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La tradizione dello «strillonaggio» ad Ottaviano

Riproponiamo a partire da oggi gli articoli pubblicati nel numero de "Il Confronto" di Febbraio, uscito la scorsa domenica e distribuito ad Ottaviano.
Cominciamo con l'articolo sulla famiglia Giugliano, gli storici giornalai di Ottaviano, del nostro Gennaro Di Gennaro. Lunedì non mancate l'appuntamento con un nuovo articolo mentre domani sempre sul nostro sito potrete trovare le ultime notizie da casa Fulgor Octajano, la nostra squadra sempre più prima nel campionato di Serie C2 di calcio a 5. Continuate a seguirci.
Emanuele Ragosta
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A tu per tu con la famiglia Giugliano: gli storici giornalai del nostro paese

di Gennaro Di Gennaro

OTTAVIANO - La famiglia Giugliano porta avanti ancora oggi un’attività che vanta radici storiche.
Cambiano i tempi, cambiano le epoche, cambiano gli uomini, ma a restare immutate sono proprio le tradizioni. Sì, le tradizioni: quelle semplici, pure, quelle che tengono legati alla propria terra e che fanno pensare che oltre al continuo e imperterrito degenerare della realtà verso l’estremo c’è sempre qualcosa che rimanda alle origini. Ottaviano, come ogni altro paese, vive delle proprie tradizioni e ogni cittadino trova nelle stesse il modo di rafforzare il legame che lo tiene ancorato alla sua terra. Chiamatele come volete: usi, costumi, consuetudini, ecc.. è tradizione tutto ciò che con il tempo riesce ad affermarsi come simbolo, caposaldo di una terra, della propria terra. Appurato ciò, è piuttosto evidente per i cittadini ottavianesi che l’attività portata avanti nel campo della vendita dei giornali dalla famiglia Giugliano rappresenta uno degli aspetti peculiari del nostro paese. Radio, televisione, internet; lo sviluppo dei mass-media ha subito una decisa impennata nel corso degli ultimi decenni, ma in fondo tutti amiamo le cose semplici e il giornale, per la sua praticità e potenzialità espressiva, rappresenta lo strumento più efficace per avere una visione immediata e diretta di ciò che accade intorno a noi. La famiglia Giugliano ha saputo cogliere in pieno la capacità mediatica dello strumento cartaceo, rendendosi promotrice di tale cultura. L'attività, che va avanti da più di quattro generazioni, è un vero e proprio simbolo di continuità e costanza, emblema di una tradizione che ha radici molto profonde. «Mio nonno, mio padre, poi io. E adesso l’attività proseguirà con mio figlio Antonio.», racconta Alfonso Giugliano, proprietario dell’edicola in Via Roma. «E la nostra attività non si esaurisce qui. Alla stazione vi è Francesco, mio nipote; in piazza San Francesco, mia cognata e in via Cesare Augusto vi è mio fratello Peppe, con la sua libreria. Possiamo dire in un certo qual modo che la nostra famiglia ha creato una sorta di monopolio», afferma ridendo. «Mio padre morì quando avevo appena sei anni, così mia madre fu costretta a portare sulle spalle il peso dell'intera attività, compiendo innumerevoli sacrifici. Diventati grandi, io e mio fratello Gaetano iniziammo a gestire la vendita, con l’edicola che a quel tempo si trovava nella piazzetta della stazione, ma non dove è posizionata oggi, bensì dove si trova il bar. Fummo noi che iniziammo la vendita dei giornali “porta a porta”, mentre io, in prima persona, effettuavo lo “strillonaggio” delle notizie più importanti della giornata, inizialmente sui treni della Circumvesuviana, successivamente per le strade del paese». Proseguendo in questa carrellata di ricordi, il signor Giugliano confessa ancora: «Ero piccolo quando mio padre morì, ma non posso mai dimenticare i sacrifici che faceva svegliandosi rigorosamente ogni mattina e prendendo il primo treno per Napoli alle 4.30, effettuando così la distribuzione stazione per stazione, da Napoli fino a Sarno. Senza quei sacrifici forse questa attività non sarebbe durata fino ad oggi». Una tradizione lunga e importante ma costernata anche di momenti molto difficili: nel 1976 morì Gaetano Giugliano, colpito da un attacco cardiaco proprio nella sua edicola. Persona squisita che ancora oggi la gente ricorda in maniera encomiabile, non solo come l’Edicolante della stazione, ma soprattutto come un amico, una persona disponibile con la quale era impossibile non avere un rapporto confidenziale. Alla sua morte l’attività fu continuata da Michele, suo figlio, morto anche lui nel 1994 colpito da un fulmine in occasione di un violento temporale. Oggi, a gestire l’edicola ci pensa Francesco che, ricordando il padre e il fratello, afferma: «Nessuno ha mai avuto niente da dire sul conto di mio padre e non lo dico io che sono il figlio, ma è la gente che lo ricorda sempre per la sua genuinità e, in merito a mio fratello, posso solo dire che era il mio esatto contrario per il suo essere riservato e anche fin troppo diligente nelle cose che faceva».
Oggi come oggi, il lavoro dei Giugliano appare solo nella sua essenzialità, ma tutti loro, adoperando il massimo impegno e la massima dedizione, hanno saputo renderlo alla stregua di una vera e propria missione, costernata, sì, di momenti duri e difficili, ma sempre volta ad assicurare un servizio efficiente ai loro clienti che non possono non essere riconoscenti agli storici giornalai per l'impegno profuso negli anni.
Gennaro Di Gennaro

2 Comments:

Anonimo said...

zio peppeeeeeeee...sei il migliore!

Anonimo said...

Giornalaio sei il più bello della stazione!
Comprate i vostri giornali solo da Francesco...vi farà un bello sconto...specialmente ora che sta rinnovando la sua bellissima edicola.