delibere successive di correzione che la Giunta ha dovuto nei mesi successivi mettere in essere.
Tutte notizie inserite nelle informative agli organi competenti.
2° ARGOMENTO: PROJECT FINANCING
In questo esercizio di allusioni e di tentativi di celare miei interessi, da controllore a promotore, cui nemmeno l’amico Santelia si esime di partecipare, faccio rilevare che se qualcuno ritiene che da Consigliere Comunale abbia agito al di fuori delle leggi, sono pronto ad essere giudicato nelle sedi più opportune, come sono da subito pronto a mettere a disposizione di chi ne abbia motivazione tutte le mie attività bancarie e/o finanziarie per dimostrare cosa hanno rappresentato questi anni di vita amministrativa, prima, durante e dopo.
Sono davvero pronto a difendermi ovunque, ma ciò non toglie che dirò basta, denuncerò quel che è giusto denunciare: nelle dichiarazioni di Santelia vi è infatti ancora qualche ulteriore imprecisione:
“100 posti auto” in relazione al parcheggio “Trusso” in PF (non quello privato!) sono menzionati solo nello “STUDIO DI FATTIBILITA’” a firma dell’UTC (Geom. Michele Visone) allegato alla Delibera di approvazione nr. 98 del 17/5/2007, dove si legge:”…la soluzione proposta con riserva di uno studio più approfondito prevede la realizzazione di circa 100 posti auto…”.
Con l’Avviso indicativo ( 1° gara PF) del 4/6/2007 infatti l’UTC segue la procedura dell’art. 153 del DL 163/2006 che prevede possibili migliorie al progetto (ovviamente il numero dei posti auto era un requisito naturale per migliorare il progetto e quello presentato appunto prevede 259/266 posti auto).
Infine che il Responsabile del procedimento”arch. Santelia “non abbia aperto il plico” e che non sappia che si parla di 259/266 posti auto, risulta poco credibile se con COMUNICAZIONE del 18/2/2008 di inizio del procedimento, tra l’altro dichiarava: “….ai sensi dell’art. 37 bis della L. 109/94 e s.m. dell’art. 98 del DPR 554/99….la documentazione prodotta è conforme al dettato normativo e che il soggetto proponente ha i requisiti di legge..”!!
Allora o è falsa la dichiarazione o il plico l’ha aperto e oggi la sua valutazione è rimangiata forse per altre motivazioni….ma tant’è!!!!
Adesso ovviamente gli insulti. Soprattutto per cambiare argomento..Soprattutto da quelli che erano amici e che, qualcuno ha detto, mi hanno lasciato solo. Il caffè lo prendo sempre in piazza.


Michele Saggese e Emanuele Ragosta

Riceviamo e Volentieri Pubblichiamo: LETTERA APERTA DELL'AVV. FRANCESCO GENTILE

L'omologazione culturale ha cancellato dall'orizzonte le “piccole patrie”, le cui luci brillano ormai nel rimpianto, memorie sempre più labili di stelle scomparse. “Come polli d’allevamento, gli italiani hanno indi accettato la nuova sacralità, non nominata, della merce e del suo consumo”: è questa la nuova società nella quale oggi ci muoviamo, testimoni e vittime dei lutti culturali.
Pier Paolo Pasolini
A poco più di sei mesi dalle elezioni amministrative, già s’odono i rumori di fondo di manovre pre-elettorali in cui i vari aspiranti ad un posto nel civico consesso cercano di posizionarsi , prescindendo da opzioni ideali e valoriali .
E poi , a giochi fatti, scopriamo il profilo dei parvenus approdati alle leve del potere .
Credo , invece, che sempre, ma soprattutto in questa fase, occorra da parte di tutti un esercizio di responsabilità , che ci tocca come cittadini e come soggetti della società civile, per garantire il confronto e la dialettica democratica , senza abbandonare il terreno del confronto incessante delle idee e delle visioni, delle finalità e delle strategie di lungo respiro. Senza di questo, la democrazia, letteralmente, si de-moralizza, riduce il consenso al plauso del cittadino-spettatore, sostituisce la partecipazione con la delega e la logica del bene comune con l’interesse di pochi. Deriva demagogica ed esito oligarchico vanno a braccetto.
Non possiamo rassegnarci a questa “fine”. Ne vogliamo costruire e prefigurare una diversa.
E quindi un invito alla franchezza. L’invito a parlare con chiarezza sul presente e sul futuro della nostra comunità locale.
Il contenuto di questa franchezza non può essere solo una analisi, bensì l’indicazione di una positiva interpretazione delle sfide e delle opportunità del nostro presente.
Occorre innanzitutto avviare una piena cultura della partecipazione alla vita del Governo locale insistendo su argomenti che sono vicini alla sensibilità delle famiglie e dei cittadini: la qualità del territorio nel quale si vive, la difesa delle loro prerogative specifiche, in termini economici, culturali e di sviluppo. Avviare meccanismi di informazione, sensibilizzazione, coinvolgimento e partecipazione dei cittadini del Comune , nelle loro varie specificità di ruolo (giovani, studenti, residenti, operatori commerciali , imprenditori, ecc.) e le loro associazioni, per l’elaborazione di politiche locali partecipate che concorrano a qualificare l’azione complessiva del governo locale in difesa delle identità locali, delle produzioni tipiche, della tutela dell’ambiente.
Se allora vogliamo ri-avviare i motori del cambiamento e aprire una nuova stagione di speranza, che ci faccia uscire da questo tempo contrassegnato dalle passioni tristi, dobbiamo avere il coraggio di orientare il nostro impegno verso le relazioni, la cittadinanza e la partecipazione civica. La cultura di massa ha portato modifiche sconvolgenti non solo nella mentalità, ma anche nelle usanze e nei valori. Il piccolo universo tradizionale é stato messo in crisi dai nuovi strumenti di comunicazione, dai nuovi modelli, comportamenti e simboli A partire dagli anni cinquanta, i mass media sono entrati in ogni casa, riflettendo come uno specchio le immagini e le vicende del mondo esterno. L’informazione, col suo flusso costante, ha varcato dall’esterno i confini dello spazio locale, dove si é attivato il confronto tra una realtà antica e una nuova moderna e vincente.
Sono sotto gli occhi di tutti gli effetti di riflesso, ricadenti sulla cultura di massa, suscitati dalla pubblicità e dalla merceologia consumistica.
Per dirla con il filosofo Umberto Galimberti “ viviamo in un'epoca dominata da quelle che il filosofo (Spinoza) chiamava le "passioni tristi", dove il riferimento non era al dolore o al pianto, ma all'impotenza, alla disgregazione e alla mancanza di senso, che fanno della crisi attuale qualcosa di diverso dalle altre a cui l'Occidente ha saputo adattarsi, perché si tratta di una crisi dei fondamenti stessi della nostra civiltà”. Per questo sono fermamente convinto che l’arricchimento culturale sia un elemento indispensabile per il confronto, nel senso che pone le condizioni per una maggiore disponibilità al dialogo. Conoscere ingenera curiosità e la curiosità spinge ad incrementare le proprie conoscenze con un bagaglio di nozioni ulteriore. Le iniziative che l’ente locale dovrebbe mettere in campo devono fungere da stimolo per contribuire alla crescita di quell’integrazione di cui abbiamo tanto bisogno. Credo che uno dei compiti delle istituzioni sia proprio quello di dare ai cittadini tutti i mezzi possibili per riuscire a stare al passo. Questo è quello che ritengo debba essere fatto ed è anche quello che le associazioni presenti sul territorio debbono fare.
Purtroppo la cifra stilistica della nostra cittadina è un provincialismo nella sua accezione negativa: provincialismo inteso quale mentalità improntata alla più sfacciata chiusura mentale, corroborata da un’assoluta limitatezza di visione culturale complessiva.
Noi non viviamo in un borgo medievale abbarbicato sui monti o in un deserto, per cui si potrebbe giustificare una certa stagnazione sociale e grettezza mentale .
L’elenco delle manchevolezze cittadine in campo culturale è così lungo e così noto a tutti che ve lo risparmio.
Dobbiamo , tutti ,e in primis, i futuri amministratori , acquisire la consapevolezza che la cultura locale, come fattore d’identità e d’appartenenza al territorio, nel recuperare la memoria storica di un’area crea le condizioni per il suo sviluppo e per la sua trasformazione. Quindi, forme non occasionali di iniziative di animazione sociale e iniziative di carattere culturale possono diventare un positivo elemento di:
-integrazione dell’economia locale in termini sia di occupazione che di valorizzazione di risorse e prodotti locali;
-maturazione e diffusione di coesione sociale e di dialogo tra soggetti;
-maggior rispetto dell’ambiente;
-evoluzione della domanda di servizi per la gestione del tempo libero.
L’esperienza insegna che i contesti locali che alla lunga sono risultati vincenti sono stati quelli che hanno conservato la propria identità e che con una sapiente e creativa evoluzione l’hanno adattata ai cambiamenti esterni. Ogni contesto ha potuto sostenere al meglio la pressione competitiva dei processi di globalizzazione, proprio usando elementi della sua tradizione per reagire e creare in direzioni, precluse o difficili per gli altri, nuovi percorsi di sviluppo
"Il futuro è decisamente aperto. Esso dipende da noi, da tutti noi".
Con queste parole Karl Popper ha ricordato come il raggiungimento della modernizzazione risieda non soltanto nelle cose che diciamo quanto in quelle che facciamo realmente.
Non è sufficiente lanciare le iniziative, bisogna sostenerle, rinforzarle, rinnovarle senza interruzione.
Va definitivamente abbandonata l’errata convinzione che la cultura sia solo spettacolo o di cadere esclusivamente nel provincialismo delle sagre strapaesane. Contro le quali non ho nulla, ma sono un’altra cosa e generalmente non hanno bisogno di incentivazioni né di incoraggiamenti. Non bisogna pensare alle attività culturali solo come manifestazioni per radunare le masse sperando in qualche consenso elettorale: è ovvio che per questo sono piú efficaci altri tipi di manifestazioni, ma la cultura va intesa come momento di crescita e come elemento edificante.
Per raggiungere gli obiettivi di crescita e di sviluppo verso un sistema culturale e sociale aperto e maturo è necessaria la realizzazione di una organizzazione territoriale integrata di servizi culturali, intendendo anche sistemi museali, ricreativi, di spettacolo, bibliotecari ed archivistici. In tale ambito l’ente locale deve rivestire un ruolo propulsivo nei confronti degli altri soggetti che, anche istituzionalmente , hanno la responsabilità della modernizzazione del nostro territorio. Nell'impegno sociale , economico e culturale il Comune dovrà stimolare il confronto con altre realtà associative impegnate sul territorio, con le quali poter avviare una fattiva collaborazione e favorire l'interscambio attraverso l'organizzazione di incontri, conferenze e seminari.
E', quindi, dovere di tutti noi che siamo impegnati nella crescita della nostra terra stabilire "come" e "quando" raggiungere quegli obiettivi e quei risultati che ci proiettano al di fuori di questi ambiti troppo locale.
Purtroppo il provincialismo e il settarismo identitario da cui siamo pervasi non lascia sperare che la cultura del confronto aperto prevalga sulla paura del “diverso”, perché in fondo temiamo che chi ci contrasta abbia più argomenti dei nostri. Il rifiuto di dare spazio all’altro è sempre segno della nostra debolezza e della nostra scarsa fiducia nelle nostre ragioni.
Dobbiamo , quindi , tutti noi ( uomini, donne , giovani , associazioni ,…) pretendere che la politica si trasformi da calcolo cinico per catturare il consenso a rappresentanza degli interessi sociali , abbandonando quella sorta di fatalismo, di impotenza e di passiva rassegnazione che ha caratterizzato la vita sociale degli ultimi anni .
Un invito , dunque, ad abbandonare quel cinismo pragmatistico senz’anima , che crea indifferenza, e rilanciare un concreto progetto culturale che consenta alla politica di fare presa sulla realtà, sulla vita delle persone, sui bisogni e desideri che ne definiscono il senso e la progettualità.

Riceviamo e Volentieri Pubblichiamo

Lettera aperta dell'arch. Patrizio Prisco, ex consigliere comunale


“Ancora una volta sono costretto, mio malgrado, ad intervenire su commenti o dichiarazioni rese dal 1° cittadino di Ottaviano.
E’ passato un anno dalle mie dimissioni da consigliere comunale ed una prima volta (senza alcuna risposta) ho dovuto, purtroppo,già correggere un’affermazione non veritiera, fatta dal 1° cittadino in Consiglio Comunale riguardo le mie dimissioni.
Ricordavo, in una lettera, agli amici consiglieri comunali, che ne avevano ascoltato la dichiarazione relativa, che quel che lui affermava, ovvero che mi avesse chiesto di parlare delle mie dimissioni, non era affatto vero, pur facendo riferimento ad una presunta amicizia trentennale;già la mia lettera non è stata mai smentita ai consiglieri né allora né mai, l’affermazione, ed anche altro della dichiarazione di allora, falsità era e falsità resta.
Il 1° cittadino recentemente interviene, letto sul Vs. Blog, in un’intervista ad un ottimo redattore de “Il Confronto”, facendo riferimenti e commenti sul parcheggio in Project Financing che il sottoscritto, dopo le dimissioni da consigliere comunale, ha redatto con un gruppo imprenditoriale privato, con ingressi sulle Vie: Cesare Augusto e Vicinale Trecase, di fronte alla sede attuale della Clinica Trusso.
Sminuendo il significato del progetto, lo stesso dichiara che esso era dotato di 100 posti auto e, facendo riferimento all’area in cui ricade, dichiarava che esso era altamente impattante e paventava problemi di contenzioso tra un confinante e l’Ente Provincia.
Ora, come allora, vi sono verità ufficiali e verità nascoste.

VERITA’ UFFICIALI
1) La cittadinanza deve sapere che oggi è possibile parcheggiare circa 400 auto, o poco meno, da Viale Elena a Piazza San Michele (e manca sempre dove parcheggiare!!) e che tale tratto di strada è oggetto oggi di un progetto, la cui realizzazione giustifica, secondo il 1° cittadino in una nota a sua firma, allegata ad un atto deliberativo recente, l’eliminazione del parcheggio, di cui sono firmatario, perché reso inutile dalla distribuzione della strada che si potrà realizzare con questo nuovo progetto.
2) Adduce il 1° cittadino, tra le motivazioni dell’inutilità del parcheggio “di fronte da Trusso” che 100 posti auto non giustificano più l’intervento, tra l’altro in un’area “a forte impatto ambientale”, su un terreno appunto oggetto di contenzioso.
3) Riferendosi agli atti che accompagnano il progetto da Viale Elena a Piazza San Michele, che tra l’altro interventi del consigliere di opposizione Abate dichiarano “mancanti di legalità e trasparenza”, e in genere ai propri atti amministrativi, sempre il 1° cittadino dichiara:….”essi parlano chiaro …… non abbiamo assolutamente nulla da temere..”

VERITA’ NASCOSTE
1) Il progetto, cui fa riferimento il 1° cittadino, del parcheggio “di fronte la Clinica Trusso” con ingresso da Via Cesare Augusto è dotato di 259/266 posti auto, che lui cancella con una nota personale…
2) L’impatto ambientale di un parcheggio interrato, su gradonate dotate di verde in superficie (con essenze autoctone) è senz’altro inferiore a quello di una clinica, seppur presidio modernissimo, che si staglia, con un giardino di “palme tropicali”, sul profilo verdeggiante più bello della nostra montagna!!!
3) La grande efficienza del progetto della strada che da Viale Elena trasforma tutto il centro fino a Piazza san Michele è un progetto di trasformazione urbanistica ed è in contrasto con il PUT (Piano urbano del Traffico), dimenticato dall’Amministrazione e già “abbondantemente” pagato!!! Comunque riducendo a poche decine i posti auto!!!
4)
Delle due l’una, quale dei due non è lineare o trasparente???Ovvero è inutile e pagato???
5) Il progetto della strada da Viale Elena a Piazza San Michele che realizzato fa eliminare il progetto di parcheggio a mia firma, è un progetto che doveva seguire una procedura amministrativa diversa, perché è una TRASFORMAZIONE URBANISTICA, in contrasto con uno strumento di settore esistente, il “Piano Urbano del traffico”, pagato al prof. Piemontese della Facoltà di Architettura e dimenticato; quindi non segue la CORRETTA E TRASPARENTE PROCEDURA di una variante urbanistica.
6) Tra l’altro dove sono le Procedure, di VAS e VIA, indispensabili ed il Parere dell’Autorità di bacino (parliamo di variazioni di portata idrica del deflusso delle acque meteoriche!!) ????Tutti pareri che, a quanto pare, si dimentica che devono accompagnare già il Progetto definitivo della strada a farsi.
7) E’ stato solo un gesto dovuto alla presenza della mia firma, la richiesta del 1° cittadino (tra l’altro in un riequilibrio di bilancio non è automaticamente spiegabile eliminare un contributo non comunale di bilancio, vero “Mandrake” Santelia??) di rinunciare al Project Financing del parcheggio “di fronte la CLINICA TRUSSO”? Va ricordato che Project financing significa che esiste un privato che per interessi propri è disposto a fare con fondi propri quell’opera pubblica e gestirla per un certo numero di anni e lasciarla poi al comune (nell’italia del centro, del nord, e anche del sud, dove non ci sono alchimie, avviene di norma).
8) Si privilegiano, nel mentre, parcheggi privati (es: sempre di fronte da Trusso e nei pressi dell’Hotel Augustus) e non quelli pubblici!!! Riducendo i posti parcheggio pubblici!!! (LEGALITA’ E TRASPARENZA!!!).
9)
Il calcolo delle rotonde e degli assi viari nel progetto della strada non è supportato da nessuno studio dei flussi ed il dimensionamento è tale da creare solo ulteriori difficoltà al traffico (e al parcheggio) veicolare.
10) Tra le delibere che accompagnano la procedura amministrativa che segue il progetto vi sono IRREGOLARITA’ AMMINISTRATIVE, palesi ed evidenti che sono pronto a dimostrare in tutte le sedi SENZA REMORE Né TIMORI. A salvaguardia di legalità e trasparenza.
11) Infine, il terreno, oggetto del progetto in PF, è di proprietà di un privato ed in tempi remoti lo stesso terreno era stato vincolato dalla provincia per un istituto scolastico mai realizzato. I vincoli all’esproprio come tutti sanno, decadono con il tempo, comunque senza alcun contenzioso…

Amici de “IL CONFRONTO”, scusate se è poco!! Ma era mio dovere aldilà delle zizzanie (comunque anche un diritto!!) riportare la verità sul mio lavoro, troppo spesso oggetto di strani ostacoli e bizzarre dichiarazioni, nonché di qualche intervento poco elegante..

Ci si chiedeva poi da parte vostra, infine, come: ”…..la disponibilità e la precisione del sindaco a rispondere su tutti gli argomenti validi per metterlo in difficoltà…. ci sembra semplicemente un modo come un altro per alzare un polverone, per avere un po’ di visibilità anche in maniera sbagliata…”
Ragazzi!!!!!
Perché non vi chiedete se c’è una diversa verità???
Capite che si parla del nostro paese che è oggetto di progetti di “trasformazione radicale” che ne bloccheranno, per presunzione, saccenza e incompetenza, la spina dorsale del centro, nella vivibilità quotidiana?? Non è un ginepraio di reazioni da valutare, ma qualcosa di serio che prescinde dalle capacità del singolo..
Con l’onestà che vi distingue, fatevi dare una copia del progetto approvato in CEI (Commissione edilizia Integrata) e del PUT di Ottaviano e parlatene alla gente…in strada..a chi vive ad Ottaviano..a chi ci lavora….e se trovate consensi, dopo un’analisi serena e corretta, la strada amministrativa più giusta, più regolare e legale si trova, per qualsiasi iniziativa….
Ma chiedete alla gente!!!Quella in strada!!!!

Patrizio Prisco

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Lettera aperta del consigliere Vittorio Abate
Ho letto le dichiarazioni del Sindaco sul Vs Blog e ritengo doveroso dover rispondere, almeno una volta, per il rispetto della verità, anche se il dibattito sull'argomento (legalità, progetti, ecc) sarebbe più normale avvenisse in altra sede.
In realtà però, ..il grande sonno dell'opposizione dipende un pò dal quieto vivere proprio del Consiglio Comunale...
"..alla distanza infatti prende la stanchezza.."
E la maggioranza usa proprio il metodo dello sfiancamento, con l'opposizione.
Es: 8 volte su 10 (e in materia di bilancio 10 volte su 10) prima di ogni Consiglio non si forniscono gli atti deliberativi, necessari a studiare di cosa si parli.
Questo o è un metodo studiato scientificamente oppure è il risultato di un lavoro amministrativo svolto all'ultimo minuto; affrontare i problemi l'ultimo giorno, e anche dopo, è stata una costante della maggioranza fino ad oggi.
Il 3 ottobre, quindi, al C.C. l'opposizione era assente anche per questo: basta leggere la Delibera 52 del C.C. per verificare che il sottoscritto aveva protestato con il Segretario Generale perchè non erano pronti gli atti relativi alla delibera sulla Salvaguardia di bilancio.
Io poi nel manifesto e negli articoli di stampa non lamentavo che l'UTC facesse un progetto, come Mandrake in meno di 60 giorni; anzi vista la velocità usata per il progetto definitivo così esauriente, mi sembrava naturale che per l'esecutivo l'UTC usasse la stessa celerità.
Purtroppo, sono esauriti i Super poteri e allora si è pensato di preparare non una cosa normale, una gara di respiro almeno nazionale o un concorso di idee, ma una procedura mai adottata ad Ottaviano, la negoziata, per fare più in fretta!!
Peccato che si sono persi altri 90 giorni (quanto bastava a Mandrake per completare lui il progetto).
La cosa però interessante sarebbe stato sapere quanto è costato in spese un progetto così completo, ma non per i costi, ma per verificare ricevute fiscali, fatture, scontrini fiscali..
LEGALITA': parola di otto lettere. Articolo 5°...
Ritornando appunto alla legalità, visto che la trasparenza non è proprio cristallina nella procedura per il progetto, occorre far presente che la delibera di approvazione dello stesso, la nr. 129 del 6 agosto 2008 non è regolare, anzi per meglio dire è un atto non legale.
Dovrà, come spesso accade a questa Amministrazione, essere revocata, perchè presenta dichiarazioni non veritiere.

Resto, adesso come sempre, disponibile a ricercare la verità nelle sedi che riterrà più opportune.

A proposito, in merito alla confusione che mi attribuisce il Sindaco: avevo, ho e avrò sempre le idee ben chiare su quel che ho fatto, faccio e farò nel principio della coerenza, dell'onestà e della partecipazione alla vita politica del paese.


Vittorio Abate

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Lettera Aperta del consigliere comunale Oscar Invito


Le tante polemiche e i tanti interventi che si sono succeduti sulle pagine dei blog in questi giorni in merito all'ormai famoso manifesto a firma mia e di Michele Saviano, meritano da parte mia delle precisazioni, per rispetto verso i visitatori dei blog e la stima che nutro nei confronti degli estensori degli articoli.
L'oggetto del manifesto, come ormai sarà chiaro a tutti, erano e sono i continui disservizi della GO.RI. nella gestione della fornitura idrica e la mancanza di un'azione forte e pubblica da parte dell'Amministrazione, cosa peraltro messa in evidenza anche da Voi con articoli precedenti al nostro manifesto, quindi l'accusa mossa è veritiera o quantomeno condivisa anche dai blog.
L'oggetto del manifesto non è messo in discussione, sotto accusa è l'obbiettivo che ci siamo prefissi: la convocazione del consiglio comunale. Un consiglio comunale per discutere in merito a questa vicenda nella sede opportuna, il luogo istituzionale dove siamo chiamati a esercitare il nostro ruolo!
Tutto ciò ha scatenato un putiferio, si è chiesto a noi dell'opposizione cosa avessimo fatto prima per poter chiedere adesso la convocazione del consiglio, come se questo non fosse tra le prerogative di un consigliere, ma sopratutto non fosse nell'interesse di tutti conoscere lo stato delle cose in merito a questa vicenda.
Il nostro Sindaco ha preferito rilasciare un'intervista, piuttosto che sedere in consiglio comunale, è questione di stile e di modi diversi di intendere la democrazia.
La cosa che mi rammarica è la mortificazione continua del ruolo del consiglio comunale, ormai si è chiamati solo a notificare gli atti e a fare da cornice, ogni volta che si è avanzata una richiesta di discussione su eventi importanti per la nostra comunità, come: l'incendio dei cassonetti o il servizio idrico, la stessa è stata puntualmente ignorata, ci troviamo al cospetto di un Sindaco che vede con fastidio il richiamo a portare la discussione nelle istituzioni, e le mie assenze negli ultimi consigli comunali sono anche dovute a un disagio, a una mancanza di cittadinanza politica che si avverte forte già leggendo la lettera di convocazione, con i capi posti all'ordine del giorno dettati da scadenze imminenti o variazioni al bilancio.
Questa è storia vecchia, è il modo di fare del Sindaco, è il Suo modo di intendere il mandato conferitogli dalla cittadinanza, è uno dei motivi che hanno indotto il sottoscritto ad abbandonare la maggioranza.
Continuerò per quanto mi riguarda ad esercitare nelle forme che ritengo più efficaci, il mio ruolo di consigliere comunale,
nella speranza che le noci nel sacco diventino più di una e iniziano veramente a fare rumore.
Con la stima e l'impegno di sempre
Oscar Invito

RICEVIAMO, PUBBLICHIAMO E RISPONDIAMO A MICHELE SAVIANO, CONSIGLIERE DI OPPOSIZIONE

Caro Michele (consentimi il tu visto che ci conosciamo da diverso tempo) tra i commenti del nostro blog “Il Confronto” e di quello di Ottavianesi abbiamo ricevuto una tua risposta ai nostri articoli pubblicati in data 2 e 3 Novembre su il confronto.tk e su ottavianesi.it in data 3 Novembre.
Sotto questo mio commento troverai pubblicata la tua risposta in maniera integrale, ma prima di dar modo a tutti di leggerla devo annotare una cosa, molto semplice, ma per me, per i ragazzi e per tutti gli altri blog di Ottaviano che cercano, a proprie spese e con la propria faccia, di smuovere qualcosa in questa realtà, così chiusa ed asfittica, molto importante: “Non ci si può lamentare di scarsa democrazia da parte nostra offendendo sia l’autore dell’articolo pubblicato su Ottavianesi, Marco Giorgio e sia l’autore dell’articolo de il confronto.tk Emanuele Ragosta, tacciandoli di essere burattini (Oggi più che mai mi chiedo: qual è il ruolo di Marco Antonio? Chi rappresenta e a nome di chi scrive? Qualcuno ha mai capito da che parte sta?) o servi sciocchi del potere ( Ad Emanuele Ragosta che, sotto alcuni aspetti, suscita tenerezza per il modo un po’ accomodante ed ingenuamente accondiscendente (ma dov’è l’obiettività ?) con cui ha commentato le affermazioni del Sindaco, consiglio di ascoltare e riportare sempre un’opinione e l’altra, anziché attendere eventuali repliche (che potrebbero non arrivare nel caso non si avesse la ventura di leggere i suoi articoli).
A parere del sottoscritto tale modus operandi può senza dubbio portare lontano nel caso in cui si abbiano delle aspirazioni politiche (oggi si fa così e si va in genere là dove soffia il buon vento) ma … il giornalismo è ben altra cosa!).
Sia l’uno che l’altro, hanno espresso una propria opinione su un tuo manifesto (che è il tuo pensiero o mi sbaglio?) e che in realtà sembrava prima scagliarsi contro la GORI S.P.A. e poi passava la palla all’amministrazione….. Ma la risposta ai nostri articoli, anche un pò critici nei tuoi confronti, la dà la tua affermazione sotto riportata (non è certamente colpa del Sindaco se la Gori interrompe in modo selvaggio l’erogazione idrica, come non era colpa del sottoscritto quando lo faceva l’Acquedotto Vesuviano. La differenza sostanziale è che oggi le Amministrazioni possono incidere in modo più concreto sulla gestione, pretendendo spiegazioni e soprattutto il mantenimento degli impegni assunti rispetto ai tempi enunciati (dichiarazione del 28/02/2007 di Alberto Irace, Presidente dell’ATO Sarnese Vesuviano: “ai cittadini chiediamo pazienza e collaborazione: l’obiettivo è MAI PIU’ ESTATI A SECCO”.) Da buon giornalista Emanuele ha raccolto le dichiarazioni del sindaco in merito, che ha confermato la messa in atto di azioni nei confronti della GORI, mentre Marco Giorgio ha semplicemente proposto la messa in mora attraversa un azione pubblica della stessa…. Quindi noi non abbiamo fatto altro che chiederci dove andasse a parare il manifesto, visto che se da un lato dici che è vergognoso quello che fa la GORI S.P.A., dall’altro sai quali sono i poteri di intervento del Sindaco, essendo stato Tu per primo Sindaco. Quanto da Noi riportato non fa una grinza, anzi ci fa capire, da un passaggio della lettera, che gli obiettivi sono ben altri (Oggi, al mio Sindaco ed amico Mario Iervolino chiedo, poi, alla luce dell’onestà intellettuale che gli va riconosciuta, se può darmi (rispetto alla risposta elegante e sibillina datami in C.C. ) notizie più fresche ed aggiornate sul capitolo “Gori / assunzioni”). Che a quanto pare non ha nulla a che vedere con i nostri disagi, ma fa parte di quel gioco politico delle parti, che a mio parere, caro Michele, se ha dell’illecito deve essere portato alla luce degli organi competenti e non su un blog.
Noi ci eravamo augurati di ospitare delle repliche, sul tuo manifesto e su quello di Abate, anche in contrapposizione a quanto detto dal Sindaco. Invece ci siamo beccati degli insulti sul blog (dai soliti noti anonimi) e delle annotazioni poco felici (queste anche da parte tua).
Emanuele e Marco Giorgio risponderanno in separata sede, ognuno per i suoi ruoli… Io sono intervenuto per l’uno (Emanuele), perché ogni ragazzo de “Il Confronto” è diventato un pezzo del mio cuore e non meritano di essere maltratti ingiustamente ed offesi se esprimono il loro pensiero in maniera diversa dai propri interlocutori (passiamo da giornale di destra a giornale filo Iervolino almeno tre volte la settimana, dipende dagli articoli trattati). Sono responsabile per loro e li difenderò sempre, per l’impegno e la faccia che stanno mettendo in quest’avventura,e soprattutto per la loro voglia di cambiare qualcosa, senza nessuna contropartita politica, come insinuano ormai tutti.
L’altro (Marco Giorgio) perché al di là dei suoi pensieri politici, diversi sicuramente dai miei, ho scoperto di condividere dei valori sani con lui e a lui do il merito di aver smosso quest’asfittica e polverosa vita ottavianese con il suo blog, che per me tratterà tanti argomenti in maniera diversa da come la penso, ma mi ha aiutato non a criticarlo ma a seguirlo con proposte e inchieste, a volte in antitesi ma spesso con il comune obiettivo di proporre dei cambiamenti.
E soprattutto sulla questione GORI, molto prima che tu facessi quel manifesto mi aveva proposto un azione non politica volta a smuovere i vertici di quest’azienda e a far rispettare noi utenti di un bene così prezioso!!!!!
Se oggi non esistessero i nostri blog, il tuo manifesto sarebbe rimasto una semplice chiacchiera di paese…….. Invece quello che noi facciamo dovrebbe essere occasione per sentire le varie campane, controbattere e soprattutto cercare una soluzione quanto più condivisa da tutti…… e non sentirsi definire “Catone il Censore” o che il giornalismo è un'altra cosa!!!!!
Noi siamo “Il Confronto” , ed abbiamo dato sempre spazio a tutti e cerca di rammentare che attraverso il nostro giornale abbiamo dato voce anche al tuo pensiero, senza chiederti nessuna contropartita e questo a te e a tutti coloro che abbiamo intervistato!!!!!!!!!
Michele “Lele” Saggese

Di seguito il testo di Michele Saviano in risposta ai nostri articoli
LETTERA APERTA A GIORGIO MARCO ANTONIO E A EMANUELE RAGOSTA
Innazitutto grazie per lo spazio che vorrete dedicarmi tra le pagine rispettivamente del vostro blog (si chiama così?) e del vostro giornale, ma sento l’esigenza di esternare alcune considerazioni dopo aver appreso del polverone sollevato dal manifesto relativo alla vicenda “GORI” a firma del sottoscritto e di Oscar Invito.
Va sottolineato che non amo questo tipo di comunicazione che si sviluppa sulle pagine di un blog: spesso, accanto ad interventi felici e costruttivi, si assiste ad un “botta e risposta” ripetuto e noioso tra “anonimi e/o pseudomini” che sa più di cabaret e di battute ad effetto che non di un confronto di idee e/o di proposte: molto più interessante (ed io sono disponibile dove e quando volete) sarebbe un dibattito pubblico, tra persone con nome e cognome, con più concrete possibilità di interventi e repliche.Veniamo al dunque: nello scrivere il manifesto in oggetto, quale delitto è stato commesso? Quale offesa grave è stata arrecata ed a chi? E’ da censurare la libertà di pensiero? E’ stato toccato qualche tasto dolente che non andava toccato?
Oggi più che mai mi chiedo: qual è il ruolo di Marco Antonio? Chi rappresenta e a nome di chi scrive? Qualcuno ha mai capito da che parte sta?
E’ stato (o mi sbaglio) pochi mesi fa l’aspirante in pectore della segretaria del Partito di Rifondazione Comunista ad Ottaviano? Riveste attualmente un ruolo nello stesso Partito? E ancora il Partito di RC è ancora parte integrante della attuale Governo di “Sanità Pubblica” di Mario Iervolino, considerato che al suo interno amalgama e sintetizza pezzi importanti della sinistra e della destra ottavianese?
Perché Marco Antonio, con i suoi sermoni, assume sempre il ruolo di Catone il Censore quando sarebbe molto più semplice e logico farsi dare delle risposte dai suoi referenti di maggioranza?Perché anziché confondere il ruolo di chi sta all’opposizione, prima di scrivere delle cose per il semplice gusto di farlo non prova a documentarsi?
E’ a conoscenza Marco Antonio del mio intervento in una seduta di C.C. di quest’anno quando ho chiesto espressamente al Sindaco e al Difensore Civico di intervenire in modo drastico e preventivo presso la “Gori s.p.a.” per scongiurare quanto già si temeva e che poi si è puntualmente verificato durante il periodo estivo?
E’ a conoscenza Marco Antonio di un altro intervento del sottoscritto in una delle prime sedute di C.C. del 2008 quando ho chiesto al Sindaco se corrispondesse al vero la notizia che alcuni familiari stretti (figli, fratelli, etc) di autorevoli esponenti di maggioranza erano in procinto di essere assunti dalla “Gori” avendo già effettuato colloquio preliminare e visite mediche?
In caso affermativo, a che titolo erano state chieste tali assunzioni?
Penso che M.A. sia a conoscenza di tutto ciò, come probabilmente è a conoscenza del fatto che il sottoscritto abbia cercato di esercitare (ritengo dignitosamente) fin ora il proprio ruolo di consigliere comunale con obiettività, attaccando l’attuale maggioranza quando andava attaccata e plaudendola, invece, quelle volte in cui ha messo in atto politiche con risvolti positivi per la comunità intera. Mi rendo altresì conto che è problematico, quando si fa parte integrante di una corrente politica (ancor più se di maggioranza) riconoscere con obiettività il ruolo e le competenze di quelle persone che non rispondono alle logiche di partito e che hanno ancora la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero.
Sottolineo poi, caro Marco, che il manifesto non è abusivo: sono stati regolarmente pagati gli oneri alla GESTOR che ha provveduto, tramite il suo attacchino, all’affissione.Non comprendo, infine, l’amarezza di Mario Iervolino in merito alle mie esternazioni: non ho inteso offendere nessuno né urtare la suscettibilità di alcuno: non è certamente colpa del Sindaco se la Gori interrompe in modo selvaggio l’erogazione idrica, come non era colpa del sottoscritto quando lo faceva l’Acquedotto Vesuviano. La differenza sostanziale è che oggi le Amministrazioni possono incidere in modo più concreto sulla gestione, pretendendo spiegazioni e soprattutto il mantenimento degli impegni assunti rispetto ai tempi enunciati (dichiarazione del 28/02/2007 di Alberto Irace, Presidente dell’ATO Sarnese Vesuviano: “ai cittadini chiediamo pazienza e collaborazione: l’obiettivo è MAI PIU’ ESTATI A SECCO”.)
I risultati sono sotto gli occhi di tutti: intere fasce di cittadini, soprattutto i meno abbienti (che non possono andare, per vari motivi, al mare o in montagna) calpestati nella loro dignità, lasciati senza acqua per settimane intere e in piena stagione estiva. Oggi si continua a periodi alterni, senza ormai più preavviso!
Oggi, al mio Sindaco ed amico Mario Iervolino chiedo, poi, alla luce dell’onestà intellettuale che gli va riconosciuta, se può darmi (rispetto alla risposta elegante e sibillina datami in C.C. ) notizie più fresche ed aggiornate sul capitolo “Gori / assunzioni”.
Ad Emanuele Ragosta che, sotto alcuni aspetti, suscita tenerezza per il modo un po’ accomodante ed ingenuamente accondiscendente (ma dov’è l’obiettività ?) con cui ha commentato le affermazioni del Sindaco, consiglio di ascoltare e riportare sempre un’opinione e l’altra, anziché attendere eventuali repliche (che potrebbero non arrivare nel caso non si avesse la ventura di leggere i suoi articoli).
A parere del sottoscritto tale modus operandi può senza dubbio portare lontano nel caso in cui si abbiano delle aspirazioni politiche (oggi si fa così e si va in genere là dove soffia il buon vento) ma … il giornalismo è ben altra cosa!
Ad ogni modo, se la preoccupazione è quella espressa esplicitamente da Marco Antonio e da Emanuele (non è che per caso sono portatori di timori altrui?) penso di poterli tranquillizzare: l’unica campagna che è iniziata (almeno per il sottoscritto) è quella relativa al vaccino antiinfluenzale nei riguardi dei miei piccoli pazienti.
Per altri tipi di campagna … poi si vedrà: le terre da arare per il momento sono tutte vostre!!! Con affetto e con l’impegno di non occupare mai più spazio sulle vostre pagine.

Michele Saviano
GUARDA ANCHE www.ottavianesi.it

Lettera aperta alle studentesse e alle lavoratrici della scuola e dell'università

Stamattina, durante una pausa tra i corsi, mi è pervenuto un manifesto che ritengo giusto, a titolo informativo, riportare qui.

Ci si rivolge alle tante protagoniste che in questi giorni si sono impegnate nelle proteste e mobilitazioni contro la riforma Gelmini e Tremonti. A parlare sono alcune donne dell'Assemblea permanente di Napoli nata dopo la manifestazione del 20 Novembre 2007, che vogliono conitnuare insieme a lottare contro le violenze maschili sulle donne. Una realtà che colpisce una donna su tre, una realtà diffusa che non conosce distinzioni di cultura, nazionalità, religione, condizione socio-economica.
Oltra 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nella loro vita. La maggior parte delle violenze avvengono in famiglia ad opera di mariti e conviventi e spesso non vengono denunciate. Da noi la violenza è la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni. Più del cancro. PIù degli incidenti stradali.
E' una realtà che colpisce tantissime donne ma di cui purtroppo si discute troppo poco o per nulla.
Vista la partecipazione di tante studentesse e lavoratrici alla protesta in cui sono in discussione temi inerenti la nostra vita si vuole proporre una riflessione e una discussione comune di questà realtà che colpisce tante di noi, un tema generalmente assente nelle scuole e nelle università. Poterne riflettere assieme significa dirci cosa vuol dire per tutte noi batterci per una scuola e una società differente, trasformare i luoghi di vita e di studio per renderli migliori a partire dalle relazioni solidali che si costruiscono tra le persone e in particolare tra le donne.

Il primo appuntamento è fissato per
Giovedì 6 Novembre alle ore 17,00
Piazza S.Domenico (all'ingresso di palazzo Corigliano)

L'incontro è organizzato dall'Assemblea Permanente delle donne di Napoli
email: assembleadonnenapoli@gmail.com

Fabiana Pirone, "Il Confronto"

MANIFESTO DI SOLIDARIETA' e LETTERA DI CRITICA

Questo è il contenuto del manifesto che è stato affisso oggi, che fa il paio con quello di qualche giorno fa, con il quale viene espressa tutta la solidarietà possibile nei confronti del Primo Cittadino.
Caro Mario, eccoci, di nuovo al tuo fianco, per condividere il tuo impegno e farti sentire la nostra presenza.Noi, cittadini di Ottaviano, abbiamo sentito la necessità, dopo l’inqualificabile atto di inciviltà, inatteso e immeritato, di dar vita al COMITATO CIVICO “PRO OTTAVIANO” ed impegnarci in prima persona per mobilitare quelli che come noi vogliono manifestare il loro profondo dissenso per quanto accaduto ed esprimere la propria voglia di legalità e senso civico come soluzione per uscire da questa vergognosa emergenza che da troppo tempo sommerge tutta la nostra regione.Ci è sembrato giusto, in questo momento, raccogliere le firme di liberi cittadini, fuori da ogni appartenenza politica, che ritengono importante sottoscrivere la loro solidarietà alle Istituzioni di Ottaviano nel loro complesso: Al sindaco, dott.Mario Iervolino, alla Giunta Comunale e ai Consiglieri che, pur difendendo ognuno le proprie idee, lavorano tutti i giorni in modo trasparente e pulito per migliorare la nostra città. Ci sembra doveroso, oggi che parte il progetto per la raccolta differenziata, far sentire la nostra solidarietà all’Amministrazione tutta in modo che possa proseguire il suo lavoro, secondo i compiti di ognuno, nella onsapevolezza che i cittadini sono ad essa vicini , e grati per il lavoro svolto e che si appresta a svolgere.
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Dopo la conferenza stampa ci è stato chiesto, da parte di alcuni esponenti dell’opposizione,
di pubblicare questa lettera. Poiché “il Confronto” rispetta indistintamente la parola di tutti ha ritenuto doveroso farlo.

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