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Ma il Consiglio Regionale è sempre più rosa…

di Alessandro Annunziata

Tra i tanti segnali che giungono dalle ultime elezioni uno in particolare desta l’attenzione generale: il nuovo Consiglio regionale si tinge di rosa. Ben 13, infatti, le donne elette.

E’ stata determinante in tal senso la legge elettorale campana, che ha imposto di dare almeno un voto ad un candidato donna nel caso si fosse optato per la doppia preferenza.

Così, dallo scrutino, vincitrice assoluta è risultata il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna: 55470 preferenze. Un plebiscito ed un record assoluto in Italia; difficile non immaginare un suo ruolo di primo piano in Campania. Solo in futuro però, poiché è orientata a mantenere la carica di Ministro, non potendo cumularle entrambe. Ci sono poi Sandra Lonardo, eletta, stavolta, tra le fila del centro-destra ed Alessandra Mussolini. In tutto i Consiglieri “rosa” eletti sono 13: 7 per il PDL, 3 per il PD, 1 per UDC, UDEUR e IDV.

Merito della legge elettorale si diceva. Ma a questo punto è lecito chiedersi se un Consiglio Regionale più rosa sia, per ciò solo, garanzia di efficienza e di maggiore concretezza nell’affrontare i (tanti) problemi della nostra terra. Interventi visibili e, soprattutto, tempestivi saranno l’unica risposta a chi teme che il meccanismo introdotto nella nuova legge elettorale costituisca solo l’ennesima operazione di facciata dei partiti politici per riacquistare credibilità.

Alla luce del forte astensionismo, probabilmente sarebbe stato preferibile che la legge elettorale impedisse di candidare nelle liste persone condannate con sentenza passata in giudicato per reati diversi da quelli d’opinione. Se ne discute da tanto. Evidentemente manca la volontà politica di farlo.

Tornando alle quote rosa, però, qualche nota lieta c’è: sono state elette Anna Petrone PD, prima disabile ad entrare a Palazzo S.Lucia, e Mafalda Amente UDC 29 anni, la più giovane del Consiglio. La prima avrà la storica opportunità di avvicinare la politica ai meno fortunati, la seconda di rappresentare i problemi della gioventù campana, afflitta da precariato e disoccupazione cronica. Certo che se era necessario che i partiti candidassero un diversamente abile ed un under 30 perché si accendessero i riflettori su queste realtà, ci vorrà molto più di questa legge elettorale per migliorare la politica campana.

In politica dovrebbero contare le idee, i progetti e, più di tutto, i risultati raggiunti. Nella campagna elettorale che si è appena conclusa tutto questo non c’è stato, anche a causa delle note vicende che hanno portato ad oscurare i programmi di approfondimento politico in Tv. Tutto ciò (ma non solo, ovviamente) ha fatto sì che a guadagnare seggi fossero i partiti più forti e più ricchi a spese degli altri: Movimento 5 stelle e Federazione delle Sinistre, cui sono rimaste le briciole.

E così un Consiglio Regionale più rosa entusiasmerà certo le femministe, ma per fermare la diaspora dei nostri coetanei verso il Centro-Nord, per arginare la criminalità, per fermare l’avvelenamento quotidiano del territorio e salvaguardare la salute dei cittadini c’è bisogno di un Consiglio Regionale molto determinato, e che il nuovo lo sia va dimostrato sul campo, al di là degli slogan.

1 Comment:

Anonimo said...

Trovo "l'obbligo" delle quote e delle preferenze rosa un'autentica ca...... Ben vengano le donne in tutte le amministrazioni, purchè facciano la stessa strada dei maschi ! Del resto, le donne, si sono già fatte la strada da sole in moltissimi settori senza alcuna imposizione (es.: nelle banche, nella scuola, negli ospedali, in TV, ecc.ecc.)
L'obbligo non è stato necessario nemmeno 60/anni fa (es.Nilde Iotti); se poi vogliamo "imporre" per legge le quote, facciamolo sempre e per tutti, anche dove le donne dominano incontrastate(es.: nella scuola).