Le dichiarazioni effettuate in Consiglio dal consigliere Caldarelli hanno aperto un caso.
di Gennaro Di Gennaro
Ottaviano – Consiglio Comunale del 27 novembre. Si discute in merito alle linee programmatiche della nuova Amministrazione. Nel suo intervento, il consigliere Caldarelli oltre a mostrare il suo dissenso per le azioni portate avanti dall’Amministrazione accusata di clientelismo, scarsa incisività sul territorio e di forti ritardi nel compimento delle opere previste, solleva una questione per certi versi nuova e che ha subito suscitato interrogativi e forti perplessità: l’area dove si stanno per ultimare i lavori per la creazione del mercato, in località Via Greco, non è di proprietà del Comune, anzi, questo bene del Demanio dello Stato è stato messo in vendita insieme ad altri terreni non contigui presenti sul territorio ottavianese, in località San Michele, Valle Delle Delizie e Carcovia, alla cifra complessiva di 706.000 E. Tutto questo è facilmente constatabile sul sito www.patrimoniodellostato.it ove è possibile addirittura scaricare il modulo con la proposta irrevocabile d’ acquisto. Al momento della replica il Sindaco risponde:” In merito alla questione del mercato basta consultare gli atti”. Colpiti dalla questione abbiamo prima consultato il sito, ed effettivamente abbiamo trovato tutto quello che il consigliere Caldarelli aveva sottolineato; ci è sembrato quindi doveroso analizzare a fondo la vicenda , cercando di capire un po’ quale fosse la situazione. Interpellato, Vincenzo Caldarelli ha ribadito i concetti che già in Consiglio aveva espresso, sottolineando altri particolari: “ E’ assurdo quello che ha compiuto questa amministrazione in merito alla questione del mercato: premettendo che considero il luogo non adatto in quanto non idoneo al transito di mezzi pesanti, e premettendo che il luogo in cui si stanno ultimando i lavori è sottoposto a vincolo-idrogeologico (la relazione effettuata dal geologo Ciro Sepe comunque non abbatte il vincolo), la cosa più scandalosa è che questa amministrazione ha investito più di 320000 E per la valorizzazione di un suolo che non è di sua proprietà. Allora mi chiedo: cosa c’è sotto? Un qualunque privato oggi potrebbe acquistare quel terreno, a una cifra anche minore di quella prevista dal sito, e a quel punto il Comune cosa farebbe?” Ma è mai possibile che un’Amministrazione abbia commesso una leggerezza del genere? Il Comune era a conoscenza della situazione? Il tutto potrebbe essere stato un atto voluto? A questo punto, abbiamo chiesto delucidazioni a Michele Pizza, che all’epoca della presentazione della delibera di approvazione del progetto rivestiva la carica di vicesindaco con delega al mercato, il quale ci ha mostrato l’incartamento con la situazione dell’area mercatale e ci ha spiegato l’andamento della vicenda. “ Nel 2006 fu approvata la delibera per l’affidamento del progetto inerente l’area mercatale e fu avviata l’istruttoria per la concessione con il Genio Civile provinciale del terreno. Anno 2007: il 28-02 fu stipulata la convenzione con la Regione per l’utilizzo dell’area dietro pagamento di un canone annuo. Nello stesso anno fu approvato il progetto presentato. Per l’anno 2009 è prevista la consegna dell’opera che ci accingiamo a compiere. A suo tempo i fondi per l’area non c’erano e per questo fu stipulata la convenzione. Ora è emerso il dato di questa possibile vendita a privati del terreno, ma noi abbiamo una convenzione che ci rende forti della nostra posizione e ci tutela”. E poi aggiunge: “ Caldarelli contesta la scelta della zona ove situare il mercato: vorrei sottolineare che già all’epoca del PUC dell’amministrazione Saviano il mercato sarebbe stato lì destinato”.
La vicenda si presenta comunque intricata, ed il problema fondamentale rimane: l’area mercatale non è del Comune. La tutela di cui parla il Consigliere Pizza potrebbe riferirsi ad un diritto di prelazione, che permette che in caso di vendita l’offerta vada preventivamente fatta al titolare di tale diritto e che questi, a parità di condizioni, debba essere preferito a tutti gli altri acquirenti; ma anche in questo caso, se un qualsiasi privato volesse comprare, il Comune sarebbe costretto a farlo. Ci sono ad oggi risorse sufficienti? E se così fosse, perché non si procede subito all’acquisto senza rischiare che vi siano altre proposte e che il prezzo (ricordiamo che i lotti sono disponibili a trattativa privata) salga? I dubbi dunque rimangono, la vicenda non è chiusa e siamo convinti che se ne parlerà ancora. Intanto attendiamo sviluppi e ulteriori dettagli.

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