Il racconto della nostra Rita Saviano che ha avuto modo di partecipare alla manifestazione di giovedì 30 ottobre a Roma


ROMA - Talvolta la vita sa donarci esperienze capaci di segnarci irrimediabilmente, nel profondo…momenti difficili da dimenticare, che, forse non possono cambiare il nostro destino o le sorti dell’umanità, ma che sicuramente ci lasciano dentro un segno concreto e restano in noi quali ricordi, speranze, emozioni. Una di queste favolose esperienze ho potuto assaporarla di persona non più tardi dell’altro ieri…come studentessa, come giovane cittadina e (seppure inesperta) come giornalista sono, infatti, tra quelle centinaia di migliaia di persone che possono dire di aver vissuto il 30 ottobre 2008 attraverso i servizi di porta a Porta o di Santoro. Faccio parte di quella folla idealista e un po’ sognatrice che ama, forse in modo un po’ vanaglorioso, urlare: “Io c’ero”. E c’erano, studenti e non, in una Roma quanto mai inondata di colori (oltre che da altalenanti scrosci di pioggia), di suoni e di luci, una città di sogno che del sogno si è fatta scenario.
Le immagini in televisione non possono rendere l’idea di ciò che effettivamente è stata questa manifestazione…una manifestazione, e mi sento di affermarlo in tutta coscienza, né di destra né di sinistra, non contro il Governo o La signora Gelmini, ma sempre e soltanto in nome della cultura. Una fiumana di idee e di pensieri lontana, molto lontana, dai cinici giochi della politica. Poco contano le stime meramente numeriche della Pretura e del Sindacato…la capitale strabordava di giovani e non, tanto che alle otto del mattino il traffico sul Raccordo Anulare era già al collasso ed il corteo, che doveva attraversare la città, ha avuto, in realtà inizio molti chilometri prima dell’Anagnina, preceden
do, nonostante il tempaccio e la stanchezza, propria di una levataccia, in modo disciplinato e composto, ma sempre in un crescendo di entusiasmo ed adrenalina.
Indimenticabile, naturalmente, l’immagine di una Piazza del Popoli stipata di gente proveniente da ogni dove, tutta un mare di persone diverse, ma unite sotto lo stendardo di un ideale comune. Al di là dei comizi e dei discorsi politici, l’anima della manifestazione sono stati i cori di slogan, i travestimenti multicolori, l’incontro con persone sconosciute che si sono rivelate più vicine di vecchi amici.
La Roma del 30 ottobre era una grande famiglia, o forse la spettacolare festa di coloro che non vogliono arrendersi alla distruzione attentamente pianificata di ciò in cui hanno sempre creduto, o dei sogni ai quali hanno affidato il proprio futuro. Forse i media amano stigmatizzare le sporadiche azioni di quegli scarni gruppi di facinorosi interessati alla violenza, ma quello che noi abbiamo visto è stato tutto un altro film: quello di studenti, professori, collaboratori scolastici, dirigenti, pensatori e semplici cittadini stretti sotto un’unica bandiera, apartitica e non, come si è detto, succube di meschine strumentalizzazioni. Una grande danze in cui tutti si sono stretti la mano, dimenticando l’appartenenza geografica e ideologica in nome di una cultura libera, pubblica e di qualità. Quello che forse potrà restare un sogno, ma in quel sogno, noi velleitari idealisti, amiamo poter dire di esserci stati!
Rita Saviano, "Il Confronto"
Le immagini in televisione non possono rendere l’idea di ciò che effettivamente è stata questa manifestazione…una manifestazione, e mi sento di affermarlo in tutta coscienza, né di destra né di sinistra, non contro il Governo o La signora Gelmini, ma sempre e soltanto in nome della cultura. Una fiumana di idee e di pensieri lontana, molto lontana, dai cinici giochi della politica. Poco contano le stime meramente numeriche della Pretura e del Sindacato…la capitale strabordava di giovani e non, tanto che alle otto del mattino il traffico sul Raccordo Anulare era già al collasso ed il corteo, che doveva attraversare la città, ha avuto, in realtà inizio molti chilometri prima dell’Anagnina, preceden
do, nonostante il tempaccio e la stanchezza, propria di una levataccia, in modo disciplinato e composto, ma sempre in un crescendo di entusiasmo ed adrenalina.Indimenticabile, naturalmente, l’immagine di una Piazza del Popoli stipata di gente proveniente da ogni dove, tutta un mare di persone diverse, ma unite sotto lo stendardo di un ideale comune. Al di là dei comizi e dei discorsi politici, l’anima della manifestazione sono stati i cori di slogan, i travestimenti multicolori, l’incontro con persone sconosciute che si sono rivelate più vicine di vecchi amici.
La Roma del 30 ottobre era una grande famiglia, o forse la spettacolare festa di coloro che non vogliono arrendersi alla distruzione attentamente pianificata di ciò in cui hanno sempre creduto, o dei sogni ai quali hanno affidato il proprio futuro. Forse i media amano stigmatizzare le sporadiche azioni di quegli scarni gruppi di facinorosi interessati alla violenza, ma quello che noi abbiamo visto è stato tutto un altro film: quello di studenti, professori, collaboratori scolastici, dirigenti, pensatori e semplici cittadini stretti sotto un’unica bandiera, apartitica e non, come si è detto, succube di meschine strumentalizzazioni. Una grande danze in cui tutti si sono stretti la mano, dimenticando l’appartenenza geografica e ideologica in nome di una cultura libera, pubblica e di qualità. Quello che forse potrà restare un sogno, ma in quel sogno, noi velleitari idealisti, amiamo poter dire di esserci stati!
Rita Saviano, "Il Confronto"

9 Comments:
rita saviano sei ridicolaaaaa!!!! mi fai veramente ridere...
FIRMATI!!!!!!
Perché ridicola?
Rita complimenti per l'articolo
La legge che regna nei blog, può permettere ad una persona di esprimere il suo pensiero in maniera anonima, nascondendosi dietro una tastiera ed uno schermo di un computer. Ho dovuto prendere dei ricami (sempre da anonimi) perchè, a loro dire, l'anonimato va rispettato in tutte quelle che sono le sue forme. Quindi vi dico che gli anonimi vanno rispettati anche per le stronzate che dicono, ma Rita Saviano va rispettata doppiamente, perchè ha avuto il coraggio di schierarsi, scendendo in Piazza a protestare e a portare in alto i suoi ideali e le sue idee,e soprattutto perchè ha avuto il coraggio di trascrivere le sue emozioni su carta e farle conoscere agli altri.
Complimenti anche da parte mia. Non mollare mai e non farti buttare giù da chi crede di essere meglio di te.
Ps: invito il comm. N1 almeno a trascrivere il suo pensiero sulla riforma. Perchè con il suo commento si è reso ridicoloooooooo!!! E mi hai fatto veramente ridere....
EMANUELE RAGOSTA, IL CONFRONTO
ERRATA CORRIGE
errata corrige - ricami sta per richiami. è stato un errore di battitura. Chiedo venia.
Emanuele Ragosta - IL Confronto
Cari amici mi meraviglio che vi concentrate sulle esternazioni del Consigliere Abate. Un pezzo dell'ottocento napoletano come si presenta lui è anacronistico e fuori del tempo. Concentratevi su cose serie, lasciate da parte i ridicoli.
Caro Emanuele penso che siate corresponsabili dei commenti offensivi e incivili che piombano sul blog;i sostenitori del sindaco Iervolino e coloro che lo avversano,infatti,indistintamente, si sentono in diritto diaffrontare qualunque argomento come se fossero allo stadio.
La colpa ,non so se lieve o grave ,
è anche o soprattuttovostra,oramai siete percepiti come accesi sostenitori del sindaco Iervolino,cui state tirando la volata.Ahi serva Ottaviano.
Grazie Rita per la tua testimonianza...speriamo che riesca a sensibilizzare per altre manifestazioni simili!
Giovanna Salvati ti copia gli articoli e li firma a suo nome.
Un amico
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