Il presidente della Cassazione: «una catastrofe»
Il signor Otello Semeraro, dopo un iter giudiziario cominciato nel 1962, a 46 anni di distanza dal fallimento della propria impresa, mesi fa fu convocato in udienza al Tribunale di Taranto. L’uomo, tuttavia, era ormai deceduto.
Tempi da lumaca quelli della giustizia italiana. Il rapporto Doing Business 2009, indice analitico dell’efficienza giudiziaria, non lascia scampo: su 181 paesi l’Italia è al 156esimo posto, 150 posizioni al di sotto degli Stati Uniti e soltanto due al di sopra della Liberia.
La cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, tenutasi il 30 gennaio nel Palazzo di Giustizia a Roma, è dunque accompagnata da una fervida ma decisamente sconcertante consapevolezza. La tabella recitata dal presidente della Suprema Corte Vincenzo Carbone lascia interdetti il presidente Napolitano e il ministro Alfano, di stucco la platea, tra cui Calderoli, Fini, Frattini. I dati della Banca Mondiale sgomentano ancor più se si considera che la graduatoria emersa è compilata con particolare riguardo agli operatori internazionali, intenti ad investire in un Paese piuttosto che in un altro.
Una «abnorme e poco giustificata reiterazione nel tempo» è quella che lamenta il primo presidente Carbone, ma soprattutto un “abuso del processo” (l’Italia ,come sottolinea il presidente della Corte d’Appello di Roma Giorgio Santacroce, annovera ben 200mila avvocati); il ministro Angelino Alfano, dal canto suo, intende ovviare all’attuale livello di inadeguatezza ponendo fine alla gogna mediatica, volta a ledere la dignità intima della persona, e soprattutto invocando tempi rapidi per i processi “urgenti” del settore civile.
Riuscirà il governo a colmare i vuoti della maglia nera della giustizia europea?
L’ordinamento dovrà offrire valide soluzioni per sopperire alla generale carenza di personale amministrativo nei tribunali e nelle Corti d’appello, fornendo incentivi anche economici per le sedi disagiate, ricorrendo ad intercettazioni telefoniche ed ambientali per il contrasto a fenomeni criminali e per le indagini sulla criminalità organizzata… Ma basterà davvero per frenare un’emorragia così devastante?
L’unica soluzione ad una catastrofe del genere, annunciata da tante Cassandre, ha solo un nome che nessuno dovrebbe dimenticare: Stato.
A Napoli, che nel 2008 si erge a capitale dei ritardi, il Guardasigilli rende omaggio alla cultura siciliana citando il Verga delle Novelle rusticane e di Mastro don Gesualdo: «Chi tocca la roba muore,ma è vero anche il contrario,cioè che muoiono loro (i mafiosi) se gli si tocca la roba». Individuo e istituzioni non solo riescono a vincere la lotta contro la criminalità organizzata, ma sottraggono il diritto da una spirale perversa che attarda il fluire della vita giuridica, ponendo le basi per un sistema ancorato nella coscienza dei cittadini. Il verbo “istituere”, che i Romani adoperavano accogliendo la lezione di “istituere”, aveva il significato di “piantare saldamente”, cosìcché quanto piantato, rimanesse ben saldo nella propria struttura, segnalandosi per la propria autenticità.
Antonio Cimmino
Il signor Otello Semeraro, dopo un iter giudiziario cominciato nel 1962, a 46 anni di distanza dal fallimento della propria impresa, mesi fa fu convocato in udienza al Tribunale di Taranto. L’uomo, tuttavia, era ormai deceduto.
Tempi da lumaca quelli della giustizia italiana. Il rapporto Doing Business 2009, indice analitico dell’efficienza giudiziaria, non lascia scampo: su 181 paesi l’Italia è al 156esimo posto, 150 posizioni al di sotto degli Stati Uniti e soltanto due al di sopra della Liberia.
La cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, tenutasi il 30 gennaio nel Palazzo di Giustizia a Roma, è dunque accompagnata da una fervida ma decisamente sconcertante consapevolezza. La tabella recitata dal presidente della Suprema Corte Vincenzo Carbone lascia interdetti il presidente Napolitano e il ministro Alfano, di stucco la platea, tra cui Calderoli, Fini, Frattini. I dati della Banca Mondiale sgomentano ancor più se si considera che la graduatoria emersa è compilata con particolare riguardo agli operatori internazionali, intenti ad investire in un Paese piuttosto che in un altro.

Una «abnorme e poco giustificata reiterazione nel tempo» è quella che lamenta il primo presidente Carbone, ma soprattutto un “abuso del processo” (l’Italia ,come sottolinea il presidente della Corte d’Appello di Roma Giorgio Santacroce, annovera ben 200mila avvocati); il ministro Angelino Alfano, dal canto suo, intende ovviare all’attuale livello di inadeguatezza ponendo fine alla gogna mediatica, volta a ledere la dignità intima della persona, e soprattutto invocando tempi rapidi per i processi “urgenti” del settore civile.
Riuscirà il governo a colmare i vuoti della maglia nera della giustizia europea?
L’ordinamento dovrà offrire valide soluzioni per sopperire alla generale carenza di personale amministrativo nei tribunali e nelle Corti d’appello, fornendo incentivi anche economici per le sedi disagiate, ricorrendo ad intercettazioni telefoniche ed ambientali per il contrasto a fenomeni criminali e per le indagini sulla criminalità organizzata… Ma basterà davvero per frenare un’emorragia così devastante?
L’unica soluzione ad una catastrofe del genere, annunciata da tante Cassandre, ha solo un nome che nessuno dovrebbe dimenticare: Stato.
A Napoli, che nel 2008 si erge a capitale dei ritardi, il Guardasigilli rende omaggio alla cultura siciliana citando il Verga delle Novelle rusticane e di Mastro don Gesualdo: «Chi tocca la roba muore,ma è vero anche il contrario,cioè che muoiono loro (i mafiosi) se gli si tocca la roba». Individuo e istituzioni non solo riescono a vincere la lotta contro la criminalità organizzata, ma sottraggono il diritto da una spirale perversa che attarda il fluire della vita giuridica, ponendo le basi per un sistema ancorato nella coscienza dei cittadini. Il verbo “istituere”, che i Romani adoperavano accogliendo la lezione di “istituere”, aveva il significato di “piantare saldamente”, cosìcché quanto piantato, rimanesse ben saldo nella propria struttura, segnalandosi per la propria autenticità.
Antonio Cimmino

2 Comments:
E' bello che tra le tante cose che in questo momento lacerano il nostro Paese, si dia spazio anche ad argomenti del genere.
Argomenti sui quali molte volte, non si puntano i riflettori, perchè viene considerato "non cosa nostra" o argomenti che passano sotto gamba perchè vengono visti troppo lontani da noi per essere anche solo presi in considerazione.
Eppure credo che anche questi avvenimenti, rappresentino un tassello importante per prendere coscienza della situazione, nella sua totalità.
Non credo sia possibile aspettarsi un futuro migliore se poi i primi a non occuparsene sono coloro che hanno i mezzi per cambiare le cose.
I Romani parlavano di "istituere" nel senso di piantare saldamente??
Mi chiedo ancora come sia possibile che nonostante nell'antichità già avessero capito qualcosa, con il passare del tempo sembra quasi che le mentalità siano retrocesse.
Ciò sopra riportato è sfortunatamente vero.. i il ramo giudiziario italiano (e non solo quello) viaggia cn passo estremamente lento. Perciò da lodare sono questi ragazzi che, a discapito del loro tempo libero, portano avanti passioni come quella del giornalismo, al fine di informanre e portare così consapevolezza riguardo aspetti talvota scuri dello stato italiano.
"Notitia mali est initium salutis"
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