Una notizia interessantissima per tutti gli appassionati di arte e cultura e per i semplici curiosi delle bellezze vesuviane tratta da www.ilmediano.it e che riportiamo in maniera integrale.
Nuove visite guidate alla Villa romana. Un’abside affrescata, un busto di satiro, recipienti per il vino, una misteriosa iscrizione: queste le ultime scoperte. E da Tokyo arriva una postazione virtuale per ricostruire la dimora nell’epoca dei suoi fasti.
È senza dubbio l’appuntamento culturale di punta nel territorio di Somma Vesuviana: dopo la campagna di scavi estiva, riapre al pubblico la Villa romana che l’università di Tokyo sta portando alla luce nei pressi della stazione Circumvesuviana di Mercatovecchio. Un evento che si ripete ormai da svariati anni, per mostrare ai cittadini i nuovi ritrovamenti in cui si è imbattuta l’èquipe italo-giapponese coordinata dal professor Masanori Aoyagi. Il calendario delle visite comprende sabato 27 settembre (ore 16-18), domenica 28 (9-13 e 16-18), sabato 4 e domenica 5 ottobre (stessi orari). Non c’è prenotazione, tranne che per le scuole, le cui visite sono in calandario di sabato mattina. A fare da ciceroni saranno i volontari della Pro Loco Somma, delle associazioni Dioniso e P.O. Box. Parecchie le novità di quest’anno. La prima: da Tokyo è arrivata una postazione virtuale per vedere la ricostruzione della villa com’era nell’epoca dei suoi fasti, cioè nei primi secoli dopo Cristo. I visitatori potranno indossare speciali occhialini per questa esperienza davvero inedita. Poi, ci sono i nuovi ritrovamenti degli ultimi mesi, che si aggiungono al complesso monumentale già emerso negli anni scorsi. E’ stato completato lo scavo di una seconda abside affrescata che si aggiunge a quella già nota: questo nuovo ambiente è impreziosito da un mosaico con figure geometriche e da pareti e volte affrescate con scene campestri. E’ la conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che si tratta di una residenza fastosa, appartenuta a una potente famiglia dell’epoca imperiale.Poi, la straordinaria scoperta di una cisterna piena di materiale accantonato nell’ultima fase di vita di questa dimora patrizia, che prima di essere sepolta dal vulcano, nel quinto secolo dopo Cristo, si ritrovò decaduta a masseria agricola negli anni della decadenza dell’Impero. E così, resti di statue e di decorazioni marmoree sono state trovati all’interno di questo recipiente: in particolare, un busto di satiro, con i genitali ben in vista: una compagnia immancabile per il Dioniso già portato alla luce. E non solo: accanto alle colonne monumentali, si scorgono dei dolia, cioè giare per il vino. Piantate quasi per intero nel terreno, sono ancora ermeticamente sigillate con un coperchio di cocci e malta e emanano odore di zolfo. Un mistero nel mistero: l’ipotesi è che la villa fosse ancora adoperata, anche se come cantina, quando fu coperta dall’eruzione. Insomma, una straordinaria commistione tra fasto e masserizie, che – c’è da giurarlo – affascinerà schiere di studiosi. Spezzato, poi, finalmente l’inquietante “silenzio” del sito archeologico per quanto riguarda le testimonianze scritte. Nessuna iscrizione rinvenuta, fino a poche settimane fa, quando è saltato fuori un frammento di marmo con un’epigrafe: i ricercatori mantengono ancora il riserbo su questa scoperta, che potrebbe aiutare a fare luce sugli enigmi che ruotano intorno alla storia della villa.
Autore: Luigi Mosca
Nuove visite guidate alla Villa romana. Un’abside affrescata, un busto di satiro, recipienti per il vino, una misteriosa iscrizione: queste le ultime scoperte. E da Tokyo arriva una postazione virtuale per ricostruire la dimora nell’epoca dei suoi fasti.
È senza dubbio l’appuntamento culturale di punta nel territorio di Somma Vesuviana: dopo la campagna di scavi estiva, riapre al pubblico la Villa romana che l’università di Tokyo sta portando alla luce nei pressi della stazione Circumvesuviana di Mercatovecchio. Un evento che si ripete ormai da svariati anni, per mostrare ai cittadini i nuovi ritrovamenti in cui si è imbattuta l’èquipe italo-giapponese coordinata dal professor Masanori Aoyagi. Il calendario delle visite comprende sabato 27 settembre (ore 16-18), domenica 28 (9-13 e 16-18), sabato 4 e domenica 5 ottobre (stessi orari). Non c’è prenotazione, tranne che per le scuole, le cui visite sono in calandario di sabato mattina. A fare da ciceroni saranno i volontari della Pro Loco Somma, delle associazioni Dioniso e P.O. Box. Parecchie le novità di quest’anno. La prima: da Tokyo è arrivata una postazione virtuale per vedere la ricostruzione della villa com’era nell’epoca dei suoi fasti, cioè nei primi secoli dopo Cristo. I visitatori potranno indossare speciali occhialini per questa esperienza davvero inedita. Poi, ci sono i nuovi ritrovamenti degli ultimi mesi, che si aggiungono al complesso monumentale già emerso negli anni scorsi. E’ stato completato lo scavo di una seconda abside affrescata che si aggiunge a quella già nota: questo nuovo ambiente è impreziosito da un mosaico con figure geometriche e da pareti e volte affrescate con scene campestri. E’ la conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, che si tratta di una residenza fastosa, appartenuta a una potente famiglia dell’epoca imperiale.Poi, la straordinaria scoperta di una cisterna piena di materiale accantonato nell’ultima fase di vita di questa dimora patrizia, che prima di essere sepolta dal vulcano, nel quinto secolo dopo Cristo, si ritrovò decaduta a masseria agricola negli anni della decadenza dell’Impero. E così, resti di statue e di decorazioni marmoree sono state trovati all’interno di questo recipiente: in particolare, un busto di satiro, con i genitali ben in vista: una compagnia immancabile per il Dioniso già portato alla luce. E non solo: accanto alle colonne monumentali, si scorgono dei dolia, cioè giare per il vino. Piantate quasi per intero nel terreno, sono ancora ermeticamente sigillate con un coperchio di cocci e malta e emanano odore di zolfo. Un mistero nel mistero: l’ipotesi è che la villa fosse ancora adoperata, anche se come cantina, quando fu coperta dall’eruzione. Insomma, una straordinaria commistione tra fasto e masserizie, che – c’è da giurarlo – affascinerà schiere di studiosi. Spezzato, poi, finalmente l’inquietante “silenzio” del sito archeologico per quanto riguarda le testimonianze scritte. Nessuna iscrizione rinvenuta, fino a poche settimane fa, quando è saltato fuori un frammento di marmo con un’epigrafe: i ricercatori mantengono ancora il riserbo su questa scoperta, che potrebbe aiutare a fare luce sugli enigmi che ruotano intorno alla storia della villa.
Autore: Luigi Mosca

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