I vari schieramenti hanno istaurato da mesi un clima politico incandescente dovuto non a questioni ideologiche o a programmi divergenti, bensì alle faccende private di alcuni esponenti di spicco delle Istituzioni. Dopo il caso Noemi ed il caso escort, che hanno coinvolto in prima persona il Pres. del Consiglio Berlusconi, oggi tiene banco il caso Marrazzo, dimessosi dalla carica di Pres. della Regione Lazio per relazioni con alcuni trans. E’ curioso notare come ciascuna parte politica riesca camaleonticamente a passare dall’iper-garantismo all’intransigenza estrema a seconda del colore politico della vittima di turno di questo Grande Fratello permanente. Certo è fondamentale sapere se la nostra classe dirigente sia o meno ricattabile dai personaggi di cui si sente parlare e se chi ci governa abbia realmente le mani libere. Ma è accettabile che tutte le altre problematiche, tutte le altre emergenze di questo Paese passino in secondo piano? La conferma di questa tendenza giunge dal Parlamento che, il mese scorso, ha deciso di sospendere la propria attività per deficit totale di impegni: i 945 parlamentari del Paese che ha il terzo debito pubblico del mondo e che si sta ben piazzando nella triste classifica delle sciagure causate da disastro idrogeologico, si concedono una settimana di vacanza, profumatamente pagata, nell’indifferenza generale. In altre zone del mondo i dissenzienti avrebbero già fatto sentire la loro voce. Nel Belpaese, invece, ai seggi del Parlamento, i vari onorevoli e senatori preferiscono di gran lunga le comode poltrone dei talk-show televisivi, dove discutere dei guai (giudiziari e non) dell’avversario, sforzandosi di apparire all’elettorato “meno peggio degli altri”.
Preso atto che ormai la cosiddetta questione morale tocca un po’ tutti, l’impressione è di avere di fronte personaggi la cui esistenza è legittimata solo dalla presenza dell’avversario politico. Ciascun polo, infatti, fa quadrato intorno al proprio leader per difendere la democrazia italiana da un fantomatico nemico: Berlusconi o i comunisti, a seconda del punto di vista. Ma devono avere un’idea di democrazia alquanto singolare: per alcuni significa scegliere il nome del partito, per altri, invece, lasciare che il Segretario eletto da milioni di persone venga silurato dai soliti 2-3 noti.
In tutta onestà, quale credito può riscuotere chi grida all’attentato alla Costituzione ad ogni alito di vento, salvo poi - come accaduto in occasione dell’approvazione del ddl sullo scudo fiscale - disertare le aule del Parlamento quando deve assumersi le proprie responsabilità davanti all’elettorato? E come commentare la bagarre causata dal ddl che vorrebbe introdurre prescrizioni brevi nel processo penale? Senza entrare nel merito, prove alla mano è stato dimostrato che un ddl molto simile fu presentato da una attuale esponente dell’opposizione quando, nel biennio 2006/2008, faceva parte della maggioranza di Governo. Per non parlare dello strano riavvicinamento tra le parti in occasione del referendum sulla legge elettorale e della candidatura di D’Alema a responsabile della PESC. Siamo di fronte a due schieramenti che, come spesso accade ai nemici storici del mondo dei supereroi – Batman e Joker - , finiscono per essere incapaci di vivere l’uno senza l’altro. Così si combattono senza esclusione di colpi ma mai al punto da eliminarsi definitivamente. Chi ne paga le conseguenze? Inutile dirlo. Così la tentazione di disertare le urne si fa sempre più strada. Poi, però, dato che l’espressione di voto è un diritto ma anche un dovere morale, prevale il senso di responsabilità e ci si sforza di votare i candidati più presentabili. Sarà anche per questo motivo che oggi abbiamo un Parlamento non eletto ma nominato da 4-5 capopartito, i cui membri vivono una guerra permanente che si interrompe solo quando si tratta di difendere i propri privilegi.
Intanto in Campania si avvicinano le elezioni regionali. Non si conoscono ancora ufficialmente i nomi dei candidati alla poltrona di Presidente, ma già si cominciano a delineare i cavalli di battaglia dei vari programmi (sanità, sicurezza, turismo, rilancio dell’impresa), così simili tra loro, così simili a quelli di 5 anni fa da lasciar desumere – quasi ce ne fosse bisogno – che non è migliorato molto da allora. Ancora una volta ci viene promessa la Luna per poi non riuscire a risolvere neanche il problema del traffico. Sic stantibus rebus, non resta che scegliere: Batman o Joker? Solo che distinguerli diventa sempre più difficile…
Errata corrige
Nell'articolo "Vivere per il proprio nemico" - pubblicato sull'ultimo numero de "Il Confronto" - è presente un errore: D'Alema era stato proposto come candidato a Responsabile della Politica Estera e Sicurezza Comune (PESC) non, come ho scritto, a membro della Commissione Europea.

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