di Alessandro Annunziata
Ottaviano, da più di un anno, è un autentico cantiere a cielo aperto. Alcune opere di riqualificazione delle piazze principali del nostro paese sono state già concluse (vedi piazza Duca D’Aosta). In altri casi, come per piazza Annunziata e via Salita San Michele, i lavori sono stati condotti così bene che sembra, per un centinaio di metri, di trovarsi in un borgo medioevale toscano. I marciapiedi nuovi, le fontane e le aiuole curate, le panchine, i faretti ai bordi della strada lastricata di basalto (riscalfito per l’occasione) che illuminano il convento e la Chiesa, sortiscono un effetto davvero suggestivo
per chi percorra la strada che conduce al Castello. Poi, si ritorna al triste scenario: le zone limitrofe sono, infatti, completamente abbandonate. Se a Corso Umberto I ed a S. Gennarello i lavori stanno per cominciare, in Via Ottaviano Augusto versano in una fase di stallo da mesi. Proprio l’arteria principale della nostra cittadina, punto di incontro per i giovani e non solo, nonché simbolo della comunità ottavianese, offre uno spettacolo desolante. Abbattuti gli alberi e creato un finto serpentone al centro della strada – in alcuni punti scomparso - resta ben poco da ammirare: il polmone verde della Ottaviano cittadina non c’è più. Pertanto, nonostante i vari interventi, la sensazione complessiva è quella di un Paese trascurato. In campagna elettorale tutti i candidati hanno parlato tanto del rilancio turistico di Ottaviano e delle grandi potenzialità del centro storico. Ma anche l’occhio vuole la sua parte ed è abbastanza improbabile che, allo stato attuale, i turisti che si recano a Capri, Sorrento, Pompei vengano a visitarci; quindi la soluzione è solo una: approfittare dei futuri (e non futuribili) lavori di riqualificazione per abbellire, arricchire il Paese e rendere più sicure le nostre strade (al momento non ci sono neanche le strisce pedonali nel tratto che collega la piazza di S. Francesco con quella di S.Michele).
E’ appena il caso di segnalare, poi, che gran parte degli specchi installati agli incroci e nelle strade strette per evitare incidenti automobilistici è stata distrutta e non ancora sostituita. Ciò, oltre a gravare sulle casse del Comune e quindi sulla collettività, rende ancora più pericolosa la circolazione stradale. Se si aggiunge che molti marciapiedi sono rovinati e pericolanti soprattutto in prossimità degli spazi occupati mesi fa dai cassonetti dell’immondizia e che per molti attraversare la strada è diventato un rischio, il risultato è visibile a tutti: Ottaviano non è ancora un Paese a misura d’uomo.
Con riferimento agli specchi il Comune di Somma ha trovato la
soluzione: una rete metallica che impedisce il tiro al bersaglio. Una spesa minima e di lunga durata. Certo se, oltre a questi piccoli interventi di manutenzione ordinaria, si provvedesse anche a ripiantare alberi di medio-alto fusto, le cui radici si estendano in verticale, in via O.Augusto e su tutti i marciapiedi di Ottaviano e San Gennarello ove possibile, ne guadagnerebbe l’occhio, l’aria e quindi tutti noi.
Un maggiore afflusso di turisti, poi, porterebbe inevitabilmente ossigeno all’economia locale; il che, in tempo di crisi, non è poco. Il nostro rilancio turistico passa dai lavori di riqualificazione del territorio e da interventi per renderlo più vivibile e sicuro. Prima di noi già Lauro, Cava, Somma hanno seguito questa strada e ne hanno tratto vantaggio su tutti i fronti. Qualcosa in tal senso è stato fatto, ma se la meta è il rilancio, occorre guardare a chi sta meglio di noi e non cullarsi sugli allori perché esistono realtà anche peggiori della nostra.
Un maggiore afflusso di turisti, poi, porterebbe inevitabilmente ossigeno all’economia locale; il che, in tempo di crisi, non è poco. Il nostro rilancio turistico passa dai lavori di riqualificazione del territorio e da interventi per renderlo più vivibile e sicuro. Prima di noi già Lauro, Cava, Somma hanno seguito questa strada e ne hanno tratto vantaggio su tutti i fronti. Qualcosa in tal senso è stato fatto, ma se la meta è il rilancio, occorre guardare a chi sta meglio di noi e non cullarsi sugli allori perché esistono realtà anche peggiori della nostra.

4 Comments:
L' articolo giustamente non si ferma all'estetica ma parla di opere strutturali che l'ente dovrebbe mettere in cantiere attraverso forme e studi progettuali finora quasi mai adottati.
Il richiamo all'arteria principale C.O.Augusto è la cartinatornasole di quanto da anni a più riprese diverse voci critiche vanno affermando:è mancata e manca
una seria programmazione.
Non potrebbe essere diversamente visto che sono trascorsi 5 anni e del PUC nemmeno un accenno, se non l'insistenza isolata di qualche consigliere che fino allo stremo ha cercato di portare all'attenzione dell'aula la discussione sullo strumento urbanistico, impegno nobile ma vano, visto lo scarso interesse dell'interlocutore principe.
A giorni, come prevede la legge, si deve insediare la nuova giunta e il nuovo consiglio comunale, che dire: speriamo che l'entusiasmo dei nuovi contagi un pò tutti e dia la giusta scossa al Sindaco chè permetta di dar vita a una discussione pubblica sul futuro della Città, e il nuovo strumento urbanistico.
Ciò potrebbe rappresentare un nuovo inizio, un'innovazione nella gestione della cosa pubblica.
enzociniglio
....ma l'articolista è sicuro che i lavori fatti in piazza Annunziata e via Salita San Michele siano stati eseguiti a regola d'arte?
In base a quale principio?
Personalmente ho notato degli errori macroscopici e li ho segnalati sia alla ditta che ha eseguito i lavori sia all'arch.Abalsamo, direttore dei lavori dell'Ente Parco Vesuvio committente i lavori.
Mi piacerebbe sapere comunque se il Comune di Ottaviano, proprietario della strada è mai tecnicamente intervenuto.
Gli errori sono i seguenti:
1- Il vecchio basolato era formato da blocchi di pietra con delle canaline per permettere l'antiscivolamente e delle persone e degli cavalli/asini. Inveci i basoli sono stati posti alla rinfusa senza alcun criterio e senza alcuna arte degno di un restauro.
2- Era opportuno e fattibile che, dovendo rimuovere il basolato, si sostituissero, ove necessario i tubi dell'acqua e si predisponesse già la tubazione del gas metano. Inoltre, ed è la cosa più importante, non sono stati interrati nè i cavi enel nè i cavi telecom nè (mi sembra) i cavi della pubblica illuminazione (così come purtroppo verrà fatto anche per Corso Umberto!).
3- non sono state aggiustate le fogne esistenti e non sono stati verificati/eliminati eventuali innesti abusivi nelle stesse di fognatura bianca e/o nera.
Infine attualmente ci sono alcune lampade fulminate da tempo e nessuno, almeno fino a qualche giorno fa, le ha sostituite.
Teclano
Per il signor Teclano:
con l'articolo ho espresso mie personali considerazioni, senza avere la pretesa - non avendo alcuna competenza in materia - di sottoscrivere il collaudo tecnico dei lavori eseguiti.
Saluti.
Caro Angelo Annunziata,
forse mi sbaglio, ma vedo nella tua risposta (mi permetti di darti del tu?) una certo fastidio alla mia critica che sicuramente non era, e non è, e non voleva essere, una critica cattiva e non produttiva nei confronti dell’articolista.
Anzi, chi mi conosce, sa che ogni considerazione che esprimo è fatta solo per apportare un contributo positivo alla discussione in atto.
Comunque voglio dirti che non bisogna essere un tecnico o un collaudatore tecnico per vedere le anomalie, gli errori e le storture presenti in un’opera.
Nel salire via Salita San Michele, ti sei mai posto la domanda “…ma a che servivano questi solchi sul basolato?”; hai mai notato l’obbrobrio dei cavi telefonici ed elettrici posati sui muri delle case della suddetta via e che continuamente fanno attraversamenti della strada?; hai mai notato certe caditoie delle fogne otturate forse per non far risalire l’odore (sic!) degli scarichi immessi?
Termino questo mio brevissimo commento ribadendo l’apprezzamento per quanto fai, come appartenente al gruppo del Confronto, e, sono sicuro, che lo fai al solo scopo di migliorare la nostra Ottaviano e riportarla ai fasti di quella che era.
Una critica costruttiva, credo, devi accettarla e, come in questo caso, prenderla come un invito a osservare di più ciò che ci circonda.
Una volta c’erano dei disonesti venditori di auto sinistrate che trasformavano dette auto, con l’aiuto di carrozzieri dedicati, in auto che apparentemente sembravano perfette e le propinavano come tali ai clienti. Stava quindi al compratore riconoscere questo tipo di auto (di prezzo che ovviamente era di gran lunga inferiore a quello richiesto).
Spero sia chiaro a che serva questo esempio.
Mi scuso anticipatamente per il tentativo di “addestramento”, ma la mia “veneranda” età non mi consente di scendere a compromessi con la coscienza.
Cordiali saluti.
Teclano.
P.S.: il nome “Teclano” è un nickname e non il mio cognome. Molto probabilmente, per chi non lo sapesse, come come indicato nella “Tavola Peutingeriana”, è il nome che aveva il territorio di Ottaviano prima di chiamarsi Veseri o Octavianum.
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