di Fabiana Pirone
Il giorno 19 Marzo 2010: 16 alunni della Scuola Secondaria I grado “D’Annunzio/Scotellaro”di Ottaviano, accompagnati dai docenti Prof.ssa Prevete Carmela, referente alla legalità e il Prof. Pizza Pasquale,vicario, sono partiti dalla stazione Garibaldi di Napoli con il treno speciale per Milano per partecipare alla XV Giornata Nazionale della memoria e dell’impegno.
I compartimenti assegnati 1-2-3 della terza carrozza erano dedicati a Mimmo Beneventano, consigliere comunale del PCI ad Ottaviano, Pasquale Cappuccio, consigliere socialista ad Ottaviano e Ciro Rossetti, giovane operaio dell’Alfasud che con la malavita della zona non aveva nulla da spartire.
"Camminare nel corteo di libera, insieme con un mare di ragazzi e ritrovarsi in Piazza Duomo con i parenti dei caduti di mafia dava la sensazione consolante di vivere in un paese che vuole diffondere la cultura della legalità, promuovere la giustizia,restituire ai cittadini la loro dignità e porre il fenomeno delle criminalità organizzata all’attenzione di tutti. La nostra partecipazione è stata un modo per non dimenticare, per dire basta alle mafie." Questo ci ha detto la prof.ssa Prevete Carmela, promotrice dell'iniziativa.
I compartimenti assegnati 1-2-3 della terza carrozza erano dedicati a Mimmo Beneventano, consigliere comunale del PCI ad Ottaviano, Pasquale Cappuccio, consigliere socialista ad Ottaviano e Ciro Rossetti, giovane operaio dell’Alfasud che con la malavita della zona non aveva nulla da spartire.
"Camminare nel corteo di libera, insieme con un mare di ragazzi e ritrovarsi in Piazza Duomo con i parenti dei caduti di mafia dava la sensazione consolante di vivere in un paese che vuole diffondere la cultura della legalità, promuovere la giustizia,restituire ai cittadini la loro dignità e porre il fenomeno delle criminalità organizzata all’attenzione di tutti. La nostra partecipazione è stata un modo per non dimenticare, per dire basta alle mafie." Questo ci ha detto la prof.ssa Prevete Carmela, promotrice dell'iniziativa.
Un applauso a minifestazioni di questo genere, che accompagnano i ragazzi, nell'età più critica, quella della crescita, e li instradano verso il difficile cammino della lotta contro la criminalità. Insegnare vuol dire anche e soprattutto trasmettere, oltre al sapere, anche i valori del vivere sociale, vuol dire far si che gli uomini del domani sappiano distinguere il bene dal male e scegliere ciò che giusto, anche se spesso è la cosa più difficile. E in questo, le scuole ottavianesi, sono impegnatissime.


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