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La "rivoluzione" digitale

di Alessandro Annunziata
Oggi, 14 ottobre, inizia ufficialmente nelle province di Napoli, Caserta e Salerno, la “rivoluzione digitale”. Da un mese a questa parte nei negozi di elettronica l’oggetto più richiesto è una piccola scatoletta che soprattutto i più anziani accolgono come l’ennesimo rompicapo tecnologico col quale fare i conti.
Alla diffidenza di alcuni, tuttavia, si contrappone l’entusiasmo di chi questa rivoluzione l’ha fortemente voluta: politici e produttori di decoder in testa.
Tra offerte, promozioni (attenti: non sono la stessa cosa), un battage pubblicitario martellante, si rischia di capire poco o niente. Digitale Terrestre, Digitale Satellitare, Sky…sembra sia tutto uguale; ma non è così. Per non dover rinunciare a vedere i propri programmi basta acquistare un decoder Digitale Terrestre (si va dai 19,90€ in su). Necessitano di un Digitale Satellitare (Tivù Sat), di cui si sente al momento confusamente parlare, solo quanti, e non dovrebbe essere il caso di Ottaviano, non ricevano il segnale digitale; permette di vedere esclusivamente i canali gratuiti (almeno fino al 2012).
A parte l’obbligo di acquistare un nuovo elettrodomestico, del quale, in verità, non si avvertiva una così diffusa esigenza, si devono comprendere gli effettivi vantaggi. In realtà cambia molto, ma non tutto. Il segnale digitale permette di usufruire di una migliore qualità dell’immagine e del suono ed offre un numero maggiore di canali, tra cui, finalmente, canali Rai finora sconosciuti, oltre a quelli a pagamento.
Non da oggi, ma dal prossimo 16 dicembre, infatti, nelle case di tutti gli abitanti della Campania nuovi canali si affiancheranno a quelli storici: Rai 4, Rai Sport, Rai Sport+, Rai News 24, Rai Gulp, Rai Cinema, Rai Sat, Rai Storia, anche in HD. I primi segnali del cambiamento saranno visibili già questa mattina, quando sarà spento il segnale di Rai 2 e Rete 4.
Si può evitare di dover sistemare su pareti attrezzate, mobili, comò e scrivanie un altro apparecchio, acquistando una nuova TV con decoder integrato, ma i costi salgono sensibilmente.
Premesso che, in tempo di crisi, essere obbligati a sostenere una nuova spesa, anche minima, per i meno abbienti non è uno scherzo, è opportuno ricordare che si potrà usufruire di uno sconto di 50 € sull’acquisto di un decoder predisposto per Pay Tv, in presenza dei seguenti requisiti:
1) età superiore a 65 anni;
2) reddito annuo aggiornato al 2008 uguale o superiore a 10000€;
3) pagamento del canone Rai in regola.
In attesa di apprezzare i prospettati vantaggi di questa “rivoluzione”, sorge spontanea una domanda:
se lo scopo di tutto questo “ambaradàn” tecnologico è aumentare e migliorare l’offerta dei palinsesti televisivi, non si poteva (Rai e Mediaset in testa) migliorare la qualità dei programmi trasmessi provvedendo a differenziare l’offerta così da accontentare una platea sempre più ampia? Lasciando così agli italiani la facoltà di decidere se acquistare o meno i decoder?
Da quasi 10 anni, infatti, non è chiaro quale delle due società scimmiotti l’altra e, spesso, le trasmissioni sono a tal punto simili…che non c’è scelta alcuna.
Cambierà qualcosa? Si può solo attendere, la prima rivoluzione dettata dall’alto che si ricordi è appena cominciata.

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