Ottaviano tra qualche mese sarà chiamata alle urne per eleggere i suoi rappresentanti.
Capacità, responsabilità, grande senso del dovere, coerenza: devono essere queste le caratteristiche del candidato ideale.
di Emanuele Ragosta
OTTAVIANO - Il 28 giugno 2004 Ottaviano fece la sua scelta. Il ballottaggio si era appena concluso e il dott. Mario Iervolino si aggiudicò per circa 300 voti la vittoria alle elezioni, diventando sindaco del nostro comune. Da allora molto è cambiato. Per la nostra Ottaviano i cambiamenti si sono potuti vedere sotto molteplici punti di vista. Per la prima volta nella storia della Seconda Repubblica, dopo l’entrata in vigore della legge n.81 del 25 marzo 1993 per le elezione diretta del Sindaco, un’Amministrazione riesce a concludere il suo mandato. Prima di oggi, il traguardo, se così vogliamo chiamarlo, era stato mancato da Giovanni D’Ambrosio,
il quale fu prima sospeso il 10 luglio 1997 dall’allora prefetto di Napoli, Achille Catalani, e poi l’8 settembre del 1997 mandato a casa da un decreto di scioglimento dell'allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro (Fonte: Gazzetta Ufficiale n. 227 Serie generale Parte Prima del 29 – 09 – 1997, pag. 4). Un precedente che ha segnato il paese in un momento cruciale della sua esistenza. Lo stesso scioglimento fu poi prorogato sempre dal presidente della Repubblica il 17 marzo 1999 (Fonte: Gazzetta ufficiale n. 76 del 1 – 04 – 1999, pag.7). All’epoca fu Carlo Azeglio Ciampi a volere tale provvedimento. Né tale traguardo – il completamento del mandato – era stato raggiunto dal dott. Michele Saviano, che guidava una giunta di centro-sinistra. Durato in carica 2 anni e 10 mesi,
fu costretto alle dimissioni a causa dell’iniziativa di due consiglieri della Margherita e di uno dello Sdi, i quali, insieme a tutti i membri del centro destra, determinarono lo scioglimento di quel Consiglio Comunale (Fonte: Gazzetta Ufficiale n. 101 del 3 maggio 2003, pag. 9: d.p.r. 15 aprile 2003). Queste le parole di Saviano prima di varcare per l’ultima volta la porta della Casa Comunale: «Gli intrecci poco chiari e i vecchi poteri hanno mandato a casa la mia amministrazione».
il quale fu prima sospeso il 10 luglio 1997 dall’allora prefetto di Napoli, Achille Catalani, e poi l’8 settembre del 1997 mandato a casa da un decreto di scioglimento dell'allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro (Fonte: Gazzetta Ufficiale n. 227 Serie generale Parte Prima del 29 – 09 – 1997, pag. 4). Un precedente che ha segnato il paese in un momento cruciale della sua esistenza. Lo stesso scioglimento fu poi prorogato sempre dal presidente della Repubblica il 17 marzo 1999 (Fonte: Gazzetta ufficiale n. 76 del 1 – 04 – 1999, pag.7). All’epoca fu Carlo Azeglio Ciampi a volere tale provvedimento. Né tale traguardo – il completamento del mandato – era stato raggiunto dal dott. Michele Saviano, che guidava una giunta di centro-sinistra. Durato in carica 2 anni e 10 mesi,
fu costretto alle dimissioni a causa dell’iniziativa di due consiglieri della Margherita e di uno dello Sdi, i quali, insieme a tutti i membri del centro destra, determinarono lo scioglimento di quel Consiglio Comunale (Fonte: Gazzetta Ufficiale n. 101 del 3 maggio 2003, pag. 9: d.p.r. 15 aprile 2003). Queste le parole di Saviano prima di varcare per l’ultima volta la porta della Casa Comunale: «Gli intrecci poco chiari e i vecchi poteri hanno mandato a casa la mia amministrazione».In entrambi i casi, sebbene molto lontani e diversi tra loro per la differente natura, a pagare fu solo il popolo ottavianese, lasciato alla deriva dall’irresponsabilità politica dei nostri amministratori, incapaci di governare il paese in maniera adeguata e secondo i principi democratici sanciti dalla nostra Costituzione. Tra qualche mese saremo di nuovo chiamati alle urne per eleggere i nostri rappresentanti. Sondaggi su sondaggi si susseguono giorno dopo giorno. In piazza, nelle scuole e nei principali luoghi di incontro della cittadina ci si interroga su chi sarà il futuro candidato a sindaco e quali saranno i cittadini che lo affiancheranno nella lunga corsa elettorale che si concluderà fra il 6 e il 7 Giugno, quando gli ottavianesi saranno chiamati a decidere e a dare le loro preferenze. Due nomi, forse tre, qualcuno parla di quattro. Ma Ottaviano, sia chiaro, non cerca un nome…
Ai futuri amministratori di questo paese sento di chiedere due cose: coerenza e concretezza. La prima è materia molto rara, nella vita di tutti i giorni come nella politica sia locale che nazionale. Non tradite le vostre idee quando siederete tra quei banchi o quando percorrerete i lunghi corridoi della Casa Comunale! Non tradite le promesse per le quali acquisterete la fiducia degli
elettori! Mi auguro che l’azione della nuova Amministrazione mantenga caratteri di concretezza nell’analisi della situazione generale del Paese e nella scelta degli obiettivi e delle priorità, affrontando con realismo, con spirito costruttivo e secondo le più adeguate condizioni, le problematiche che si avvicenderanno di volta in volta. Si conducano, con forza ancora più grande, battaglie di vera moralizzazione contro le zone cancerose della nostra società, contro gli intrecci sporchi tra camorra e politica, contro le evasioni, contro l’assenteismo e i cosiddetti “fannulloni”, perseguendo in maniera ancora più decisa la legalità, in tutte le sue forme e manifestazioni. Dimentichiamo gli “anni bui” degli scorsi decenni che ci hanno rovinato. Avrete il grande dovere di mantenere una finanza pubblica sana e di non cadere in quei dissesti finanziari, che già in passato hanno penalizzato il nostro paese. Oggi la situazione è certamente migliore rispetto al passato. L’amministrazione Iervolino si è caratterizzata per questo tipo di politica, volta al risanamento della finanza pubblica intesa come scelta obbligata. Ed infatti la historia
magistra vitae ci insegna che non potranno esistere politiche di “progresso”, di “uguaglianza” e di “rinnovamento” efficaci e durature se la finanza pubblica ritornerà ad affondare in quegli abissali deficit, che sembrano sfuggire ad ogni controllo. Si tratterà di procedere con gradualità e con fermezza, con equilibrio e con giustizia, giorno dopo giorno, richiamando con convinzione i cittadini e i nostri amministratori ai propri doveri. La futura maggioranza avrà il diritto e il dovere di governare nel miglior modo possibile questo paese, nonché di aprire un dialogo serio e costruttivo con le forze di opposizione. Peserà su di voi una responsabilità importante: avviare una politica di collaborazione e di confronto tra tutte le forze politiche. La “programmazione” politica deve avere un ruolo fondamentale. Per troppi anni si è regnato in un caos politico in cui progetti, interventi e decisioni si sono accavallati in maniera disordinata e disorganica. La cultura e lo sport dovranno essere al centro dei vostri pensieri: Ottaviano vanta grandi tradizioni ed è motivo di orgoglio in questi due campi. Trascurarli o, peggio, disinteressarsi a cose che ci hanno fatto acquistare fama nella nostra regione e nella nostra nazione, è e sempre sarà segno di scarsa attenzione verso quelle che sono le esigenze e le capacità di un intero popolo. Abbiamo una grande storia che dobbiamo portare avanti, con tutte le nostre forze e con tutti quelli che saranno gli interventi necessari. E facciamo spazio ai giovani: nell’attuale Consiglio Comunale sono presenti alcuni amministratori, in maggioranza come in minoranza, che siedono in quei banchi da prima che io nascessi.
Oggi ho 20 anni e guardo con meraviglia, stupore ma anche rabbia al fatto che ci siano persone che per quasi un quarto di secolo hanno dominato la scena politica locale. I risultati? Beh… la storia ci ha già dimostrato il valore di questi uomini e il loro apporto non certo positivo alla politica locale. A queste persone chiedo di fare un passo indietro. E di invogliare, chiamare a raccolta e dare spazio ai tanti giovani di questo Paese. Mi direte “E la loro preparazione?”. La domanda ha un importanza fondamentale, cruciale in questo senso e in questo periodo storico così delicato. Non saranno certamente preparati come i cosiddetti “tecnici della politica” ma hanno un grande voglia di mettersi in gioco e di apprendere, passo dopo passo, la difficile arte di governare in maniera sana, legale e trasparente. Non umiliamoci ancora una volta con decine di liste, piene di improbabili candidati che non sanno nemmeno a cosa serva un Consiglio Comunale, né tanto meno il ruolo che viene a svolgere un Consigliere Comunale. Capacità, responsabilità, grande senso del dovere, coerenza: devono essere queste le caratteristiche del candidato ideale. Tuttavia vedo da tanti cenni, da tanti spunti e da tante reticenze che il proposito di “conservare” e di portare avanti “chi ha ormai stancato” cerca di prevalere sulla volontà di cambiare. Le prossime elezioni saranno un banco di prova importante. Quando vi presenterete agli elettori per chiedere il nuovo mandato, chiunque voi siate, più forte potrà essere la vostra posizione se potrete dimostrare di essere in grado di assolvere gli impegni di cui vi farete carico, rispetto ai quali forse i vecchi amministratori hanno tergiversato. E questo non sarà facile, né alla portata di chiunque. In politica non si inventa niente.
Ai futuri amministratori di questo paese sento di chiedere due cose: coerenza e concretezza. La prima è materia molto rara, nella vita di tutti i giorni come nella politica sia locale che nazionale. Non tradite le vostre idee quando siederete tra quei banchi o quando percorrerete i lunghi corridoi della Casa Comunale! Non tradite le promesse per le quali acquisterete la fiducia degli
elettori! Mi auguro che l’azione della nuova Amministrazione mantenga caratteri di concretezza nell’analisi della situazione generale del Paese e nella scelta degli obiettivi e delle priorità, affrontando con realismo, con spirito costruttivo e secondo le più adeguate condizioni, le problematiche che si avvicenderanno di volta in volta. Si conducano, con forza ancora più grande, battaglie di vera moralizzazione contro le zone cancerose della nostra società, contro gli intrecci sporchi tra camorra e politica, contro le evasioni, contro l’assenteismo e i cosiddetti “fannulloni”, perseguendo in maniera ancora più decisa la legalità, in tutte le sue forme e manifestazioni. Dimentichiamo gli “anni bui” degli scorsi decenni che ci hanno rovinato. Avrete il grande dovere di mantenere una finanza pubblica sana e di non cadere in quei dissesti finanziari, che già in passato hanno penalizzato il nostro paese. Oggi la situazione è certamente migliore rispetto al passato. L’amministrazione Iervolino si è caratterizzata per questo tipo di politica, volta al risanamento della finanza pubblica intesa come scelta obbligata. Ed infatti la historia
magistra vitae ci insegna che non potranno esistere politiche di “progresso”, di “uguaglianza” e di “rinnovamento” efficaci e durature se la finanza pubblica ritornerà ad affondare in quegli abissali deficit, che sembrano sfuggire ad ogni controllo. Si tratterà di procedere con gradualità e con fermezza, con equilibrio e con giustizia, giorno dopo giorno, richiamando con convinzione i cittadini e i nostri amministratori ai propri doveri. La futura maggioranza avrà il diritto e il dovere di governare nel miglior modo possibile questo paese, nonché di aprire un dialogo serio e costruttivo con le forze di opposizione. Peserà su di voi una responsabilità importante: avviare una politica di collaborazione e di confronto tra tutte le forze politiche. La “programmazione” politica deve avere un ruolo fondamentale. Per troppi anni si è regnato in un caos politico in cui progetti, interventi e decisioni si sono accavallati in maniera disordinata e disorganica. La cultura e lo sport dovranno essere al centro dei vostri pensieri: Ottaviano vanta grandi tradizioni ed è motivo di orgoglio in questi due campi. Trascurarli o, peggio, disinteressarsi a cose che ci hanno fatto acquistare fama nella nostra regione e nella nostra nazione, è e sempre sarà segno di scarsa attenzione verso quelle che sono le esigenze e le capacità di un intero popolo. Abbiamo una grande storia che dobbiamo portare avanti, con tutte le nostre forze e con tutti quelli che saranno gli interventi necessari. E facciamo spazio ai giovani: nell’attuale Consiglio Comunale sono presenti alcuni amministratori, in maggioranza come in minoranza, che siedono in quei banchi da prima che io nascessi.
Oggi ho 20 anni e guardo con meraviglia, stupore ma anche rabbia al fatto che ci siano persone che per quasi un quarto di secolo hanno dominato la scena politica locale. I risultati? Beh… la storia ci ha già dimostrato il valore di questi uomini e il loro apporto non certo positivo alla politica locale. A queste persone chiedo di fare un passo indietro. E di invogliare, chiamare a raccolta e dare spazio ai tanti giovani di questo Paese. Mi direte “E la loro preparazione?”. La domanda ha un importanza fondamentale, cruciale in questo senso e in questo periodo storico così delicato. Non saranno certamente preparati come i cosiddetti “tecnici della politica” ma hanno un grande voglia di mettersi in gioco e di apprendere, passo dopo passo, la difficile arte di governare in maniera sana, legale e trasparente. Non umiliamoci ancora una volta con decine di liste, piene di improbabili candidati che non sanno nemmeno a cosa serva un Consiglio Comunale, né tanto meno il ruolo che viene a svolgere un Consigliere Comunale. Capacità, responsabilità, grande senso del dovere, coerenza: devono essere queste le caratteristiche del candidato ideale. Tuttavia vedo da tanti cenni, da tanti spunti e da tante reticenze che il proposito di “conservare” e di portare avanti “chi ha ormai stancato” cerca di prevalere sulla volontà di cambiare. Le prossime elezioni saranno un banco di prova importante. Quando vi presenterete agli elettori per chiedere il nuovo mandato, chiunque voi siate, più forte potrà essere la vostra posizione se potrete dimostrare di essere in grado di assolvere gli impegni di cui vi farete carico, rispetto ai quali forse i vecchi amministratori hanno tergiversato. E questo non sarà facile, né alla portata di chiunque. In politica non si inventa niente.Emanuele Ragosta

4 Comments:
Io invece,Emanuele provo a tracciare il profilo dell'elettore ottavianese "ideale" che è chiamato tra pochi mesi a votare. spero che adempia a questo dovere civico e politico con scienza e coscienza.
Basta con il bieco e rozzo clientelismo,chiediamo conto ai politici non favori.
Basta!!!!
Tuteliamo il futuro dei nostri giovani.
Mi raccomando non lasciamoci infinocchiare dalle facili e allegre promesse che i professionisti della politica ci elargiranno generosamente in questi giorni.
Meditiamo gente,con molta attenzione,il voto è l'unica arma a nostra disposizione di cui disponiamo per realizzare un reale cambiamento.
Mandiamo a casa coloro che vivono di politica o grazie alla politica,perchè nella vita comune non hanno alcun titolo.
Largo ai giovani e alle persone serie e competenti.
BASTA CHIACCHIERE!C'E' BISOGNO DI UNA SVOLTA!
Io invece fino ad ora non ho visto nessuna Amministrazione che si è davvero impegnata per fare qualcosa o cercare di cambiare il nostro Paese.E' vero l'Amministrazione targata Iervolino si è caratterizzata perchè è riuscita a resistere 5 anni...ma il frutto dell'impegno dell'Amministrazione in questi 5 anni non l'ho visto.Tu Emanuele?Cosa ha fatto quest'Amministrazione?
Come si dice."meglio vivere poco ma da leoni,che non tanto da pecore"
ma quel poco da leoni è riferita all'epoca di Saviano. Con tutto il rispetto per la bravissima persona e il capace professionista, ma in quel poco che ha fatto ha raggiunto pochissimi degli obiettivi programmati. Insomma non credo che sia stato un viver poco da leoni. Vi ricordo che per colpa sua ci siamo fatti un altro anno e mezzo di commissari....come se non fossero bastati quelli che vennero dopo D'Ambrosio. Insomma se proprio vogliamo aprire la bocca almeno diciamo le cose come stanno e non rimpiangiamo un passato lontano. Dopo tutto non sono stato io a far cadere michele, bensì i suoi uomini di maggioranza. Che giorni da leoni...
Il D'Ambrosio nella convinzione di tanti ottavianesi è vincente. La parte buona di Ottaviano non glielo consentirà. Il muro è invalicabile per quelli come lui.
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