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“Oriente, dov’è il tuo Occidente?”: un viaggio all’insegna della conoscenza...

OTTAVIANO – Come già anticipato, sabato 7 marzo si è tenuta presso Il Circolo “ A.Diaz “, la presentazione del ciclo di conferenze del progetto “ Oriente, dov’è il tuo Occidente?”, un viaggio all’insegna della conoscenza e della scoperta di un mondo affascinante troppo spesso dimenticato e visto con scetticismo dai più, ma denso di aspetti che meritano una profonda attenzione.
A fare gli onori di casa ci pensa il presidente del Circolo, il prof. Francesco D’Ascoli che sottolinea il vanto del Circolo per aver ospitato una manifestazione di tale portata, incentrata su una tematica che troppo spesso lasciamo sull’uscio delle nostre porte, per la paura di venire a contatto con il diverso che sta dall’altra parte, raffigurandolo come qualcosa di lontano, intangibile e non compatibile con noi. ” Apriamo le nostre porte all’Oriente” : ecco il messaggio che emerge dal discorso di introduzione del presidente del Circolo.
Un messaggio che viene ribadito dall’avv.Francesco Gentile, il quale sottolinea la folta presenza in sala di giovani, il vero motore della nostra realtà, segno che la tematica è tale da non poter lasciare indifferenti. Con il suo intervento, l’avvocato dà inizio ad un analisi accurata del pregiudizio, simbolo della spaccatura fra le due frontiere dell’universo, sulla quale è doveroso soffermarsi per poter capire il perchè oggi, nel XXI secolo si verificano ancora episodi che, seppur con modalità diverse, sanno tanto di passato. ” I momenti più prosperi della nostra civiltà sono stati improntati al libero dissenso – afferma l’avvocato citando Copernico e Einstein, “ momenti nei quali riusciva ad emergere l’uomo e soprattutto, la sua dignità.
L’Open Forma Mentis va in direzione dell’uomo ed ha come obiettivo quello di creare uomini liberi disposti al cambiamento, aperti al confronto. Troppe volte, noi Occidente, abbiamo pensato che la nostra civiltà fosse l’unica vera. In realtà, per una crescita concreta, il diverso dovrebbe essere la frontiera da raggiungere” . Chiara lettura della situazione, quella offerta dall’avvocato, ribadita con un riferimento al discorso di insediamento di Barack Obama, simbolo del superamento di limiti ritenuti invalicabili e ad uno scritto di David Grossman, che induce ad una profonda riflessione. “ NOI DOBBIAMO AVERE LA CONSAPEVOLEZZA DI LEGGERE OGNI FATTO UMANO SOTTO MOLTEPLICI PUNTI DI VISTA …… SOLO DOPO AVER AVER CONOSCIUTO L’ALTRO DALL’INTERNO, ANCHE UN NOSTRO NEMICO, RIUSCIREMO A SCORGERE IN LUI QUALCOSA DI NOI, LA COMUNE UMANITà”.
A prendere la parola dopo l’introduzione effettuata dall’avvocato è la dott.ssa Vitale, sociologa e psicologa la quale inizia ad esaminare il pregiudizio dal punto di vista prettamente sociologico.
Poiché questo articolo non vuole presentarsi come un semplice resoconto della manifestazione, ma vuole essere modo di farvi entrare nell’ottica del progetto, seguirà un sunto della problematica.
IL PREGIUDIZIO non nasce come qualcosa di negativo, ma è un modo per conoscere la realtà. Esso si presenta come una conoscenza a priori, una vera e propria falsa conoscenza. Scindendolo, riusciamo a cavar fuori tre elementi: cognitivo, affettivo, comportamentale
COGNITIVO: il pregiudizio non è altro che una scorciatoia della nostra mente per conoscere una realtà che non conosciamo ed è basato sugli stereotipi che altro non sono, riprendendo l’etimologia greca della parola, riproduzioni di immagini fisse.
AFFETTIVO: il pregiudizio provoca un sentimento verso l’altro , verso il diverso ( ecco appunto che viene investita la sfera affettiva )
COMPORTAMENTALE: la sfera comportamentale è legata a doppio filo con quella affettiva e altro non è che la nostra reazione al diverso che può variare a seconda del soggetto protagonista della relazione. Se è debole perderà l’autostima, se è forte rischierà di imporsi con violenza.
Da ciò si evince che la formazione del pregiudizio si basa sulla personalità dell’individuo, che dipende dal gruppo sociale in cui il soggetto è inserito ( cosiddetto in-group ) il quale tende a distaccare ciò che in realtà è out-group cioè ciò che al di fuori del suo gruppo sociale. Ecco, IL PREGIUDIZIO PARTE APPUNTO DALLA CRISTALIZZAZIONE DELL’IN-GROUP E DELL’OUT-GROUP.
Ma quali sono i modi per poter abbattere il pregiudizio? In primis, non basta la conoscenza. Bisogna lavorare sui tre aspetti e particolarmente su quello affettivo. Gli studi evidenziano che non basta il confronto ( esso porta alla conoscenza ma non porta al superamento del pregiudizio ) occorre il verificarsi di 3 condizioni: a) che i soggetti abbiamo lo stesso status b) interdipendenza tra i soggetti c) interdipendenza finalizzata al raggiungimento dello scopo comune.
Questo excursus l’ho ritenuto doveroso per poter far comprendere la complessità della tematica e soprattutto per poter “giustificare” gli interventi successivi, prima del prof. Hassan Farghal Reefat, che ha sottolineato il radicarsi del pregiudizio, visto soprattutto nell’ambito della società egiziana ( “ per superare il pregiudizio occorre una presa di coscienza reciproca, una responsabilità reciproca ) e dalla dott. Stefania Bruno la quale ha soffermato il suo discorso su eventi della storia come la Shoah ebraica e la tratta degli schiavi, così lontani tra loro ma caratterizzati ambedue dal ricorrere di pregiudizi e stereotipi.
La conclusione è stata affidata al prof. Maurizio Stella il quale ha saputo miscelare la sua vita con gli obiettivi del’Open Forma Mentis, una progetto ad ampio raggio, capace di unire e che ha come meta il raggiungimento “delle due C “: COMPRENDERE E CONDIVIDERE……… LA NOSTRA SOCIETA’ HA UN FORTE BISOGNO DI TUTTO Ciò, non possiamo non avvertirlo!!

Gennaro Di Gennaro
Emanuele Ragosta

ORIENTE DOV'E' IL TUO OCCIDENTE........?

SABATO 7 MARZO ORE 17:00



Di Emanuele Ragosta

"Il ciclo di conferenze che il Circolo “A. Diaz” e l’Associazione “Open Forma Mentis” organizzano nella prossime settimane a Ottaviano intende offrire la possibilità di confrontarsi con modelli mentali aperti e scevri da pregiudizi e limiti, di conoscere culture vicine e lontane, è teso ad attivare o rafforzare le potenzialità sopite in ciascuno. La società necessita di professionisti e uomini pienamente consapevoli del proprio ruolo e delle responsabilità ad esso connesse, fortemente motivati a contribuire, attraverso l'operato quotidiano, alla corretta formazione degli altri cittadini, trasmettendo loro i modelli di comportamento e le coordinate mentali più adatte allo sviluppo umano.
Il ciclo di incontri mira a fornire ai fruitori spunti di riflessione mediante i quali sgretolare i propri pregiudizi e comprendere il concetto di valorizzazione dei ruoli.
Il risultato complessivo sarà l'acquisizione di una nuova forma mentis, di un metodo più sereno per rapportarsi a se stessi e agli altri, così da poter attingere a nuove energie anche nell'individuazione e risoluzione di problematiche di ordine pratico (potenziamento del problem solving)."
Avv. Francesco Gentile
Gli obiettivi che si intendono raggiungere sono :
· Conoscenza del Sé: individuazione e superamento dei propri preconcetti
· Definizione e valorizzazione del concetto di ruolo nella società attuale
· La conoscenza dell'Altro: impariamo ad ascoltare per saper conoscere
· La diversità come stimolo alla ricerca del sapere
· Alla scoperta del vivere pacifico: educazione al rispetto reciproco delle libertà fondamentali
· La serenità interiore come base dell'operatività
Sabato 7 marzo ore 17
Circolo “Armando DIAZ” - Piazza S.Lorenzo n.1 - OTTAVIANO
presentazione alla cittadinanza del ciclo di conferenze
"Oriente dov'è il tuo Occidente....?"
superamento ragionato dei preconcetti, delle barriere culturali, del pregiudizio e il riconoscimento dei ruoli e la valorizzazione ...per lo sviluppo della persona.

Introduce : Prof. Francesco D’Ascoli, presidente del Circolo "A.Diaz" di Ottaviano
Interverranno :
prof. Hassan Farghal Reefat
dott.ssa Stefania Bruno
prof. Maurizio Stella
avv. Francesco Gentile
dott. Costantino Maria Casilli
dott.ssa Simona Vitale
la cantante Naila allieterà l'evento
Al termine sarà offerta della pasticceria araba.
Invitiamo tutta la cittadinanza ottavianese a partecipare all'evento. Noi de "Il Confronto" non mancheremo. Intervenite e partecipate!!!

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Inoltre non mancate l'appuntamento con il nostro blog domani, GIOVEDI' 5 MARZO. Sarà pubblicata una interessante intervista rilasciata in esclusiva per Noi de "Il Confronto" da Gennaro Barbato, candidato al Senato della Repubblica all'ultima tornata elettorale (13 - 14 aprile 2008) nelle liste dell'UDC e membro del direttivo UDC di Ottaviano. Moltissime le curiosità che potrete leggere anche in vista della tornata elettorale del prossimo 6 e 7 giugno che designerà il nuovo sindaco del nostro Comune.

Emanuele Ragosta

FORUM DEI GIOVANI - ASSEMBLEA COSTITUENTE

Ha preso ieri il via il FORUM DEI GIOVANI....



di Emanuele Ragosta

OTTAVIANO - Ieri sera, presso la Sala Consiliare del Comune di Ottaviano, si è svolta l’ASSEMBLEA COSTITUENTE del Forum dei giovani. Il primo saluto è stato del sindaco di Ottaviano, dott. Mario Iervolino, il quale ha salutato calorosamente tutti i giovani presenti. “Questa è la vostra casa, la casa di tutti” ha tenuto a sottolineare ed poi ha continuato: “Il Forum rappresenterà una grande opportunità per il nostro Paese. L’obiettivo sarà quello di formare una struttura valida ed operativa che potrà orientare sia l’attuale Amministrazione ma soprattutto i nuovi amministratori che siederanno su queste sedie dopo il 7 giugno”. Prima di concludere poi ha comunicato a tutti i presenti che venerdì partirà la gara per la riqualificazione e la ristrutturazione del Campo Comunale.
La parola è passata subito dopo all’Ass. alle politiche giovanili, dott. Maria Rosaria Caiazzo, che dopo i saluti di rito ha detto: “ Mi aspettavo una partecipazione più ampia”. Tuttavia ha tenuto a sottolineare la partecipazione dei presenti, che a suo dire hanno creduto nel progetto. Ha poi continuato illustrando quelle che dovranno essere le funzionalità del Forum e gli scopi: “ Il Forum è un organismo di partecipazione, che si propone di avvicinare i giovani alle Istituzioni e le Istituzioni al mondo dei giovani. Scopo del Forum è quello di entrare in contatto con le Istituzioni territoriali (Comuni, Provincia, Regioni), conoscerle e relazionarsi con le stesse, apportando idee, proposte e suggerimenti. Il Forum può proporre progetti a livello locale, provinciale o comunitario”. Ha continuato dicendo: “ Attraverso il Forum i giovani potranno relazionarsi, confrontarsi tra loro e orientare la politica dell’Ass. alle politiche giovanili. Un vero e proprio interscambio che potrà servire a far crescere i giovani e avvicinare ancora di più gli amministratori alle esigenze dei giovani”.
È stato subito posto il problema di quale sarà la sede che potrà ospitare i giovani del Forum e su questo argomento è intervenuto ancora il dott. Iervolino: “ Per adesso, metto a disposizione di voi giovani l’intera Casa Comunale, in special modo la Sala Consiliare e se dovesse servire anche i miei computer, come apporto mediatico - multimediale alle vostre esigenze. Questo solo temporaneamente. A breve saranno completati i lavori dello stabile, in via Lucci, che dovrà ospitare la Guardia di Finanza e la Polizia Municipale. Il primo piano sarà diviso tra biblioteca multimediale e sale multimediali. Sarà questo il luogo più adatto per voi. Qui potrete trovare tutto il materiale che vi occorre e lavorare supportati da computer e testi multimediali”.
L’ass. Caiazzo ha illustrato quelli che saranno gli obiettivi e le azioni che dovranno essere intraprese dai giovani del Forum, le quali potranno andare dallo sport e al tempo libero, dalla formazione all’educazione, dall’accesso alla cultura alla creatività, passando per lo sviluppo sostenibile e la lotta alla violenza.
I 23 giovani presenti entrano ufficialmente a far parte dell’Assemblea che dovrà eleggere nei prossimi mesi il suo presidente, il segretario e il tesoriere. Presenti delegati di numerose associazioni locali.
Per il Confronto: il vicepresidente Emanuele Ragosta, il segretario Mario Ragosta, Anna Ragosta e Pasquale Annunziata detto “Lion Douglas”.
L’appuntamento per la seconda seduta è per lunedì 26 gennaio alle ore 19,00 sempre presso la Sala Consiliare.
All’ordine del giorno la redazione del regolamento che disciplinerà il Forum.
Giovani di Ottaviano siete invitati a partecipare. Non mancate.
EMANUELE RAGOSTA

Il professor Raffaele Urraro e «Le donne e gli amori» di Giacomo Leopardi

La presentazione del libro al Casino D'Unione «G. Scudieri»
La serata al Circolo Scudieri, che ha visto la partecipazione di un pubblico molto preparato ed interessato alla tematica, si è aperta con la presentazione della manifestazione da parte del presidente del «Rotary Club Ottaviano», Francesco Caldarelli. La parola è successivamente passata al protagonista dell'evento, il professor Urarro, che ha esordito ricordando brevemente ai presenti la storia della fondazione del Circolo, avvenuta nel lontano 1861, proseguendo poi con la lettura di una missiva inviata da Gabriele D'Annunzio che, a seguito di un breve soggiorno nella nostra città nel 1892, ebbe modo di frequentare il Casino D'Unione e di affezionarsi al presidente e ai suoi soci. Al professor Urarro è subentrato poi il professore di filosofia, Enzo Rega che, dopo aver dichiarato di non essere un esperto in materia leopardiana - ma di esserne comunque un appassionato lettore -, ci ha tenuto ad esternare la sua meraviglia di fronte alla chiusura e al provincialismo napoletani nei riguardi di un poeta illustre quale era Leopardi, considerato troppo “malato” e di abitudini particolarmente pessime per poter essere al passo con la mentalità cittadina di fine Ottocento (è risaputo che egli fosse di salute estremamente cagionevole e che non seguisse buone norme igieniche). Gli ultimi, intensi, minuti della presentazione sono stati affidati dapprima al professor Luigi Fontanella, docente della «Literatures and Cultures State University» di New York, che si è inoltrato in un discorso più minuzioso sul tema trattato dal professor Urarro nel suo testo «Giacomo Leopardi: le donne, gli amori», ripercorrendo in tal modo i profili delle figure femminili che hanno nutrito la vita e le opere di Leopardi, accompagnando le tesi del professore con la lettura di passi delle memorie leopardiane, tratte da un volume del letterato Giovanni Mestica. La serata si è conclusa con le parole del professor Urraro che, dopo aver esplicato la ragion d'essere dell'opera e il duro lavoro che ne ha preceduto la pubblicazione, ha ringraziato i suoi colleghi, il presidente Caldarelli e tutto il pubblico presente. Noi de «Il Confronto» siamo stati lieti di prendere parte ad un evento di tale spessore e siamo sempre più fermi nel sostenere la necessità di promuovere nel nostro paese anche attività culturali oltre che ludiche e sociali. Cogliamo, pertanto, l'occasione di ringraziare innanzitutto il professor Urraro che, ancora una volta, ha gettato su Ottaviano un velo di prestigio, e il presidente del «Rotary Club Ottaviano», valido sostenitore di questa decorosa iniziativa.

Mario Ragosta e Anna Ragosta
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in foto il Prof.Urraro Raffaele.
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Sezione di approfondimento letterario,a cura di Antonio Cimmino
Vita e amori, speranze e illusioni del poeta di Recanati
Amaro, malinconico e raramente sereno, Giacomo Leopardi riversa i propri ingorghi sentimentali come per un filtro, che li decanta e li purifica: ciò che assume la funzione di questo filtro è la letteratura.
È così che il poeta di Recanati diventa capace di altissime creazioni: ricomponendo col sentimento quel che ha distrutto con la ragione, affidando ai versi sogni, ricordi, vertiginose aspirazioni.
Raffaele Urraro prende le mosse dai momenti più alti della poesia leopardiana per svolgere una mole di lavoro grandiosa, intorno ai dati della biografia e della cultura letteraria e filosofica del poeta, offrendo un’equilibrata e accurata ricostruzione del suo pensiero.
L’autore, in particolare, ripercorre la vita del grande poeta attraverso le sue relazioni con l’universo femminile: dall’incontro con la cugina del padre Geltrude, raccontato nel Diario del primo amore e al quale viene dedicata un’apposita trattazione; a Teresa Fattorini, il cui fantasma risveglia in Leopardi il prepotente desiderio di esprimersi in versi con A Silvia; sino ad arrivare a Fanny Targioni Tozzetti, senz’altro la figura femminile più enigmatica che il Leopardi conobbe.
L’originalità del lavoro di Urraro sta proprio in questo: il Leopardi è sì poeta del negativo e del “nulla”, ma è anche il poeta della vita. Poesia sono soprattutto quei momenti in cui egli è congiunto con il mondo, in cui sogna, spera, ama, gioisce, elabora quell’illusione di infinito in cui consiste il piacere e il bello delle cose, quella sola fonte che stimola l’immaginazione.
L’amore e la vita sono largamente presenti nell’opera leopardiana, ma vengono qui affrontati con una prospettiva nuova e per certi aspetti diversa: l’idea del nulla di certo nasce da un bisogno di vita intensa ed energica mai appagato… Ma talvolta anche da amori intensamente vissuti, talora evocatori di dolci sogni, talora di forze oscure e devastatrici, del cuore e dell’intelletto.
In nome di quest’ultima distinzione l’autore offre dunque una chiave preziosa per penetrare meglio l’infinito universo leopardiano… In fondo la poesia, da sempre, non è certo un pane per tutti.
Pochi ne sono i cultori, pochi i seguaci appassionati; tuttavia chi, come il professore Raffaele Urraro, sa gustare la la letteratura ha in sé una capacità di intenderne l’armonia e, di fronte alle opere dei grandi poeti, sa attivare la sua fervida fantasia e soprattutto il suo spiccato acume.

GIACOMO LEOPARDI: LE DONNE, GLI AMORI di Raffaele Urraro

Un appuntamento da non perdere...


di Emanuele Ragosta



Rotary International
Distretto 2100
Club di Ottaviano

Venerdì 16 Gennaio 2009, alle ore 18, nei locali del Circolo CASINO D’UNIONE “G. SCUDIERI” - Piazza Municipio – Ottaviano

LUIGI FONTANELLA
Department of European Languages, Literatures and Cultures State University of New York

ENZO REGA
Docente di Filosofia

presenteranno il libro
GIACOMO LEOPARDI :
LE DONNE, GLI AMORI

(Editore L.S.Olschki – Firenze)

di
RAFFAELE URRARO
Interverrà il Presidente del Rotary Club di Ottaviano FRANCESCO CALDARELLI

Eccovi inoltre l'intervista al prof. Urraro fatta da noi de "Il Confronto" qualche tempo fa, in occasione del "Concerto di Poesie": evento culturale organizzato proprio da Urraro e dal Collettivo Vocenueva, presso l'Auditorium dell’Istituto Alberghiero “De’ Medici”.
“La mia è una poesia”ha affermato Urraro”Che non parte certo dalla semplice ispirazione. Certo, vi sono periodi di minore o maggiore produttività, ma il mio lavoro (perché di questo si tratta) è il frutto di una riflessione operosa e costante, che trova la sua espressione nella sintesi di fatti e sensazioni attraverso un’attenta ricerca delle parole e della loro disposizione”.
Una poetica, comunque, la sua, ci ha detto, che non si traduce in un rapporto morboso con la propria attività letteraria, ma che trova appagamento e soddisfazione nella consapevolezza di una realizzazione nata da un serio impegno. “Le nostre idee, seppure ispirate, passano sempre per l’analisi e la rielaborazione della nostra mente. E questa è poesia”.Alle nostre domande ci rivela di sentirsi un po’ un outsider e di soffrire nel vedere i libri di poesia relegati negli angoli più nascosti degli scaffali delle librerie: una sofferenza che deriva dalla visione di un mondo ormai mercificato, basato sull’ottica del guadagno, che non dà spazio all’arte vissuta come esperienza trascendente che trova in sé e per sé la sua motivazione.Urraro afferma di credere che la poesia, se attualizzata e capace di coinvolgere, può svolgere nel mondo un ruolo educativo e di alto valore civile, quasi salvifico, aiutando l’uomo a riflettere sulle questioni ardenti dell’oggi.“Insomma”gli ricordiamo:”La bellezza salverà il mondo…E i giovani?”“Non sono poi tanto lontani dall’arte”ci risponde:”Forse invisibili, eppure presenti. Al contrario di altri io sono speranzoso. I giovani ci sono, basta soltanto saperli scorgere e valozziare”.Un’esperienza, la nostra, di sicuro interessante, che speriamo possa aprire le prospettive per un dialogo costruttivo con quest’uomo di straordinaria sensibilità.

Cocerto di Capodanno: il Rotary Club di Ottaviano è il grande protagonista

di Emanuele Ragosta e Gennaro Di Gennaro


Da sempre si dibatte su quanto la cultura, vista sotto tutti i suoi aspetti e le sue innumerevoli nomenclature, possa incidere e trasportare gli animi e le passioni di una nazione, di un popolo ma anche di un piccolo Paese. La nostra Ottaviano è stata da sempre terra di cultura; grandi scrittori come Cimmino, Iroso e Saviano ne hanno raccontato le sue tradizioni, i suoi sviluppi e la grande capacità di trasporto della nostra cittadina, sempre attenta a eventi di spessore sotto questo punto di vista.
Per queste festività natalizie il Rotary Club di Ottaviano ha fortemente voluto un evento che è stato sempre di grande tradizione per il nostro Paese: il Concerto di Capodanno.
Nella splendida cornice della Chiesa di San Giovanni Battista, sabato 27 dicembre, si è esibita l’Orchestra Sinfonica diretta dal M° Vincenzo Romano. Dopo gli onori alle Bandiere e i saluti del parroco Don Antonio Fasulo, del presidente del Rotary Club - Francesco Caldarelli - e di Michelangelo Ambrosio, presidente della Commissione Distrettuale Rotary Fondation, si è dato inizio al Concerto. “Bellini – Verdi – Mascagni e Suppè” hanno allietato gli Ottavianesi, accorsi in maniera veramente numerosa durante la prima parte del concerto. Subito dopo il breve intervallo, una seconda parte tutta dedicata a Strauss, con alcune delle sue opere più importanti: Valzer dell’Imperatore, Sangue Viennese, Il Bel Danubio Blu e infine la Marcia Radetzsky. Gli applausi finali sono andati tutti all’orchestra a la maestro Romano che ha diretto magicamente l’intera serata. Tante le persone presenti in Sala, a dimostrazione che di fronte a simili eventi il Paese risponde sempre in maniera positiva. Presenti in Sala moltissimi ospiti e tanta gente accorsa anche dai Comuni limitrofi. Tra gli Ottavianesi, oltre i membri del Rotary Club di Ottaviano, erano presenti anche i consiglieri comunali Ciro Esposito, Michele Saviano e Oscar Invito, il tenore Sepe e il prof. Carmine Cimmino.

Emanuele Ragosta e Gennaro Di Gennaro

PRESENTAZIONE DEL IX VOLUME DELLA STORIA DI OTTAVIANO







DI EMANUELE RAGOSTA



Il Comune di Ottaviano ha fatto affiggere il seguente manifesto:
COMUNE DI OTTAVIANO
Città di Pace
ASSESSORATO ALLA CULTURA
VENERDI' 24 OTTOBRE 2008
Nel primo anniversarioo della scomparsa
sarà presentato il VOLUME IX
della Storia di Ottaviano
di Mons. Luigi Saviano

Programma:
ore 18,00 - Chiesa madre di San Michele Arcangelo; Santa messa celebrata da S.E. Beniamino De Palma - Vescovo di Nola
ore 19,00 - Sala Teatro San Michele: saluto del sindaco; illustrazione del volume a cura del dott. Angelandrea Casale - Ispettore onorario Ministero dei Beni Culturali

Il Confronto invita tutta la cittadinanza a partecipare all'intera manifestazione PER ONORARE UN GRANDE UOMO e UN GRANDE STORICO, che ha passato la sua vita nella costante ricerca e ricostruzione della storia del nostro amato Paese in un'opera che resterà per sempre nel cuore di tutti gli ottavianesi.

Emanuele Ragosta

L'angolo informatico, lezione n°1

Vorrei inaugurare questa nuova rubrica facendo una premessa, Internet a mio avviso è oggi il mezzo più potente e immediato di informazione insieme a radio e televisione, ma a differenza di questi due non è usato il più delle volte nel modo corretto.
La prima lezione di oggi parlerà dei blog, come usarli e come interagire con gli amministratori ovvero scrittori dei POST.

COMPOSIZIONE DEL POST.
Il post è un articolo pubblicato dagli amministratori di un blog(una ristretta parte)
Il post si compone di TITOLO, CORPO DEL POST,COMMENTI.
I commenti sono invece aperti a TUTTI gli utenti di internet.
useremo diversi colori per spiegarvi in modo maccheronico le differenze fra gli elementi sopra accennati.

TITOLO : PARTE LA DIFFERENZIATA

CORPO DEL POST : E' ufficiale, oggi 20 ottobre parte la raccolta differenziata, ecc ecc...

Questo è un POST,un articolo sempre firmato da un componente del BLOG il quale si assume la piena responsabilità di ciò che scrive.
Alla fine di ogni post potrete trovare la sigla COMMENTI, col numero dei commenti che sono pervenuti fino a questo momento.ATTENZIONE i COMMENTI sono aperti a tutti gli utenti di internet,gli amministratori del Blog non si assumono responsabilità di ciò che viene scritto ma garantiscono la cancella zione di questi ultimi se dovessero risultare volgari e offensivi.

Arrivederci alla prossima puntata dell'angolo informatico, la prossima volta vi spiegherò come riuscire ad apporre il proprio nome e cognome sotto un commento anonimo, ovvero la famosa FIRMA.

Dialogo con la voce della filosofia

IL CONFRONTO incontra il Prof. Aldo Masullo
http://www.aldomasullo.com/




Come sempre il Confronto è presente alle varie manifestazioni di stampo politico o culturale che animano la vita del territorio. Abbiamo, così, partecipato alla conferenza, organizzata dal Rotary Club, che ha visto come protagonista la figura di un luminare dei nostri tempi, il professor Aldo Masullo, filosofo campano ed ex deputato del PC. Un professionista, un intellettuale, ma soprattutto un uomo che ha saputo incantarci con il fascino della propria cultura e con la densità della propria esperienza di vita. Il professore ha saputo tenere sempre desta l’attenzione dell’uditorio, trattando con vivida lucidità e con un vivido senso del vero temi profondi e sempre attuali come la libertà, l’uguaglianza, la responsabilità di fronte alle proprie scelte. Il discorso ha seguito, senza mai diventare scontato o noioso, le tappe della vita umana e l’essenza dell’identità dell’individuo, da un’infanzia che ci priva della facoltà di decidere senza essere gravati dalla tutela dell’altro fino alla maturità, epoca della scelta che ci rende liberi, ma anche soli d’avanti al peso delle conseguenze di ciò che facciamo. Vivere sicuri è vivere “sine cura”, senza preoccupazioni, ma parimenti senza avere a cuore nulla e nessun altro: l’interesse per la realtà ci rende cero vulnerabili al rischio della perdita, del tradimento, della delusione, ma è l’unico modo per vivere un’esistenza piena. Il professore ha, inoltre, tracciato i diversi significati della diversità come stato di natura e dell’uguaglianza come diritto o, piuttosto, come richiesta. È dalla diversità che emergono i valori, quegli ideali che ci portano a realizzarci come individui. E proprio sull’individuo verte ancora la discussione, sulla sua crescita attraverso l’imitazione e sulla sua emancipazione che, passando per l’esperienza della libera attività e dell’iniziativa personale, ci porta alla fondamentale tappa della scelta. La brevità della vita, l’assenza di tempo, la libertà personale che è frutto di quella collettiva, il destino di morte insito nella vita: tutte tematiche profonde e controverse che impregnano la vita dell’uomo, e che il prof. Masullo ha saputo analizzare e sfrondare con maestria e con una vivace e continua ricerca del vero.
Il Confronto, inoltre, ci ha tenuto, come sempre, a far sentire da vicino la propria voce. L'Avvocato Franco Gentile, rappresentante del Rotary, ed il professore stesso ci hanno, così, concesso con cortesia ed estrema disponibilità un po’ del proprio tempo per rispondere alle nostre domande.
Abbiamo, così, scavato un po’ nell’identità di un’associazione, come il Rotary Club, impegnata nell’importantissimo e non semplice compito della diffusione della cultura sul territorio.
“Il Rotare”ci ha spiegato Gentile”E’ oggigiorno la più grande organizzazione umanitaria internazionale, tanto da essere membro consultivo dell’O.N.U. Raccoglie la partecipazione di vari professionisti e in particolare, qui ad Ottaviano, riunisce persone di una decina e più di comuni. Ci occupiamo principalmente di grandi progetti internazionali volti ad opere di solidarietà che, talaltro, seguiamo sul posto tramite la partecipazione di alcune nostre borsiste. Siamo attualmente occupati in un’attività di microcredito in Egitto e nella costruzione di una scuola tecnica in piena Foresta Amazzonica. Non per questo, comunque, trascuriamo la realtà locale”.
Abbiamo chiesto se l’associazione miri maggiormente ad un dialogo elitario con un uditorio piuttosto selezionato o se, invece, volga ad una diffusione più capillare delle proprie iniziative: il dottore ci ha risposto con franchezza che uno dei maggiori difetti del Rotary è quell’aria un po’ distaccata, da “loggia massonica” che lo ha caratterizzato in passato. “La nostra è stata principalmente un’attività interna, ma oggi si avverte vivamente la necessità di rapportarsi al territorio, di creare momenti culturali che coinvolgano in modo ampio la popolazione, e questo non solo per ottenere una visibilità esterna, ma perché la gente ha bisogno di poter avere occasioni di dialogo. Non si può scaricare ogni responsabilità sulle spalle e sull’inefficienza della politica, non basta criticare l’assenza totale di spazi culturali o di politiche sociali: bisogna essere costruttivi, e le associazioni culturali che si muovono sul territorio potrebbero avere un ruolo importante nell’organizzare un calendario di attività dirette a tutta la popolazione. Di certo si può toccare con mano un interesse sempre più vivo e partecipe della gente e soprattutto dei giovani”. Alla nostra domanda, inoltre, risponde che la cultura riveste un ruolo fondamentale anche e principalmente nella nostra società malata di stati comuni e status symbol: è l’unico mezzo per poter ripartire, afferma, e per riaffermare il prevalere dell’essere sull’apparire.
Ci siamo, poi, rivolti ( a dire la verità con un groppo in gola e tanta emozione ) alla straordinaria personalità del professor Masullo.
La nostra piccola intervista si apre con un grappolo di domande riguardanti la filosofia come fonte di domande e l’esperienza personale del sentire che ha spinto lui in particolare a dedicare la propria vita a tale attività. Ci risponde citando l’affermazione di Benedetto Croce secondo cui la filosofia nasce dal bisogno di risolvere un problema che ci tormenta. Una filosofia, dunque, che non è attività gratuita né ha alcun fine utilitario, volta a chiarire le nostre difficoltà interiori e a soddisfare il nostro bisogno di esercitare un giudizio critico, privo di pregiudizi, sulla realtà. Bisogna essere liberi da qualsiasi preconcetto, afferma, per poter esercitare spregiudicatamente la ragione: questa è la base di tutto il programma della filosofia, dai presocratici a Sant’Agostino, fino ai giorni nostri.
“E’ difficile chiarire cosa sia la verità: tutto consiste nello smascherare l’errore, ed è questa l’azione liberatoria della filosofia. I greci parlavano di ascesi, non nel senso mistico-spirituale che viene oggi attribuito a tale parola, ma come esercizio con cui si tenta di fare luce, un illuminismo più che una ricerca spasmodica della verità. Bisogna ricercare il senso di quello che si fa. Attenzione alla differenza tra significato e senso: il senso è ciò che è insito nelle nostre azioni, ciò che ci spinge ad agire. È unico ed incomunicabile, per cui la filosofia, in quanto ricerca del senso, ci propone domande su ciò che in realtà non ha risposta”.
Abbiamo poi scelto di parlare di relativismo. “Non crede”chiediamo:”che sia, oramai, diventato un po’ un luogo comune? È possibile definire una scala di valori per la nostra società?”
“Non credo possa esistere alcuna scala di valori assoluta”ci risponde”Il relativismo è ciò che ci permette di vivere accanto alla filosofia, ciò che accorda la vita stessa con il pensiero filosofico.
Non è dunque il principio che si esibisce per giustificare fraudolentemente ciò che ci piace, ma ciò che sta in relazione, poiché non esiste verità se non nella relazione stessa. Non esiste alcun assoluto. Il relativismo non comporta il vivere come ci pare e piace:in realtà non esiste esperienza umana che non dipenda dalla relazione con l’altro ed è da questo che nasce, anzi, l’esigenza di regolare tale confronto produttivo tramite regole scelte non dal singolo ma dalla comunità”.
Abbiamo, poi, preso spunto dall’attività civile e politica che ha contraddistinto la vita del professore per chiedere se a suo parere nel nostro mondo provo di fiducia sia anacronistica o ancora valida la figura del filosofo che possa guidare la società anche in campo pragmatico e politico. Ci risponde che ci si trova, oggi, di fronte alla tensione tra i due bisogni principali della vita di relazione: quello di verità, che non accetta l’ottica della convenienza, e quello di ordine, che può portare anche alla tentazione del mentire, in quanto solo la ricerca dell’ordine può legittimare la ricerca del potere.
Proseguiamo sulla stessa scia, chiedendo se il suo pensiero filosofico abbia condizionato la sua esperienza politica.
“Certamente e necessariamente”risponde il professore:”Se vive sul serio non si possono separare i vari campi della propria vita né si può tradire il proprio bisogno di pensare. In questo mi sento un po’ come Giano Bifronte”afferma con un sorriso. Concludiamo chiedendo se crede nella speranza che la nostra società possa risollevarsi dalla sua decadenza morale. Ancora un sorriso, poi risponde con una battuta:”Finchè c’è vita, c’è speranza. La vita è fonte di ogni energia, può essere attenuata o prendere strade traverse, ma è parimenti capace di ricreare e di riportare un ordine interiore che sia, naturalmente, dettato dai tempi. Veritas filia temporis, insomma…”
Un dialogo denso di interesse con un uomo che è riuscito a trasmettere il suo amore per il pensiero, il ragionamento, la cultura, e la vita…e che ci ha lasciato nella mente e nel cuore il coraggio per porci quelle domande, spesso scomode, che sole hanno la forza di renderci pienamente degli individui.

Rita Saviano_ IL Confronto

CONCERTO DI POESIE

Prof.Urraro Raffaele e il Collettivo VoceNueva

Si è tenuto ieri,Sabato 24 maggio, presso l’Auditorium dell’Istituto Alberghiero “De’ Medici” di Ottaviano il CONCERTO DI POESIE:evento culturale del Prof.Urraro e organizzato dal Collettivo VoceNueva.
Protagonisti dell’incontro il Professore Urraro, eccellente uomo di cultura e vates lyricus (come si sarebbe definito Orazio) della nostra area e alcuni giovani talenti musicali, impegnati nell’accompagnamento della lettura delle opere e nella presentazione di alcuni brani di loro produzione. Si è trattato di un momento di grande interesse umano, prima che artistico, capace di suscitare emozioni forti, talvolta sfociate nella commozione, colorito di tematiche profonde, oscillanti tra la vivida e multiforme interiorità del nostro autore e la trattazione di tematiche quanto mai attuali, quali il dramma della clandestinità e l’identità perduta dell’uomo.
Una silloge perfetta, entusiasmante, tra la sublimità dell’ars dicendi e la suggestione della musica, dai risvolti mai scontati, di forte attrattiva e capaci di coinvolgere il pubblico in un tutt’uno di sensazioni e sentimenti altalenanti da un’amara autoironia alla malinconica analisi del presente, alla contemplazione della realtà che sfocia nella drammatica eppur entusiasmante esperienza dell’ego.
"Anche io ho il diritto di essere Uomo"così una poesia fra tante tocca un problema attuale:l'uguaglianza fra gli uomini,o "Via Nappi",una nostalgica poesia dedicata ad una strada che il prof,dice: percorre,vive e vede cambiare da quasi 70 anni.
Sul palco un gruppo di artisti regalano al pubblico 2 ore insolite,piacevoli,una ventata innovativa per esprimere una delle arti più antiche del Mondo:LA POESIA

Rita Saviano



L'INTERVISTA
di Rita Saviano e Raffaele Annunziata
L’incontro si è concluso, naturalmente, con una piccola intervista concessaci dal gentilissimo professore, che ci ha aperto mente ed animo rivelandoci idee e speranze, frustrazioni e delusioni.

“La mia è una poesia”ha affermato Urraro”Che non parte certo dalla semplice ispirazione. Certo, vi sono periodi di minore o maggiore produttività, ma il mio lavoro (perché di questo si tratta) è il frutto di una riflessione operosa e costante, che trova la sua espressione nella sintesi di fatti e sensazioni attraverso un’attenta ricerca delle parole e della loro disposizione”. Una poetica, comunque, la sua, ci ha detto, che non si traduce in un rapporto morboso con la propria attività letteraria, ma che trova appagamento e soddisfazione nella consapevolezza di una realizzazione nata da un serio impegno. “Le nostre idee, seppure ispirate, passano sempre per l’analisi e la rielaborazione della nostra mente. E questa è poesia”.
Alle nostre domande ci rivela di sentirsi un po’ un outsider e di soffrire nel vedere i libri di poesia relegati negli angoli più nascosti degli scaffali delle librerie: una sofferenza che deriva dalla visione di un mondo ormai mercificato, basato sull’ottica del guadagno, che non dà spazio all’arte vissuta come esperienza trascendente che trova in sé e per sé la sua motivazione.
Urraro afferma di credere che la poesia, se attualizzata e capace di coinvolgere, può svolgere nel mondo un ruolo educativo e di alto valore civile, quasi salvifico, aiutando l’uomo a riflettere sulle questioni ardenti dell’oggi.
“Insomma”gli ricordiamo:”La bellezza salverà il mondo…E i giovani?”
“Non sono poi tanto lontani dall’arte”ci risponde:”Forse invisibili, eppure presenti. Al contrario di altri io sono speranzoso. I giovani ci sono, basta soltanto saperli scorgere e valozziare”.
Un’esperienza, la nostra, di sicuro interessante, che speriamo possa aprire le prospettive per un dialogo costruttivo con quest’uomo di straordinaria sensibilità.

IL CONFRONTO E LA CULTURA

Seminario "Il Parco Presidio Attivo di Legalità"
Venerdì 23 Maggio 2008

Presso sala "Scuderia" del Palazzo Mediceo ad Ottaviano dalle ore 15.00 alle ore 20.00 a cura di Legambiente Campania.
Il seminario si svolge nell'ambito del Progetto "Vivi la Natura -- POR CAMPANIA 2000/2006 - Fondo FERS Misura 1.9 Azione C - P.I.T. VESEVO, intervento per "Recupero, valorizzazione e promozione del patrimonio storico, culturale, archeologico, naturale, etnografico e dei centri storici delle aree protette".
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Nell'ambito delle iniziative culturali dell'anno 2008, il
gli amici del Collettivo VoceNueva
sabato 24 Maggio alle ore 17.30, presso l'Istituto Alberghiero "De Medici",via Zabatta, OTTAVIANO
presenta

CONCERTO DI POESIA
lettura di poesie del Prof. Raffaele Urraro
Chitarra : Daniela Picciau
Piano : Domenico Armatore
Percussioni : Agostino Casillo
Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare !!!!

noi de il confronto saremo presenti alle iniziative