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Una poesia per Valeria

Giovane liceale vince il concorso di poesie di Cittaducale

di Fabiana Pirone


Si intitola “Il Faro” la poesia con la quale la giovanissima Filomena Boccia, al quinto anno del liceo Classico A.Diaz, porta a casa il premio letterario per la poesia dedicato a Valeria, la diciassettenne travolta da un’auto mentre faceva una passeggiata in bici con il fidanzato.
Il concorso, giunto alla sua ottava edizione, è indetto ogni anno a Cittaducale, un paesino in provincia di Rieti, e raccoglie composizioni provenienti da tutta Italia, a tema libero e con l’unico obbligo di non superare i 26 versi. Le sezioni in gara sono sette: adulti, giovani, ragazzi, bambini, volontari, centro Italia e disabili (nel bando di concorso si precisa che l’istituzione di tale sezione non è assolutamente una discriminazione, ma al contrario un modo di dare a questa categoria di persone una maggiore opportunità di esprimersi e di farsi conoscere e apprezzare. L’adesione a questa sezione non esclude la partecipazione alle altre).
Nella cerimonia di premiazione, che si è tenuta il 19 e il 20 settembre, un video fa conoscere ai partecipanti la “madrina” del concorso, attraverso le parole dei genitori e le testimonianze dei suoi conoscenti: Valeria, nella sua brevissima esistenza, ha sofferto molto: aveva solo cinque anni, quando, con gravissime malformazioni alla testa, nacque la sua unica sorellina Maria Chiara, destinata a subire numerosi e difficili interventi chirurgici (ben 31) e tanti ricoveri in ospedale. Questa ed altre esperienze, insieme a gravi lutti familiari, l’hanno fatta maturare in fretta, rendendola estremamente sensibile, profonda e attenta al dolore del “mondo”. Valeria amava scrivere poesie, nelle quali con spontaneità, immediatezza, intensità, esprimeva tutta se stessa, i suoi sentimenti più profondi, le sue speranze, i suoi sogni; ma anche le delusioni, lo scoraggiamento, lo sdegno di fronte all’ipocrisia e all’indifferenza degli altri.

Dopo la sua morte, una parte di queste è stata pubblicata dai suoi genitori in un libro dal titolo “Skizzo, un angelo tornato al cielo”. Un messaggio struggente, e un’iniziativa importante e densa di significati che fa di un dolore terreno fertile per la nascita di pensieri e riflessioni, tramutati in poesie.
E Ottaviano trionfa, con una vincitrice e sei finalisti per la sezione giovani: Rita Saviano con “Anima mia che sanguini”, Felice Moccia con “Fiore di Latta”, Luigi Duraccio con “Pioggia di Novembre”, Giovanni Francesco Romano con “Riconoscenza”, Loredana Lucia Reale con “Guardarsi allo specchio” e Giuseppina Bifulco con “Addio”.
«È stata un’esperienza meravigliosa e densa di emozioni», ha affermato il dirigente scolastico del liceo A. Diaz, nonché Assessore comunale, Ciro Torrà. «Siamo fieri ed orgogliosi del risultato conseguito dai nostri ragazzi e per i prossimi anni contiamo di partecipare nuovamente al concorso. È un’iniziativa straordinaria che avvicina i ragazzi al mondo della cultura e li aiuta a tramutare problemi e pensieri in qualcosa di produttivo, allontanandoli da cattive strade verso le quali, visti i tempi che corrono, potrebbero tranquillamente dirigersi
».

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