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Diario tragicomico di un pendolare sui treni della Circumvesuviana


E' trascorsa una settimana da quando abbiamo intrapreso questa nuova linea giornalistica, dedicata eminentemente ai giovani. Si è parlato di possibilità lavorative ad Ottaviano e in generale nel Sud Italia. Vogliamo, questa volta, porre l'accento su un altro problema di non minor rilevanza, che è quello che riguarda tutti coloro i quali, e soprattutto gli studenti, debbano far frequente ricorso alla Circumvesuviana, validissimo mezzo di trasporto pubblico, che nasce addirittura nel lontano 1890, che gestisce i transiti ferroviari della provincia di Napoli (offrendo servizio anche ad alcuni paesi della provincia di Salerno e Avellino) e che è dotato di ben 6 linee con 96 stazioni. Insomma una vera e propria metropolitana leggera provinciale. A raccontarla così, sembra davvero una realtà fantastica, piegata alle necessità del cittadino. Eppure, come è “giusto” che sia per noi del Sud, anche questo bel dipinto non è altro che un quadro di lontananza.
Vi vogliamo, pertanto, raccontare la giornata tipo di uno studente che usufruisce dei servizi della Circumvesuviana per più giorni a settimana, attraverso una sorta di diario di viaggio.
Ore 6,40.
Sta per cominciare un'altra giornata di studio. E' ancora presto, ma la ressa alla biglietteria è fitta. Siamo tutti in attesa del quarto treno di oggi, diretto verso Napoli. Mi caccio le mani nelle tasche, alla ricerca delle monetine per acquistare il biglietto (uno per l'andata e uno per il ritorno chiaramente). Monetine poi.. forse quattro o cinque anni fa ancora ce la si faceva con gli spiccioletti a comprarsi un biglietto. Ora, dopo due rincari consecutivi di 0,10 centesimi (grazie, cara Finanziaria Regionale 2008!), ci costa ben 2,40 € l'uno. Per cui si fa prima a pagare in banconote da 5, volendo.
E pensare che con tutti i soldi spesi per i biglietti di un anno accademico (circa 400€, senza contare i viaggi extra durante le sessioni d'esame), ci si potrebbe pagare una parte dei libri occorrenti all’istruzione universitaria!
Pago, ritiro i tickets e ne oblitero uno. Accidenti! Avrei voluto obliterarlo, ma stamane pare che la macchinetta faccia i capricci. Chiedo in biglietteria cosa devo fare ora per convalidarlo. Certo, mica è un loro problema che l'obliteratrice è fuori servizio!! Ce ne fossero due almeno...
Devo cercare un controllore sul treno... Bene, che fortuna! Spesso e volentieri non c'è traccia di controllori a quest'ora, ma se arrivo a Napoli senza convalida e mi beccano, allora mi tocca anche pagare! Guarda tu...
Ore 6,53.
Siamo già in leggero ritardo. I treni a quest'ora sono stracolmi di pendolari, fra studenti e lavoratori. Speriamo non ci metta troppo.
Guardo un po' il biglietto. Il Golfo di Napoli stampato su. Certo, però, che è bello grande! In altre regioni, come già nel Lazio, il biglietto è piccolo, stretto, essenziale, ecco. Napoli si concede il lusso di emettere tickets di questa grandezza, disegnati e colorati... sarebbe meglio stampare dei biglietti di taglia ridotta e scarni, o magari mettere in circolazione delle tessere magnetiche ricaricabili. Almeno così non sono costretti a far rientrare le spese colpendo noi col costo del biglietto in rialzo. Bah...
Ore 6,56.
Finalmente si sale. Come previsto non c'è un posto libero! Quaranta minuti di viaggio in piedi, con questa borsa pesante. Che disdetta...! Mi domando se non sia possibile aumentare il numero dei treni in corsa, almeno negli orari di punta! O magari eliminare questi spazi divisori fra gli scompartimenti di un vagone, e aggiungere delle sedute. Ora mi tocca cercare un controllore, se voglio evitare una multa, ma ovviamente non se ne vedono! Alla prossima fermata mi sposto nella carrozza del conducente e chiedo a lui una convalida.
Ore 7,20.
Siamo sempre più affollati qui! Devo mantenermi in bilico quasi contro una porta, che oltretutto ha una guarnizione decisamente rotta e fatica anche ad aprirsi! Santo cielo, come faccio a far spazio a questo tipo che sale? Mi schiaccio contro un corrimano, fra due studenti decisamente infastiditi dalla fiumana, stando attenta a non pestare i piedi a nessuno.
Posizione scomodissima, sembriamo i pezzi di un Tetris, e mi sta venendo un gran mal di schiena!
Ore 7,38.
Finalmente è finita la corsa del treno.. e ora tocca a me correre per prendere i posti in aula.
Che stress ogni mattina!
Ore 13,20.
Sono sulla banchina della stazione terminale, in attesa del treno per tornare ad Ottaviano.
Ha anche preso a piovere forte! Ci mancava solo questa. Spero che la corsa non rallenti drasticamente.
Però è una fortuna prendere il treno da qui, visto che alla stazione centrale di Garibaldi c'è sempre così tanta gente che si finisce per litigare per i posti o per farsi male tra spintoni e gomitate! Infatti molti studenti si spostano da lì alla terminale per trovare posti a sedere ed evitare la ressa opprimente.
Scelgo una carrozza, la più vuota. Mi siedo. Ma che... toh! Guarda un po' qui! Un bel chewingum sotto il sedere! Ma nessuno li pulisce questi dannati treni?! Non dovrebbe esserci un'impresa di pulizie? O si aspettano Natale e Pasqua per tirare a lucido questi vagoni?! Bah.. Mi vien da pensare che sia meglio starsene in piedi, visto il regalo gradito che mi hanno fatto!
Cambio posto, che è meglio.
Ore 13,32.
Finalmente si parte. Tra due minuti saremo alla stazione centrale e Dio sa che c'aspetta lì sotto.
Eccoci qua... mamma mia! Ma son tutti diretti a Sarno questi qui?! E dove ci mettiamo adesso?
Per fortuna stavolta ho il mio spazietto “comodo”.. e guarda laggiù! Gente anche nei corridoietti fra i sedili, in piedi e storta. Che sfortuna....
Ore 13,50.
Il treno si sta fermando troppo spesso... questa pioggia non ci voleva! E faccio fatica a capire dove ci troviamo, dato che il mio finestrino è del tutto oscurato da “artisticissimi murales”, senza contare che non si apre neppure! Che assurdità.. ma non dovrebbero esserci i segnalatori acustici delle fermate? Quelle vocine metalliche e aggraziate che leggono in italiano e in inglese la fermata attuale e la prossima? Macché.. devono essersi rotti anche quelli!
Ore 14,01.
Chi è che prorompe in tali grida di disgusto?! Mi volto. Una ragazza ben vestita, quasi in lacrime, si guarda gli abiti e si tocca i capelli con una faccia inorridita ed arrabbiata: è tutta fradicia di un'acquetta lurida, nera: l'acqua piovana che ha camminato attraverso il grasso e lo sporco delle giunture del treno le è caduta addosso. E' davvero una Giungla questo viaggio! Bisogna tenere l'ombrello aperto anche nel treno! Manutenzione zero! Come se non bastasse già stare in piedi, schiacciati, snervati, stanchi.. ora anche bagnati! Eppure questo non è affatto uno spettacolo nuovo! Nessuno prende provvedimenti per riparare le parti guaste? Ci si preoccupa solo del motore in avaria (che, ebbene sì, capita anche che giochi dei tiri loschi e ci costringa a star fermi minuti e minuti fino a dover cambiare treno!)? E nessuno ha a cuore noi, poveri passeggeri malcapitati?
Stendiamo un velo pietoso.
Ore 14.13.
Sia ringraziato il cielo! E' finita anche questa giornata. Mi domando come sia possibile avvertire quasi come più difficile il viaggio in treno che la mattinata di studio!
Scendo nel sottopassaggio. Ouf.. che odore nauseabondo! Oltre alle pozzanghere dovute alla pioggia, pare che qui sotto si debba far attenzione anche ai laghetti di piscio! E' davvero il colmo! Ma a nessuno importa di tenere a badi i teppistelli?! Che poi, ci va anche di lusso se non li troviamo appostati sulla banchina a fumare o a sputare in testa ai passanti!
A questo punto, meglio fare le lotte per cercare un posto auto davanti alla facoltà o imbottigliarsi nel traffico, piuttosto che costringersi a questo scempio quotidiano!
Che mondo...
E' una testimonianza veritiera, che certamente può essere sentita propria da tutti coloro i quali affrontano ogni giorno il via-vai ferroviario.
In questo frangente storico, dove l’uso del mezzo privato diventa sempre più un lusso per il costo del carburante, delle assicurazioni e dei parcheggi, un rinnovamento della rete ferroviaria locale, ormai sempre di più nevralgica nel sistema dei trasporti campani sarebbe non solo opportuno, ma necessario.
E poi i costi, almeno per la fascia degli studenti dovrebbe essere ancora più ridotti, dirottando soldi che vengono dilapidati per finanziare opere infrastrutturali inutili verso la riduzione dei costi soprattutto per gli abbonamenti per studenti e lavoratori. Quello che dovrebbe essere un mezzo “pubblico” alla portata di tutti finisce per essere sempre di più un ulteriore aggravio di spese per tanti studenti e famiglie.
Tirando le somme, dunque, possiamo solo constatare un'altra falla nei confronti dei giovani, soprattutto quelli dei ceti meno abbienti che desiderano proseguire i loro studi post universitari, e che devono arrancare in un mare per loro troppo grosso, senza che lo Stato lanci loro scialuppe di salvataggio per accomodare, almeno quanto basta, il loro viaggio.
Infine è doveroso sottolineare che il potenziamento e l’implementazione di questo tipo di trasporto pubblico favorirebbe la diminuzione dei veicoli diretti dalla provincia alla città di Napoli, con l’abbattimento della circolazione di veicoli sicuramente più inquinanti dei treni che sono a trazione elettrica.





Anna Ragosta

20 Comments:

Anonimo said...

uau...la vorrei conoscere questa corrispondente...Gianni...

Anonimo said...

anche io la vorrei conoscere...posso avere il tuo numero di telefono...Giuseppe G.

Anonimo said...

VABE..SE VUOI TE LO POSSO DARE IO..GIANNI.

Anonimo said...

azz che piezz i femmina...

Anonimo said...

Commentiamo l'articolo, che dite?

Anonimo said...

Capre!

Anonimo said...

capre fasciste

Anonimo said...

noi studenti i prezzi ce li abbassiamo da soli:come?non facendoci il biglietto o usando lo stesso all'andata e al ritorno.Ci si aspetterebbe ke con l'aumento dei prezzi del biglietto,migliori il servizio...macchè!e io dovrei fare il biglietto per un servizio scadente e arricchire chi,a quanto pare,i soldi se li mette in saccoccia???

Anonimo said...

Io ti do ragione, anonimo numero 8. Capisco la tua rabbia, il tuo disappunto e soprattutto il tuo rifiuto nel dare euro a chi ci offre solo disservizi! Sapessi quante e quante volte l'ho pensato anche io (hai presente quei treni estivi di Trenitalia, diretti nelle località balneari come Paestum, Camerota, ecc ecc? Bene. Ti vien voglia di strozzare i responsabili per i soldi che spendi per il biglietto e per il viaggio in condizioni disumane, in piedi e con la gente appiccicata addosso e per di più con le valigie!!! Il pensiero di non fare più il biglietto mi ha sfiorato spessissimo...) Ma la questione è che non pagando non risolveremo mai nulla. Bisognerebbe attivarsi in maniera concreta, farsi sentire tutti assieme. Perché non pagando andiamo solo ad aggravare il bilancio degli importi e a contribuire ai rincari. E poi resta sempre una battaglia personale. Quindi, SI alla lotta di massa :) Che spero sempre non resti un'utopia bella e buona

Anonimo said...

p.s.

Anna Ragosta - Il Confronto

Anonimo said...

mamma che femmina,però era meglio la foto di prima, più fresca...questo primo piano troppo primo non mi piace

Anonimo said...

ma io sta tipa la so

Anonimo said...

Mamma miaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa :@:@:@:@:@:@:@:@:@:@:@:@:@:@ >.<

Anonimo said...

w il confronto!

Anonimo said...

cara anna,tu ottavianese come me,dovresti purtroppo sapere come il termine "lotta" e soprattutto "costruttiva" non sia tanto assonante con "ottaviano"...purtroppo!la mia voleva essere una provocazione anke se non ti nascondo ke a volte vedere questa situazione di stasi ti fa rabbia e ti fa pensare "chissene frega!" ma,a parte questo,meno male che ci sono alcuni (poki) i quali credono ancora che,facendo sentire la propria voce e mostrandosi o meglio essendo partecipi ed attivi,qualcosa possa cambiare!sono quindi daccordo con te e sarebbe positivo e costruttivo stimolare,invogliare anche altri giovani...sai,penso che lo slogan di Obama "Yes we can" tradotto poi da Weltroni,non sia poi cosi sbagliato...penso ke si può fare..basta solo voler fare!

Anonimo said...

Veltroni...scusate x l'errore

Anonimo said...

Sono nuovamente d'accordo con quanto affermi, anonimo ( magari se ti firmi siamo più contenti ehehe:-) ). La situazione politica italiana, nazionale e locale, sappiamo in che acque navighi e quanta melma la caratterizzi, ma affrontare i problemi senza entusiasmo e senza ottimismo, di sicuro non ci porterà a migliorarla. Almeno, che serva davvero a qualcosa o meno, potremo dire un giorno "ci abbiamo provato". Starsene a braccia conserte e subire non è un atteggiamento costruttivo :-)
A presto,

Anna Ragosta, Il Confronto

Anonimo said...

anna sei fresca

Anonimo said...

embè????

Anonimo said...

brav embè??? a noi che ci frega se è bella o brutta????