Abbiamo sentito il bisogno, al termine di questa tornata elettorale, di raccogliere le affermazioni e di ascoltare i racconti che l’ex Consigliere Patrizio Prisco, a dire il vero da tempo, si è mostrato disponibile a regalarci. Lasciamo ai lettori le facoltà di decidere quale verità scegliere (perché si sa, la realtà ha sempre ed inevitabilmente più sfaccettature) e di trarre le dovute conclusioni rispetto a quanto ci accingiamo a riportare.
L'architetto ottavianese fa luce sull'altra faccia della medaglia, raccontando le pecche della passata Amministrazione. «Il suo scopo era quello di frenare tutte le iniziative che si intraprendevano»
«Sono responsabile quanto loro, ma bisogna saper ammettere i propri errori»
di Mario Ragosta e Fabiana Pirone
Cominciamo da un argomento “tabù”: parliamo dell'ex cinema Romano.
«Come per tante altre cose, anche qui non si è arrivati a niente perché non c’è stata la volontà di farlo. La proprietà dell’ex cinema Romano è per 2/3 dell’Amministrazione Giudiziaria e per 1/3 di Sofia Romano; per gestire questa trattativa la nostra Amministrazione diede un incarico professionale all’avvocato Renato Magalli. Sofia Romano è stata ripetutamente presa in giro, perché il Comune pretendeva non di acquistare ma di firmare un compromesso condizionato con il quale lei avrebbe fatto una trattativa con una banca per poter liberare gli altri 2/3 dell’immobile; in tal modo noi saremmo andati a comprare un bene di proprietà totale di una persona fisica, non parlando più di prezzo o di quant’altro.»
Perché secondo lei?
«Perché Mario Iervolino ha sempre pensato che il suo posto da Sindaco dovesse essere una cosa provvisoria e che presto sarebbe andato a fare il dirigente dell’ASL N1. Ma ciò non è avvenuto e l’Amministrazione ha cominciato a lavorare solo negli ultimi due anni. Io ero lontano dalle sue idee ovviamente e anche per questo mi sono chiamato fuori.»
Come si può risolvere il problema dell’attuazione del PUC in un paese ancora ricco di persone con forti interessi al riguardo?
«Il problema non è stato solo il Sindaco: anche la sua squadra funzionava male; ogni singolo componente pensava alla propria “bottega”, pensava a portare la zona industriale vicino alla sua attività, pensava a svolgere i compiti che non avevano a che fare con le proprie competenze e così via….
Il PUC che si vuole attuare adesso non porterebbe più nessun beneficio al singolo cittadino, perché le normative sono state talmente irrigidite che, tutto sommato, non ci sarebbero grandi differenze; con la sua attuazione la gente non di certo potrà edificare in paese domattina.»
Perché non si è fatto allora il PUC? È vero che i tempi tecnici sono troppo lunghi?
«Perché quando si arriva al periodo elettorale, presentare un piano urbanistico ti procura solo dissensi e questo l’Amministrazione non poteva permetterselo. È stata una mossa intelligente.
Presentarlo, invece, nei primi anni di Amministrazione vuol dire innanzitutto mantener fede ad una promessa e, soprattutto, fornire il paese di uno strumento necessario. Ma questo al Sindaco non importava.
Inoltre, se c’è la volontà di fare un PUC, i tempi tecnici sono di circa quindici giorni; ma il redattore del PUC mi ha svelato di non avere interlocutori con il Comune, e questo dimostra il disinteresse verso il progetto.»
Cosa pensa di Via Cesare Augusto?
«Non si può realizzare un progetto come quello che prevede la cancellazione di 400 posti auto, senza prevedere prima una modalità alternativa per ricrearli. Così, come prima di fare le famose strisce blu, bisogna fare un piano urbano del traffico, piano che noi abbiamo progettato, abbiamo pagato e non abbiamo mai realizzato! Questo prevedeva una immissione delle auto nel centro del paese e una ridiscesa di tutte le altre in un unico senso, sulla dorsale del paese, quindi da San Michele fino a Viale Elena.»
E perché non si è attuato?
«Perché non fa comodo. E qui parlo in termini di politica, non di commercianti e cittadini o altro.»
Un’Amministrazione è composta da più persone. Perché nessuno ha mai contestato?
«Quando è stato realizzato questo piano urbano del traffico, abbiamo subìto le ingerenze e gli attacchi di persone che non si occupavano affatto di edilizia. Così si è preso ad eliminare da quel progetto prima una parte che non piaceva, poi un'altra ancora, e ancora. Ho sporto una denuncia, per la quale ancora non ho ricevuto una risposta e in cui contestavo il fatto che fosse arrivato un finanziamento senza avere un progetto alla mano. Il progetto definitivo è stato realizzato in seguito, velocemente e d’ufficio, e poi è stata indetta una gara; il tutto per favorire chi volevano loro. Una simile procedura è possibile al massimo per progetti di minore importo e portata, non certo per quelli di tale rilevanza.»
Qualche tempo fa la Corte dei Conti si è espressa in modo molto positivo nei riguardi dell’Amministrazione Iervolino. Ce ne parla?
«Si parla di Ottaviano come “paese virtuoso” e vi spiego il perché: abbiamo subito l’operazione del commissario straordinario durante il primo anno di Amministrazione, nel 2004. Siamo stati costretti a sforare il patto di stabilità, ci siamo fatti anticipare gli introiti della TARSU che doveva essere riscossa l’anno successivo e, pur di far risultare il bilancio in positivo, sono entrati dei soldi nelle Casse Comunali che poi, l’anno seguente, non abbiamo avuto in bilancio. È facile diventare virtuosi in questo modo. La gente, però, non sa che il commissario fu contestato dopo un anno, e per i due anni successivi, 2006 e 2007, non si sono potute fare assunzioni. Quindi l’Amministrazione si vanta oggi di una cosa che non ha fatto e che addirittura ha contestato.»
Al presente articolo, pubblicato sul numero del 12 Luglio de “Il Confronto”, apportiamo le seguenti rettifiche/precisazioni, esplicitando quanto del discorso, per sintesi, abbiamo trascurato di riportare:
L'architetto ottavianese fa luce sull'altra faccia della medaglia, raccontando le pecche della passata Amministrazione. «Il suo scopo era quello di frenare tutte le iniziative che si intraprendevano»
«Sono responsabile quanto loro, ma bisogna saper ammettere i propri errori»
di Mario Ragosta e Fabiana Pirone
Cominciamo da un argomento “tabù”: parliamo dell'ex cinema Romano.
«Come per tante altre cose, anche qui non si è arrivati a niente perché non c’è stata la volontà di farlo. La proprietà dell’ex cinema Romano è per 2/3 dell’Amministrazione Giudiziaria e per 1/3 di Sofia Romano; per gestire questa trattativa la nostra Amministrazione diede un incarico professionale all’avvocato Renato Magalli. Sofia Romano è stata ripetutamente presa in giro, perché il Comune pretendeva non di acquistare ma di firmare un compromesso condizionato con il quale lei avrebbe fatto una trattativa con una banca per poter liberare gli altri 2/3 dell’immobile; in tal modo noi saremmo andati a comprare un bene di proprietà totale di una persona fisica, non parlando più di prezzo o di quant’altro.»
Perché secondo lei?
«Perché Mario Iervolino ha sempre pensato che il suo posto da Sindaco dovesse essere una cosa provvisoria e che presto sarebbe andato a fare il dirigente dell’ASL N1. Ma ciò non è avvenuto e l’Amministrazione ha cominciato a lavorare solo negli ultimi due anni. Io ero lontano dalle sue idee ovviamente e anche per questo mi sono chiamato fuori.»
Come si può risolvere il problema dell’attuazione del PUC in un paese ancora ricco di persone con forti interessi al riguardo?
«Il problema non è stato solo il Sindaco: anche la sua squadra funzionava male; ogni singolo componente pensava alla propria “bottega”, pensava a portare la zona industriale vicino alla sua attività, pensava a svolgere i compiti che non avevano a che fare con le proprie competenze e così via….
Il PUC che si vuole attuare adesso non porterebbe più nessun beneficio al singolo cittadino, perché le normative sono state talmente irrigidite che, tutto sommato, non ci sarebbero grandi differenze; con la sua attuazione la gente non di certo potrà edificare in paese domattina.»
Perché non si è fatto allora il PUC? È vero che i tempi tecnici sono troppo lunghi?
«Perché quando si arriva al periodo elettorale, presentare un piano urbanistico ti procura solo dissensi e questo l’Amministrazione non poteva permetterselo. È stata una mossa intelligente.
Presentarlo, invece, nei primi anni di Amministrazione vuol dire innanzitutto mantener fede ad una promessa e, soprattutto, fornire il paese di uno strumento necessario. Ma questo al Sindaco non importava.
Inoltre, se c’è la volontà di fare un PUC, i tempi tecnici sono di circa quindici giorni; ma il redattore del PUC mi ha svelato di non avere interlocutori con il Comune, e questo dimostra il disinteresse verso il progetto.»
Cosa pensa di Via Cesare Augusto?
«Non si può realizzare un progetto come quello che prevede la cancellazione di 400 posti auto, senza prevedere prima una modalità alternativa per ricrearli. Così, come prima di fare le famose strisce blu, bisogna fare un piano urbano del traffico, piano che noi abbiamo progettato, abbiamo pagato e non abbiamo mai realizzato! Questo prevedeva una immissione delle auto nel centro del paese e una ridiscesa di tutte le altre in un unico senso, sulla dorsale del paese, quindi da San Michele fino a Viale Elena.»
E perché non si è attuato?
«Perché non fa comodo. E qui parlo in termini di politica, non di commercianti e cittadini o altro.»
Un’Amministrazione è composta da più persone. Perché nessuno ha mai contestato?
«Quando è stato realizzato questo piano urbano del traffico, abbiamo subìto le ingerenze e gli attacchi di persone che non si occupavano affatto di edilizia. Così si è preso ad eliminare da quel progetto prima una parte che non piaceva, poi un'altra ancora, e ancora. Ho sporto una denuncia, per la quale ancora non ho ricevuto una risposta e in cui contestavo il fatto che fosse arrivato un finanziamento senza avere un progetto alla mano. Il progetto definitivo è stato realizzato in seguito, velocemente e d’ufficio, e poi è stata indetta una gara; il tutto per favorire chi volevano loro. Una simile procedura è possibile al massimo per progetti di minore importo e portata, non certo per quelli di tale rilevanza.»
Qualche tempo fa la Corte dei Conti si è espressa in modo molto positivo nei riguardi dell’Amministrazione Iervolino. Ce ne parla?
«Si parla di Ottaviano come “paese virtuoso” e vi spiego il perché: abbiamo subito l’operazione del commissario straordinario durante il primo anno di Amministrazione, nel 2004. Siamo stati costretti a sforare il patto di stabilità, ci siamo fatti anticipare gli introiti della TARSU che doveva essere riscossa l’anno successivo e, pur di far risultare il bilancio in positivo, sono entrati dei soldi nelle Casse Comunali che poi, l’anno seguente, non abbiamo avuto in bilancio. È facile diventare virtuosi in questo modo. La gente, però, non sa che il commissario fu contestato dopo un anno, e per i due anni successivi, 2006 e 2007, non si sono potute fare assunzioni. Quindi l’Amministrazione si vanta oggi di una cosa che non ha fatto e che addirittura ha contestato.»
Al presente articolo, pubblicato sul numero del 12 Luglio de “Il Confronto”, apportiamo le seguenti rettifiche/precisazioni, esplicitando quanto del discorso, per sintesi, abbiamo trascurato di riportare:
- l’avvocato cui si fa riferimento nella questione del cinema Romano è l’avvocato MAGALDI.
La soluzione era: fare un atto deliberativo (già pronto dal 2006) che serviva a redigere un “compromesso condizionato”, non oneroso per il comune, che permetteva all’unica figura fisica (Sofia Romano) di intervenire, dall’alto del suo 33% di proprietà libera da ipoteche, e cercare di poter recuperare attraverso interventi bancari, il restante 66% in mano all’Amministrazione Giudiziaria e quindi dar corso successivamente ad una trattativa esclusiva tesa alla cessione del bene al comune, ad un prezzo concordato.
Non si sarebbe speso nulla fino all’avvenuta acquisizione da parte di Sofia Romano del bene.
Ovviamente nel frattempo è intervenuto il progetto di parcheggio privato dell’Hotel, il cui sito era oggetto di un intervento integrato comprensivo di parcheggio, che ha di fatto già ridotto il significato del progetto originario (sala conferenze e sala meeting e parcheggi al coperto nello stabile di fronte il cinema e all’aperto nell’area oggi parcheggio dell’Hotel).
- quando si parla di 15 giorni per l’attuazione del PUC ci si riferisce allo stato attuale, ma ciò non è avvenuto perché controproducente per chi doveva presentarsi alle elezioni;
- Via Cesare Augusto è un’opera di “trasformazione urbanistica” e come tale segue una procedura diversa da quella adottata.
-PAESE VIRTUOSO: tale espressione è stata indicata in relazione al bilancio del 2004, ovvero quello redatto dal Commissario prima dell’insediamento dell’Amministrazione, per arrivare ad un bilancio positivo hanno usato alchimie contabili come l’anticipazione di cassa da parte della Gestor di quote di Tarsu, che hanno permesso di chiudere in positivo il bilancio. L’anno successivo è stato poi necessario sforare il “patto di stabilità”, dovendo spendere più di quanto era consentito dall’anno virtuoso e tale cosa ha poi determinato che nel 2006 e 2007 non si è potuto operare in serenità ed il bilancio era condizionato dalle scelte degli anni precedenti.


3 Comments:
Mi sembra abbastanza povero come articolo perchè si riportano le dichiarazione di una parte senza il classico contraddittorio o quantomeno un'analisi diq uanto dichiarato.
Vi pongo delle domande che dovevano essere fatte a chiarimento delle accuse mosse nei vari argomenti trattati:
1) Questione cinema romano:la fumosità dell'intervento comunale è data dalla particolare posizione debitoria da parte di alcuni dei proprietari. Il sistema è così macchinoso che forse è stato meglio lasciar perdere. Dispiace che la struttura sia lì in quelle condizioni, ma l'Arch. Prisco si è mai chiesto perchè mai nessun privato ha investito in questa attività???
2) Grave inesattezza: il parcheggio (privato e non pubblico) dell'Hotel Augustus non fa parte dei beni della famiglia Romano ma di altro privato e quindi sarebbe stato richiesto un ulteriore esborso di fondi comunali per fare un parcheggio pubblico in quell'area.
3) Cari ragazzi, avete spesso sottolineato la carenza o le inefficienze della macchina comunale. Come pensate che il Comune potesse gestire quest'opera??' Quanto occorreva per ristrutturare? queste erano le domande che ci avrebbero fatto meglio comprendere il Prisco pensiero e motivare la sua scelta prima di abbandonare il consiglio comunale e poi di schierarsi in una coalizione lontana dalle sue origini politiche!!!
3) Infine un'ultima domanda: oggi più o meno su Via Cesare Augusto possono parcheggiare circa 250 auto. Come fanno a scomparire 400 posti auto? mah forse è più sensazionalistico dire numeri alti a caso, ma sarebbe opportuno verificarli i numeri e non sparare nel mucchio.
La bonta dell'opposizione si vede anche dalla precisione delle accuse!!
Grazie
questo anonimo scrive proprio come un ex giornalista ora cosigliere e domani chissà.....forse assessore, se continua a parlare così!
1) l'articolo dice bene in alto:sono colpevole quanto loro, ma bisogna ammettere i propri errori!!! diciamoci la verità, mario è uno che ci sa fare, è un buon politico e sa vendere la sabbia agl'egiziani, io questo paese dei balocchi non lo vedo, vedo solo un paese beneficiario di tanti soldi ma ch ne ha sfruttati pochissimi, caro anonimo, attacchi olo sui numeri? visto che da tecnico te ne intendi, parliamo delle procedure con le quali sono stati fatti i lavori....parlami del ritardo del PUC, parlami di uttto il resto....
mario ha avuto tutte le occasioni per rispondere a tono ma ha preferito GLISSARE sugli argomenti.
....ancora una volta Patrizio Prisco spreca il suo prezioso tempo per polemiche inutili....piuttosto si impegni a fare qualcosa di veramente costruttivo piuttosto che infangare l'operato degli altri....
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