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"Il Cecchino e la bambina", emozioni e ricordi di un inviato di guerra

di Fabiana Pirone e Gennaro Di Gennaro


E' un piacere poter fare un applauso all'Amministrazione per la manifestazione di chiusura organizzata ieri, presso il Teatro Tenda, con la collaborazione del liceo classico A.Diaz. Promotore dell'evento Mimmo Caputo, che ha personalmante contattato il giornalista Franco Di Mare per la presentazione del suo libro "Il Cecchino e la Bambina".



La manifestazione, che ha visto la partecipazione massiccia ed attiva di ragazzi , si apre con i discorsi introduttivi del Sindaco Iervolino, che sottolinea quanto importante sia la sensibilizzazione della popolazione sul tema della legalità ("Il sonno della ragione e del cuore genera mostri"), dell'Ass. Caiazzo, che applaude alla presenza di tanti giovani, così fortemente attenti alle problematiche della nostra società, e dell'Ass. Torrà, che nel convincimento che i giovani sono il futuro, definisce il libro come modello di educazione civica moderna.

Segue la lettura di alcune poesie scritte da ragazzi del liceo classico Diaz (per la precisione: Felice Moccia, Alessia Carbone e Francesca Ambrosio), che con sensibilità e stupefacente maestria riprendono in rime il tema della guerra.

Finalmente sul palco il giornalista Di Mare, che si compiace di trovare un'Ottaviano diversa, nuova, rispetto a quella che aveva visto quando nel 1983, in occasione dell'assassinio di un criminologo, per la prima volta era stato qui. "Questa è la dimostrazione che il vostro paese si è evoluto, 30 anni fa quello che vedo oggi non sarebbe mai stato possibile, e questo è merito dell'Amministrazione e soprattutto dei cittadini."


Il discordo del giornalista, costruito su stimolo delle tante domande dei ragazzi, suona più o meno così: "Scrivere è sempre un atto politico. Si scrive per far sapere, ed io l'ho fatto perchè quando ero a Kabul era impossibile, nei 90 secondi che avevo di tempo per il mio servizio, raccontare le cose che vedevo. Ho visto di tutto; ho visto bambini che mantenevano famiglie facendo tappeti con le loro mani piccole ed agili, ho visto villaggi con 29 adulti e 300 bambini, tutti rimasti orfani. Se non si vive quelle realtà di persona non si può comprendere a fondo. Non si può capire, ad esempio, che il Burka è uno strumento di tortura, inventato da uomini che odiano le donne. Le donne che portano il Burka hanno un mal di testa permanente (pesa almeno 1kg, e si regge tutto sulla testa), devono abbassare la testa quando camminano, assumendo la posizione degli schiavi. Dio non c'entra niente, la cultura non c'entra niente. Non è cultura l'infibulazione, pratica di mutilazione degli organi genitali femminili, non è cultura il cannibalismo rituale, sono semplicemente pratiche misogene. E' quello che fa più paure è che a porle in essere sono uomini come noi; a volte, di fronte ai servizi che vediamo in televisione, si dice che sono pratiche bestiali, ma nel mondo animale non esiste niente di tutto ciò. L'uomo, insieme al topo, è l'unico essere che uccide i propri simili, in cui non è insito l'istinto di autoconservazione della specie. Nella mia esperienza ho incontrato gente di tutti i tipi, angeli e demoni, persone che hanno lottato per portare la pace, e persone nei cui occhi ho visto il buio, l'abisso. E' questa la cosa che fa più paura.
Badate, ogni guerra fa schifo. Ma alcune volte il fine può essere nobile: se ad esempio non ci fosse stata la seconda guerra mondiale, oggi Hitler sarebbe ancora qui. Il fine di liberare l'Afghanistan da Al Queda è un fine giusto, sono stati i mezzi ad essersi rivelati discutibili.
Quando si sta a contatto con queste realtà, nessun giornalista torna più come prima, quando si entra a contatto con la morte, la stessa concezione della morte si affievolisce, diventa surreale. Il mio compito è stato quello di trasmettervi questa realtà, per farvi conoscere e capire. Ma voi avete un compito egualmente importante: non arrendetevi mai a quello che vi raccontano, non tutte le verità sono vere, cercate la vostra, confrontatevi, e scegliete la strada che credete sia giusta. Lottate sempre per ciò in cui credete."
E queste parole non hanno bisogno di alcun commento.

Cambiamo un attimo registro per ricordarvi i risultati sportivi dell'ultima settimana:


I Koala vincono per tre set ad uno sul difficile campo della Partenope, centrando il secondo successo esterno della stagione. Con i tre punti conquistati nell’ultima giornata, gli ottavianesi hanno compiuto un bel salto in classifica, essendosi posizionati al nono posto a quota diciassette;

Giornata negativa, invece, per le ragazze del Gruppo2000 che hanno subito una pesante sconfitta in trasferta a Caserta contro la capolista. Le nostre ragazze sono ancora ferme al decimo posto, eccessivamente vicine alla pericolosa zona play-out.
Infine, ieri si è giocata la prima amichevole della squadra maschile di basket, gli Ottaviano Vesuviers, che riportano contro il Boscoreale Basket un successp per 60 a 56.


A tutti loro il nostro in bocca al lupo.



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