Di Antonio Cimmino
Di fronte all’inconcepibile facce attonite ed espressioni sbigottite nulla possono,ma lo sgomento,lo stupore,quelli non possono esaurirsi.
Non così facilmente.
A distanza di quasi 3 mesi dal sisma che ha devastato l’Aquila tocca a Viareggio,oggi scenario di una strage di natura diversa,ma anch’essa di non lieve entità;stavolta tuttavia,le responsabilità da addossarsi sono di certo maggiori,e la natura,quel ciclo eterno di produzione-distruzione,ha davvero poco a che fare con quanto accaduto.
E’ all’incirca mezzanotte quando nei pressi della stazione di Viareggio un treno merci carico di gpl deraglia,causando l’inferno.
Si tratta per esattezza di 35000 litri di gas propano liquido,una materia incandescente che trasforma la città,in breve tempo,in una Pompei oggi senza pari.
L’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato,Mauro Moretti,ascrive il tutto alla rottura di un asse,il ministro dei Trasporti istituisce in breve tempo una commissione d’inchiesta;intanto,l’emergenza sfollati cresce a poco a poco.
Il bilancio provvisorio della tragedia è di 14 morti e 40 feriti,per non contare i palazzi sventrati e le abitazioni ridotte a brandelli.
Nel contempo insulti commisti ad urla accolgono a Viareggio l’arrivo di Silvio Berlusconi,il quale,dopo aver annullato il viaggio in Libia,visita il luogo del disastro,la stazione ferroviaria,promettendo poi,durante la conferenza stampa –in primo tempo annullata- lo stato d’emergenza per ricostruire le case distrutte.
Ma il “metodo l’Aquila” non funziona,o almeno,oggi ci si rende conto che qualcosa è cambiato.
Basta promesse.
Impellente,ora,è la necessità di accertare le responsabilità di un incidente che fa maturare più di una riflessione.
Le statistiche ufficiali,da sempre,designavano le ferrovie italiane come tra le più sicure d’Europa,ma la “colpa”,ad avviso di alcuni,è di quei convogli provenienti dall’estero. Le responsabilità e le competenze,come spesso avviene,s’intrecciano. Si consideri che il numero dei treni che ogni giorno trasportano merci pericolose,quali convogli di gpl,oltre che cisterne di benzene e acido solforico è pari a circa 35.Il Rid (Regolamento Internazionale Trasporto Ferroviario di merci pericolose) ha predisposto tempo fa l’ultimo aggiornamento,ma in Italia,manca ancora il decreto attuativo.
E dunque,è davvero possibile morire in casa propria,o magari mentre si passeggia,solo e “semplicemente” perché un treno esplode?
Tante le questioni da sollecitare e da affrontare,molte le cose da fare. Tranne una:polemica.
Ma si sa,talvolta è più forte di noi.
Tuttavia,per una volta,parlare di sicurezza possa essere non soltanto occasione per sollevare polveroni e cercare di trarre vantaggi a spese di quei feriti,piuttosto,stimolo e spunto per gettar luce sulla politica italiana,che da ben 10 anni si esime dal produrre un piano generale dei trasporti,lasciando spazio,oggi,a tante aporie. Eccetto una.
Ancora una volta,a rimetterci,vi è qualcuno a cui è negato,per sempre,di fare appello a quella fervida certezza,a cui tutti han diritto:
“La vita è ricordarsi di un risveglio” (Sandro Penna).


7 Comments:
al posto di pubblicare articoli già scritti in altre rivista e fare solo un copia incolla,ieri sera c’e stata una conferenza dove si è parlato delle magie del parco nazionale del vesuvio voi del confronto perke non c’eravate??MARIO IERVOLINO vi ha raccomandato di non venire?c’era l’europarlamentare neoeletto ALDO PATRICIELLO.I GIORNALISTI DEVONO ESSERE PER PRIMO APOLITICI.RICORDATELO!!!!!!!!!!!!!!!!
GIOLITTI .LA DESTRA STORICA
PUBBLICATE SUBITO IL MIO COMMENTO O SARETE SOLO DEI VIGLIACCHI E PARLERO MALE DI VOI DOVUNQUE MI TROVERO'....
Caro anonimo,
premesso che l'articolo presente non è assolutamente un copia e incolla, e ti sfido a riportarmi il giornale o il sito dal quale dovrebbe essere stato estratto. non ti permetto di sminuire il lavoro di uno dei ragazzi che insieme a me si impegnano tanto per portare avanti questo progetto.
In secundis, i ragazzi de "Il Confronto" ieri c'erano, nelle persone di Pasquale Annunziata e Alessia Caldarelli, e il resoconto lo puoi leggere nel post successivo.
ti invito ad informarti bene prima di parlare o di sparare a zero.
cordialmente,
Fabiana Pirone- "Il Confronto"
io l'articolo del caro nonimo non l'avrei pubblicato, ne mi sarei giustificato come ha fatto il presidente Pirone.
caro anonimo se tu sei andato forse è perchè ti hanno costretto, i ragazzi de il confronto vanno dove vogliono, di certo non ascolteranno te.
VERGOGNATI, sei assurdo.
Aahahahahaha che ridicolo quell'anonimo numero 1! ha fattouna figuraccia visto che l'articolo su Patriciello l'ho visto in prima pagina sul blog!
ahahahahahahahahahaahahahah
Faccio di vero cuore i complimenti agli amici del confro:essere sempre presenti agli eventi ottavianesi vi onora e vi farà crescere sempre più.complimenti!
Siamo davvero all'inverosimile, questa gentaglia si permette di dare ordini su come pubblicare le notizie....Roba da non credere!!!!!
Beh...è da anni che vengono denunciate sistematiche violazioni delle norme di sicurezza da parte delle Ferrovie Italiane: ci furono anche trasmissioni di denuncia, con conseguenti licenziamenti dei dipendenti che avevano parlato con i giornalisti consentendo le riprese. In nome del guadagno si sacrificano vite umane, nei cantieri, nelle fabbriche, nelle strade. Siamo solo carne da macello.
Insomma, un disastro annunciato, come cita nel titolo. Così come accadde per il Vayont, quando nessuno volle dare retta ai ripetuti segnali di allarme e avvertimenti. O come è successo per il terremoto in Abruzzo, dove già c'erano segnali da tempo. Anche quelli inascoltati. Anzi, colui che aveva segnalato la cosa, era stato pure denunciato per procurato allarme. Vogliono farci stare buoni e calmi, non vogliono che ci agitiamo. Però non fanno nulla per evitare disastri evitabilissimi.
-Raffaele Ambrosio-
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