La parola alla Voce “Nuova”
di Mario Ragosta e Anna Ragosta
di Mario Ragosta e Anna Ragosta

Troppo impraticabile per i giovani moderni e sempre meno incline a lasciare spazio agli adulti di domani, la società odierna ha necessariamente bisogno di scossoni forti che provengano da quella stessa gioventù relegata ai margini della democrazia.
A livello locale, però, sembra davvero muoversi qualcosa. Nell'ultimo anno, infatti, la nostra Ottaviano è diventata madre di varie associazioni che, come la nostra, sono mosse all'unisono dalla voglia di cambiare, chiaramente in meglio, il nostro paese.
Ma fratello maggiore di queste associazioni è certamente il vicino collettivo «VoceNueva», sorto tre anni fa dall'inventiva e dalla determinazione di giovani sangiuseppesi, desiderosi di vedere il loro paese cambiare faccia in meglio. Ossequiosi verso le loro iniziative e con grande ammirazione per la tenacia con cui giorno per giorno essi si impegnano nella lotta contro una Amministrazione miope, noi de «Il Confronto» abbiamo ritenuto opportuno dedicare uno spazio all'operato ragguardevole di questi giovani e cogliamo l'occasione per ringraziare il Collettivo del tempo concessoci.
Come nasce l'idea di un collettivo di giovani e a cosa si ispira il nome «VoceNueva»?
«L’idea nasce all’incirca 3 anni fa, quando un gruppo di amici (poi allargatosi nel tempo), attento alle politiche locali e critico nei confronti delle scelte politiche fatte finora, sentì la necessità di dar vita ad un soggetto politico “nuovo”. Il degrado ambientale e sociale, il nichilismo culturale imperante in una società troppo dedita all’esibizionismo e all’ostentazione, hanno accresciuto in noi la voglia di “rimboccarci le maniche” per scuotere le coscienze dei nostri concittadini al fine di cambiare San Giuseppe Vesuviano. Il nome “VoceNueva” deriva dalla geniale intuizione di un membro-fondatore il quale voleva dare il senso di una nuova politica (locale). L’aggettivo spagnolo è stato aggiunto per richiamare quell’idea di “rivoluzione” politica, culturale e sociale a cui aspiriamo per il paese.»
Come mai, dopo quasi tre anni, il collettivo non ha ancora provveduto alla stesura di uno statuto?
«Ogni gruppo o soggetto sceglie la forma organizzativa che ritiene più opportuna al fine di raggiungere i propri obiettivi. Abbiamo scelto la libera unione di persone (tra l’altro prevista dalla Costituzione) in quanto l’abbiamo ritenuta essere la cornice migliore per trasformare in azione politica le varie anime ed esperienze presenti all’interno del nostro gruppo. Nessun pregiudizio verso strutture organizzative diverse come partiti, associazioni ecc. tutte rilevanti nella società purché la sostanza sia messa avanti alla forma.»
Il vostro esordio, che ha riscosso grandissimo stupore fra i cittadini di San Giuseppe Vesuviano, è stato accompagnato dall'originale iniziativa di “pazzoni che impennano”, volta a segnalare un improprio e amorale utilizzo di una strada del Comune da parte dei giovani in motorino. Oggi la strada in questione presenta dei dossi artificiali: ci raccontate un po' l'evoluzione di tutta la vicenda?
«Le morti di due giovani e i numerosi incidenti, alcuni dei quali hanno coinvolto in prima persona nostri amici, sono una dimostrazione dell’incompetenza e della superficialità delle Amministrazioni in materia di prevenzione e di sicurezza stradale. Il cartello ha un valore sia ironico che simbolico e ha rappresentato una svolta sia nel nuovo modo di comunicare con i cittadini che con l’Amministrazione. Un metodo stravagante e sicuramente fuori-norma che ha destato interesse, stupore e riflessione, obiettivi che ci eravamo prefissati. Abbiamo incominciato così, chiedendo prima una maggiore attenzione alla sicurezza stradale poi abbiamo avviato le pratiche istituzionali (vedi per es. raccolta firme di noi giovani per richiedere i dossi) per spingere il Consiglio Comunale, l’assessore al ramo ed il sindaco ad intervenire. Non sappiamo quanto sia stato determinante il nostro intervento ma la presenza dei dossi è un evidente segno della bontà e della validità delle nostre idee.»
Il collettivo «VoceNueva» è molto legato all'ambiente e alla legalità; dopo varie videoinchieste, in quale di queste ritenete di essere stati più incisivi e quale di esse vi ha dato più soddisfazione?
«Sicuramente Un mondo sporco di tutto, essendo il nostro primo lavoro e la nostra prima vera uscita pubblica, rappresenta un motivo di orgoglio e di affetto per tutto il Collettivo. Il documentario, inoltre, è stato presentato in diverse manifestazioni, come il festival del cinema indipendente di Foggia, ed è stato visionato in molte scuole della zona (anche a Poggiomarino).
Da non dimenticare il passaggio su EcoTv e su Arcoiris web-tv. Va ricordato anche il reportage in perfetto stile Iene e Striscia La Notizia sul disservizio comunale dello smaltimento di un frigorifero (The frigo's trip) e l’accordo fantasma stipulato con la ditta.»
Ruben Oliva e Sandro Ruotolo. Cosa vi hanno dato questi due grandi nomi? A quale di essi siete più legati?
«Sono nomi che per noi e per tutti vogliono dire legalità e voglia di denunciare. Con Ruben, regista de “O’ Sistema” e de “La Santa” (film-denuncia sulla 'ndrangheta), abbiamo un rapporto speciale e duraturo basato sulla reciproca stima e condivisione di idee. La manifestazione con Sandro Ruotolo rappresentò un successone sia per il numero di presenze che per l’elevato contributo culturale che egli diede ai presenti insieme con il senatore Lorenzo Diana, ex presidente Commissione Parlamentare AntiMafia.»
In questi anni, cosa ha fatto per voi giovani l'Amministrazione comunale con il suo operato? E cos'altro poteva esser fatto?
«Un bel niente! Purtroppo l’Amministrazione Ambrosio è impegnata a tutelare altri tipi di interessi. I diritti dei giovani e degli altri cittadini in generale sono ignorati costantemente e umiliati da un degrado che nel paese aumenta spaventosamente. È bene aggiungere che sul bilancio 2008 (visibile e scaricabile dal blog di VoceNueva-categoria: iniziative “VoceNueva”- post: Ambrosio IV in cifre), la spesa prevista per le politiche giovani è pari a ZERO. Quando un numero dice più di tante parole...!!!»
Una domanda di respiro nazionale. Cosa pensate delle nuove leggi che stanno modificando il mondo degli studenti?
«Il Collettivo è ovviamente sempre attento alle tematiche e i dibattiti nazionali. Abbiamo partecipato a diverse iniziative contro il decreto Gelmini, sia a Roma che a Napoli, perché crediamo che la riforma della scuola vada fatta in Parlamento, discutendo con tutte le parti e non nelle stanze di Arcore con il solo obiettivo di tagliare. Un taglio alla scuola è un taglio al futuro della società!!»
Oggi i media sembrano dare maggiormente spazio alla cronaca nera, trascurando la “questione palestinese”, che per mesi è stata sotto i riflettori dei quotidiani e dei giornali radio e tv. Pensate, dunque, che la vicenda sia ormai in via di risoluzione o che, più sempplicemente, i media glissino su certi argomenti per dare maggiore visibilità a quelli che più attirano l'attenzione degli spettatori?
«Anche in questo caso abbiamo preso una posizione netta e chiara : una piccola delegazione era a Roma a sfilare con tutti coloro che denunciavano gravi violazione dei diritti umani a Gaza. Non siamo pro-palestina o contro-israele a priori, ma siamo per una società civile multirazziale ed interculturale, sicuramente contro qualsiasi forma di violenza o di guerra. Israele ha agito secondo una vecchia regola nazista: per ogni israeliano ucciso, 100 palestinesi. Ancor più agghiacciante è che sono stati uccisi, con armi non convenzionali, bambini e vecchi assolutamente indifesi e privi di ogni responsabilità.»
Blog, videoinchieste, manifestazioni e importanti interviste. Cos'altro si prefissa di realizzare il collettivo per il futuro?
«Il Collettivo continuerà ad impegnarsi su tematiche fondamentali quali ambiente, cultura e legalità. Sicuramente avremo uno sguardo sempre attento sulla politica locale e cercheremo di incidere in ogni modo sulla vita politica del nostro paese. La situazione è chiaramente molto difficile ma molta gente come noi è stanca di tanta incompetenza e pochezza morale. Bisogna aiutarla a reagire!»
Da quali risorse accinge il vostro gruppo per il suo sostentamento?
«Auto-finanziamento e basta. Con i nostri sforzi realizziamo le attività e manteniamo aperto uno spazio di incontro e di crescita per i giovani del nostro paese. Di rado organizziamo delle feste in cui cerchiamo di diffondere la nostra idea di musica, sicuramente diversa dalla pop-disco tradizionale, e di riproporre vecchi miti (intramontabili) del rock, del jazz e del blues.»
Il collettivo «VoceNueva» si sta facendo largo fra i cittadini, riscuotendo un successo sempre più grande nei comuni limitrofi. Come mai non riescono ad avere altrettanta fortuna quei gruppi di giovani che, a differenza vostra, nascono sotto una determinata insegna politica? Non dovrebbero avere la strada più spianata dal punto di vista delle risorse economiche?
«Ognuno raccoglie ciò che semina. “VoceNueva” da alcuni anni agisce secondo una linea politica chiara e coerente con i valori alla base della sua nascita. Probabilmente la gente percepisce la differenza con quanti all’interno di partiti ed altre organizzazioni lavorano a scopi puramente personali e senza portare avanti nessuna battaglia per il paese. Purtroppo quasi sempre inchinarsi di fronte al potere paga, e molti giovani sono disposti a barattare la propria integrità morale per un tozzo di pane.»
Sebbene Ottaviano non sia il vostro paese, probabilmente vi siete fatti un'idea sull'operato dell'Amministrazione Iervolino che da cinque anni regge il Comune. Come pensate che essa abbia lavorato per i giovani?
«Sicuramente la situazione politica di Ottaviano è migliore rispetto all’inagibilità democratica in cui versa il nostro paese, in cui lo squilibrio di potere è tale da impedire il libero gioco democratico. Purtroppo non conosciamo a fondo l'operato dell'Amministrazione di Ottaviano per dare un giudizio. Tuttavia, in merito al sindaco Iervolino, ricordiamo positivamente un intervento ad una nostra manifestazione in cui prese posizione contro la camorra, mentre l’Amministrazione Ambrosio si tenne alla larga. L’istituzione del Forum dei Giovani rappresenta certamente un momento di esercizio democratico per i giovani di Ottaviano che speriamo venga sfruttato nel migliore dei modi.»

3 Comments:
anche io ero presente a quella manifestazione, ed ero presente quando mario ha preso la parola, mentre gli altri non hanno speso una parola contro la camorra.....grande collettivo, continuate cosi, viva vocenueva
Peppe A.
Si, Vocenueva, è l'esempio da seguire. La democrazia che viene dal basso. Propositivi. Informati. Politicizzati ma non imbrigliati nelle maglie partitocratiche. Semplicemente Onesti, Coerenti e Seri. Tanto tempo fa, in uno dei commenti sul Blog http://vocenueva.splinder.com/, invitai il Sindaco di San Giuseppe Vesuviano, Dott. Ambrosio Agostino Antonio, per chi non lo conoscesse, a valorizzare queste risorse umane sul territorio, ad aprire un dialogo con chi propone soluzioni a problematiche reali. Ma dal Sindaco, solo astio!
Forse perchè Vocenueva è l'Unica Voce Libera? Credo proprio di si!
A. Perillo
I ragazzi del collettivo Vocenueva(che non conosco personalmnente) meritano davvero un applauso. Se ad Ottaviano c' è molto da fare, a S. Giuseppe-dalle loro risposte-appare difficile anche solo restare fuori dagli schemi politici locali. Non è cosa da poco cercare di uscire dall' anonimato e schierarsi apertamente, molti preferiscono adeguarsi passivamente a quello che fa la massa. Bravi ragazzi e complimenti per il vostro logo!
Alessandro Annunziata
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