Riceviamo e pubblichiamo:
Più clorofilla e meno effetto serra con la messa a dimora di nuovi alberi nel “Parco della memoria e dell’impegno civile” in ricordo delle vittime della criminalità organizzata
Oggi, 21 novembre, ad Ottaviano il circolo Legambiente “Mimmo Beneventano” e il Parco Nazionale del Vesuvio, in collaborazione con l’associazione Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, l’Associazione “Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità ” e con delegazioni degli Istituti scolastici di Ottaviano Direzione Didattica Statale “Mimmo Beneventano” , la scuola media statale D’Annunzio-Scotellaro e l’Istituto polispecialistico Luca Pacioli di Sant’Anastasia, l’associazione Antonio Esposito ferraioli di Pagani, organizzano l’edizione 2009 della Festa dell’Albero con la messa a dimora di nuovi alberi con la partecipazione di bambini, insegnanti, genitori, anziani.
Il programma prevede:
- ore 9.30 partenza delle classi dagli istituti scolastici . I bambini , attraverso il centro storico e accompagnati da genitori ed insegnanti, raggiungeranno gli spazi verdi presso l’Osservatorio Ambiente & Legalità (ex Beni confiscati Prisco/Romano);
ore 10.00, nel “Parco della memoria e dell’impegno civile” istituito nel 2008 presso gli spazi verdi esterni all’ Osservatorio, in via palazzo del Principe, si procederà alla piantumazione di alberi in memoria di altrettante vittime della camorra.
Dopo quelli posti a dimora nel 2008 in ricordo di Mimmo Beneventano, Pasquale Cappuccio e Marcello Torre, quest’anno si aggiungeranno nuovi esemplari dedicati a Ciro Rossetti, Fabio De Pandi, Antonio Esposito Ferraiolo, Paolo Castaldi e Luigi Sequino. Parteciperanno anche i familiari delle vittime ed il Presidente del Parco Nazionale del Vesuvio.
Con l’appuntamento presso i beni confiscati – dichiara pasquale Raia di Legambiente – vogliamo ribadire la necessità di continuare a tenere alta l’attenzione sui beni confiscati, sulla loro fruibilità, pur riconoscendo le tante difficoltà nella gestione di queste strutture. Bisogna comunque insistere nel cercare, attraverso la partecipazione e il coinvolgimento tra Enti ed istituzioni locali e nazionali ed associazioni di cittadini, il terreno fertile, per poter superare le difficoltà, orientando le future generazioni alla conoscenza e al corretto uso di questi beni per farne comprenderne il forte valore simbolico.L’ipotesi della messa in vendita di questi beni da parte dello Stato, proposta in questi ultimi giorni sarebbe molto negativa , perché indebolirebbe fino a cancellare del tutto gli sforzi che si stanno compiendo per tenere vivi la memoria e l’impegno civile di persone che si sono battuti sui territori per difendere ideali di legalità, giustizia e solidarietà.
In questo modo, viene di fatto tradito anche l’impegno assunto con milioni di cittadini che nel 1996 firmarono la proposta per la legge sull’uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro restituzione alla collettività. Il divieto di vendere questi beni è un principio che non può e non deve, essere messo in discussione.
Il Confronto ti invita a firmare l'appello "Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra". Clicca su..
http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1780
Per tenere il mondo più pulito.

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