A vent'anni dal PGMM, Ottaviano resta estranea al progresso
L'Assessore Di Palma «Il contenzioso che ci riguardava è stato risolto a zero euro. Ora guardiamo avanti»
di Anna Ragosta e Gennaro Di Gennaro
Il gas metano è una fonte energetica a basso impatto ambientale, nonché un combustibile eco-solidale che, come già spiega la parola, immette nell'atmosfera una quantità di sostanze inquinanti molto inferiore rispetto a quella degli altri combustibili in uso. È utilizzato tanto per la produzione di energia elettrica quanto per l'autotrazione di veicoli, trovando impiego non solo nelle industrie ma anche nelle mura domestiche.
Oltre alla sua indole ecologica, va sottolineato che il metano arriva direttamente nelle industrie e nelle case tramite un sistema di trasporto capillare che si avvale di condutture sotterranee, evitando l'inquinamento prodotto dal transito stradale di autocisterne che si occupano del trasporto di combustibili liquidi.
Oggi il gas naturale ricopre in Italia un ruolo crescente, rispondendo a più di un quarto della domanda di energia primaria del Paese.
La metanizzazione del Mezzogiorno d'Italia, benché a molti possa sembrare un evento recente, affonda le sue origini nel lontano 1980, quando, al fine di diversificare le fonti energetiche e di ridurre la dipendenza dall'oro nero, ormai troppo prezioso, la legge 784/1980 diede inizio ad una serie di interventi presso differenti Comuni. Interventi che furono poi integrati da un piano di iniziative a favore dei Comuni della Campania e della Basilicata colpiti dal tremendo sisma del 1980.
Ma fu con Delibera CIPE dell'11.2.1988 che si diede avvio al “Programma Generale di Metanizzazione del Mezzogiorno” (PGMM), la cui realizzazione sarebbe dovuta avvenire in un Triennio operativo, più un Biennio operativo. Difatti, l'intero arco operativo entro il quale avrebbe dovuto interamente realizzarsi il PGMM, era stato stimato un quinquennio. Almeno dal punto di vista finanziario. Ragion per cui, su un totale di 2074 Comuni interessati al programma, 1301 di essi furono divisi come finanziabili nel Triennio, mentre i restanti 773 nel Biennio.
Visto l'elevato numero di richieste finanziarie pervenute, il Programma si rivelò ben presto inattuabile, nonostante gli stanziamenti di volta in volta disposti dallo Stato in favore della sua prosecuzione, fra i quali quelli della legge del 7 agosto 1997, n.266 art.9, che ha autorizzato la spesa di 1000 miliardi delle vecchie lire, fissando alcune priorità di attuazione.
Tuttavia, gli alti costi di realizzazione e la ridotta percentuale di contribuzione statale hanno inizialmente portato nel Sud una scarsa domanda di metano per usi civili, nonché un conseguente debole interesse di operatori privati per un ampliamento della rete dei metanodotti meridionali.
Tutto ciò ha prodotto serie difficoltà nella realizzazione di investimenti programmati, dovendo gli stessi Comuni del Mezzogiorno accollarsi i maggiori oneri di allaccio alla rete esistente.
Attualmente la Ragione Campania è caratterizzata dalla presenza di un elevato numero di distributori, nonché di Comuni a gestione diretta. Tra gli operatori privati, che più di altri detengono un ruolo di rilievo nella distribuzione del gas metano, figurano ai primi posti Napoletana gas, Italgas, Enel Gas, Sidigas e Cpl Concordia.
Va sottolineato però che, nonostante i livelli di maturità encomiabili raggiunti dalla Campania in questi anni proprio nell'ambito della metanizzazione, la nostra cara Ottaviano non vanta ancora i benefici di una rete comunale di distribuzione. A tal proposito, l’Assessore con delega in tale materia, Nello di Palma, afferma che «per ben 30 anni Ottaviano ha fatto parte di un consorzio insieme a san Giuseppe e Somma Vesuviana, il quale aveva come finalità la costruzione della rete e la distribuzione del metano in questi tre comuni; obiettivo che rendeva necessaria la gestione solidale del consorzio, in quanto per poter accedere a vari finanziamenti bisognava raggiungere un determinato numero di abitanti. Tuttavia, la partecipazione a questo consorzio ci ha creato solo problemi, causando pendenze e soprattutto non trovando luce il progetto iniziale. L’unica cosa certa è che finalmente oggi, dopo tempo immemorabile, siamo riusciti a risolvere il contenzioso che ci riguardava a zero euro, quindi senza sacrificio per le casse comunali. Un nuovo progetto per la metanizzazione del territorio, allo stato attuale, è molto difficile: ci vogliono fondi di cui le casse comunali non dispongono, fondi che dovrebbero essere destinati in primis alla costruzione della rete che manca e in secondo luogo, alla gara fra le varie aziende per la distribuzione. Portare il metano ad Ottaviano rappresenta quindi un progetto tanto ambizioso, quanto di difficile realizzazione, almeno a breve termine». Guardiamo i comuni limitrofi e notiamo come questa nuova frontiera stia diventando una realtà sempre più concreta. Purtroppo per noi tale futuro è ancora lontano.

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