OTTAVIANO-SAN GENNARELLO: UNA QUESTIONE SPINOSA
Dal 1984 ad oggi sembra che il tempo non siamo trascorso: stessi problemi, stessi dibattiti.Ottaviano 26 aprile 1987: si decide sull’autonomia della frazione di san Gennarello attraverso un referendum popolare, 14801 votanti, 4716 della frazione: RISULTATO: a votare si recano il 20% degli aventi diritto ad Ottaviano centro ed il 90% degli abitanti della frazione, partecipi in massa alla votazione che avrebbe sancito il loro destino, votanti complesisvi 6643, il 46% degli aventi diritto….CONCLUSIONE: LA PROPOSTA DECADE.Ottaviano, novembre 2007, vent’anni dopo: sembra che quel voto sia stato praticamente controvertito. Non ci sono carte che hanno stabilito la separazione, nessun atto, nessuna carta bollata, eppure nella pratica Ottaviano e San Gennarello sono due entità completamente staccate. Non si parla di incompatibilità, si parla piuttosto di una situazione che le varie amministrazioni hanno lasciato fluire senza fermarsi un attimo e riflettere. Oggi come oggi. i cittadini dei due comuni non si riconoscono sotto la stessa egida e ciò possiamo senza dubbio affermare è stato soprattutto causato dalla carente tutele amministrativa riservata agli abitanti della periferia sud del comune.. Ormai, e non è uno scherzo, sembra che il comune di Ottaviano, a sud, sia delimitato dal passaggio a livello della Ferrovia dello Stato, cosa banale ma che altro non è che la mentalità comune. Gli abitanti posti al di là del “confine” sono appartenenti ad un’altra entità territoriale, un’entità astrusa e particolare che nella realtà non esiste affatto. Questo è il problema più drammatico: Le amministrazioni comunali, nel corso di questi 20 anni hanno praticamente abbandonato a stessa la frazione, sancendo una separazione se non effettiva, ma quantomeno di fatto. Le “continue” decisioni (…) prese in sede comunale hanno riguardato fin troppe volte la tutela della zona storica del comune e soltanto raramente l’occhio è stato posto alle necessità di quella parte del comune tagliata praticamente fuori dai giochi della vita comunale. Le parole sono fin troppe volte fine a se stesse, passiamo ai fatti, o meglio a cio che non è stato fatto dalle amministrazioni che si sono susseguite. Tema della sicurezza: quante volte abbiamo trovato pattuglie di vigili dispiegate in massa nella zona centrale del comune, come nemmeno nelle più importanti manifestazioni nazionali,un servizio ammirevole non c’è dubbio, ma in periferia i risultati negli stessi momenti cosa segnavano? Uno zero impietoso! Zero controlli, Zaro pattuglie, cittadini praticamente abbandonati a loro stessi e al loro destino. Andiamo ancora avanti: tema dell’urbanistica: Ottaviano-centro ormai è oggetto di un ingente lavoro di ammodernamento con un dispiego di forza lavoro allucinante che sta creando non pochi problemi alla viabilità ottavianese. Bene, benissimo, tutto ciò sia fatto per il bene del paese, Ma per San Gennarello?? Dopo i lavori che hanno riorganizzato la zona circostante l’ufficio postale, si stentano a ricordare opere tese in questo senso, opere realmente decisive e importanti. Ma non basta: passiamo alle manifestazioni comunali. Durante la festività riguardanti il santo patrono di Ottaviano, il centro del comune diventa una sorta di “ vera e propria bomboniera”: luci, manifestazioni di genere vario, concerti e San Gennarello? Resta sempre la stessa, cupa come non mai al cospetto del contr’altare ottavianese. Tutte queste non sono parole, sono fatti concreti, che non sono altro che la rassegna drammatica della situazione comunale, fatti che hanno segnato in maniera tangibile la mentalità delle persone. Come fa un cittadino a sentirsi appartenente ad un comune che non lo tutela nella maniera opportuna e dovuta? Sono parole dure e aspre, quelle pronunciate, ma non sono altro che la rappresentazione della realtà. Che bisogno ci sarebbe stato nel 1987 per esempio di una nuova richiesta di autonomia avanzata dagli abitanti della frazione? Il problema c’è e va risolto: non si parla di trovare delle soluzioni estreme o provvedimenti che portino alla separazione: c’è bisogno di avere coscienza di ciò che si fa e soprattutto di quello che non viene fatto e soprattutto di trovare soluzioni eque che tutelino tutti: EST MODUS IN REBUS disse Orazio, noi cittadini ottavianesi auspichiamo ad un giusta misura, una giusta soluzione che ci permetti di vivere tutti e dico tutti, senza distinzioni, nelle condizioni migliori. LA SPERANZA è l’ultima a morire…
Gennaro Di Gennaro
Dal 1984 ad oggi sembra che il tempo non siamo trascorso: stessi problemi, stessi dibattiti.Ottaviano 26 aprile 1987: si decide sull’autonomia della frazione di san Gennarello attraverso un referendum popolare, 14801 votanti, 4716 della frazione: RISULTATO: a votare si recano il 20% degli aventi diritto ad Ottaviano centro ed il 90% degli abitanti della frazione, partecipi in massa alla votazione che avrebbe sancito il loro destino, votanti complesisvi 6643, il 46% degli aventi diritto….CONCLUSIONE: LA PROPOSTA DECADE.Ottaviano, novembre 2007, vent’anni dopo: sembra che quel voto sia stato praticamente controvertito. Non ci sono carte che hanno stabilito la separazione, nessun atto, nessuna carta bollata, eppure nella pratica Ottaviano e San Gennarello sono due entità completamente staccate. Non si parla di incompatibilità, si parla piuttosto di una situazione che le varie amministrazioni hanno lasciato fluire senza fermarsi un attimo e riflettere. Oggi come oggi. i cittadini dei due comuni non si riconoscono sotto la stessa egida e ciò possiamo senza dubbio affermare è stato soprattutto causato dalla carente tutele amministrativa riservata agli abitanti della periferia sud del comune.. Ormai, e non è uno scherzo, sembra che il comune di Ottaviano, a sud, sia delimitato dal passaggio a livello della Ferrovia dello Stato, cosa banale ma che altro non è che la mentalità comune. Gli abitanti posti al di là del “confine” sono appartenenti ad un’altra entità territoriale, un’entità astrusa e particolare che nella realtà non esiste affatto. Questo è il problema più drammatico: Le amministrazioni comunali, nel corso di questi 20 anni hanno praticamente abbandonato a stessa la frazione, sancendo una separazione se non effettiva, ma quantomeno di fatto. Le “continue” decisioni (…) prese in sede comunale hanno riguardato fin troppe volte la tutela della zona storica del comune e soltanto raramente l’occhio è stato posto alle necessità di quella parte del comune tagliata praticamente fuori dai giochi della vita comunale. Le parole sono fin troppe volte fine a se stesse, passiamo ai fatti, o meglio a cio che non è stato fatto dalle amministrazioni che si sono susseguite. Tema della sicurezza: quante volte abbiamo trovato pattuglie di vigili dispiegate in massa nella zona centrale del comune, come nemmeno nelle più importanti manifestazioni nazionali,un servizio ammirevole non c’è dubbio, ma in periferia i risultati negli stessi momenti cosa segnavano? Uno zero impietoso! Zero controlli, Zaro pattuglie, cittadini praticamente abbandonati a loro stessi e al loro destino. Andiamo ancora avanti: tema dell’urbanistica: Ottaviano-centro ormai è oggetto di un ingente lavoro di ammodernamento con un dispiego di forza lavoro allucinante che sta creando non pochi problemi alla viabilità ottavianese. Bene, benissimo, tutto ciò sia fatto per il bene del paese, Ma per San Gennarello?? Dopo i lavori che hanno riorganizzato la zona circostante l’ufficio postale, si stentano a ricordare opere tese in questo senso, opere realmente decisive e importanti. Ma non basta: passiamo alle manifestazioni comunali. Durante la festività riguardanti il santo patrono di Ottaviano, il centro del comune diventa una sorta di “ vera e propria bomboniera”: luci, manifestazioni di genere vario, concerti e San Gennarello? Resta sempre la stessa, cupa come non mai al cospetto del contr’altare ottavianese. Tutte queste non sono parole, sono fatti concreti, che non sono altro che la rassegna drammatica della situazione comunale, fatti che hanno segnato in maniera tangibile la mentalità delle persone. Come fa un cittadino a sentirsi appartenente ad un comune che non lo tutela nella maniera opportuna e dovuta? Sono parole dure e aspre, quelle pronunciate, ma non sono altro che la rappresentazione della realtà. Che bisogno ci sarebbe stato nel 1987 per esempio di una nuova richiesta di autonomia avanzata dagli abitanti della frazione? Il problema c’è e va risolto: non si parla di trovare delle soluzioni estreme o provvedimenti che portino alla separazione: c’è bisogno di avere coscienza di ciò che si fa e soprattutto di quello che non viene fatto e soprattutto di trovare soluzioni eque che tutelino tutti: EST MODUS IN REBUS disse Orazio, noi cittadini ottavianesi auspichiamo ad un giusta misura, una giusta soluzione che ci permetti di vivere tutti e dico tutti, senza distinzioni, nelle condizioni migliori. LA SPERANZA è l’ultima a morire…
Gennaro Di Gennaro

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rgfff
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