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La Guerra Santa e il partito di Dio

Le drammatiche conseguenze del conflitto che ancora insanguina Gaza
“Questo problema non è risolvibile! Non ci sono soluzioni! Noi vogliamo che la Palestina sia la nostra nazione. Gli Arabi vogliono esattamente la stessa cosa.”

La voce è quella di David Ben Gurion, la stessa che il 14 maggio del 1948 annunciava la nascita dello Stato di Israele.
Israele, Palestina. In mezzo, la Terra Promessa e l’impatto devastante di un conflitto che sta mettendo in ginocchio uomini, donne e bambini: è proprio sulle popolazioni, infatti, che ricadono i costi dello scontro, ed è in esse che si attivano le forme di resistenza da cui dipendono anche le prospettive per il futuro.
Trattare il tema non è cosa semplice: ci sono da mettere in luce le condizioni per la pace proprio in relazione alle condizioni di vita, da definire in termini di giustizia, dignità ed identità, non solo nella configurazione dei due Stati, ma anche nelle relazioni tra le diverse componenti delle due società. E, in un clima di divergenze intestine, le contraddizioni di certo non aiutano.
Israele rifiuta di firmare trattati di pace, porta alla gloria fanatici che uccidono apparentemente senza motivo più di trenta musulmani in preghiera (laddove l’islamismo è la religione ufficiale della Palestina e della maggior parte dei paesi del Medio Oriente); è il paese con il secondo esercito al mondo per potenza di fuoco ed innovazione tecnologica … eppure proprio la guerra che si voleva supertecnologica, capace di affondare i propri colpi nel carnaio di Gaza con la precisione di un bisturi al laser, mostra le scene di orrore ordinario di tutte le guerre. Il sangue ha lo stesso colore da sempre.
La pace non è stata raggiunta né procedendo con le armi e accettando lo scontro fisico come inevitabile, né tentando la strada della razionalizzazione negoziale attraverso le interminabili trattative definite “processo di pace”.
Il popolo semita, passato alla storia come il popolo surclassato dalla follia di Hitler, oggi sembra esso stesso attuare un regime razziale e privo di logicità. Gli Israeliani, sostanzialmente immigrati in un paese ospite (occupandolo di fatto) discriminano i non Ebrei … proprio loro che conoscono gli orrori di Auschwitz. Questo non significa, però, che sia corretto dipingere Israele come un mostro e che il popolo palestinese ne rappresenti la vittima.
Vige una totale occultazione dell’informazione da parte dei media che ci somministrano in forma dogmatica concetti già “confezionati”, riportandoci fatti che rimandano a vere e proprie categorie mentali, semplificazioni, quasi luoghi comuni.
Non è così: una situazione tanto delicata non può rientrare in preconcetti, sfugge a facili forme riassuntive fin troppo sbrigative, e il più delle volte getta nella confusione o nella totale ignoranza dei fatti. Della serie: quello che i telegiornali non dicono …
Persino la Chiesa, dai piani alti, ha inaugurato il 2009 con forti segnali di politica estera, e lo ha fatto tramite il suo “numero uno”: Papa Ratzinger, facendo piazza pulita di qualsiasi retorica, è intervenuto con un discorso estremamente lucido.
Mai intervento da parte di un Papa nelle vicende elettorali dei vari paesi è stato più diretto ed esplicito. Benedetto XVI si rivolge agli elettori, dichiarando che servono leader che cerchino la pace in Israele e Palestina, e che soprattutto non rinuncino ad una soluzione negoziata con l’Iran.
Ed è facilmente intuibile quanto le parole del Pontefice abbiano infastidito Israele, che già non sembrava avere accolto con troppo entusiasmo le considerazioni di un altro uomo religioso, il cardinale Martino, che ha definito Gaza “un grande campo di concentramento”.
Eppure il messaggio era ugualmente rivolto ai Palestinesi, alla speranza che anche tra loro possa prevalere il partito degli uomini di buona volontà piuttosto che quel “partito di Dio”, che invoca la Guerra Santa e la cancellazione dello Stato d’Israele.
La resa delle Nazioni Unite è arrivata poche ore dopo l’udienza vaticana, quasi a conferma che le parole del Pontefice, più che un atto di accusa, erano uno sfogo di disperazione. L’ONU e il suo personale non sono in grado di operare se non possono contare sul rispetto delle parti in conflitto.
Non si risparmiano stragi di innocenti, e nemmeno possono essere accettate giustificazioni quando viene centrato un mezzo carico di aiuti al valico di Erez (tra Israele e la Striscia), uccidendone l’autista: così, anche quel minimo di aiuti per il più elementare livello di sopravvivenza della popolazione civile di Gaza rischia di inaridirsi finchè l’agenzia umanitaria dell’ONU non avrà garanzie per le sue operazioni.
In effetti, non ci sarebbe da sorprendersi se pensiamo che durante gli scorsi sei mesi ( di presunta pace) la Striscia di Gaza, sotto l’embargo, con valichi chiusi, non era nelle condizioni di poter ricevere i beni di prima necessità.
E allora Israele non può prendersela più di tanto con il Vaticano se un cardinale parla di Gaza come di un lager … proprio lì,a Gaza, nel posto più popoloso del mondo.
Ne sa qualcosa Rania Al Abdullah, attiva promotrice dei diritti umani e dal 2007 “difensore emerito dell’infanzia” per l’UNICEF.
Molto più di una regina.
La sua voce si è aggiunta al coro di appelli per un immediato cessate il fuoco, con particolare riferimento (in virtù della sua carica) alla popolazione civile.
Primi tra tutti i bambini, colpevoli di innocenza in una guerra di cui conoscono solo il sangue e le armi.
Il suo discorso, tenutosi il 6 gennaio scorso ad Amman davanti al direttore dell’ufficio regionale dell’UNICEF per il Medio Oriente ed altri esponenti delle agenzie delle Nazioni Unite, si offre come la conclusione naturale di quest’articolo, poiché punta sulla reale tragedia provocata da questo inutile massacro.

“La nostra umanità è incompleta quando i bambini, a qualunque nazione appartengano, sono vittime di operazioni militari.”

“I bambini di Gaza, quelli uccisi e quelli che a malapena sopravvivono … le loro madri, i loro padri … non sono danni collaterali accettabili.”
Ida D’Alessandro – http://www.ilconfronto.tk/

7 Comments:

VIGNETTOLANDIA said...

Quando dall'altra parte del mondo è in atto una guarra della quale anche tu sei responsabile perchè non alzi un dito, è più facile dormire la notte, non ti sporchi di sangue ma sei comunque un assassino....che orrore! l'uomo è il peggiore fra gli animali presenti sulla terra...

Anonimo said...

E c'è chi sul web ha avuto il coraggio di dire che ci sono problemi più importanti da risolvere. Non ho parole!

Anonimo said...

Bisognerebbe risolverli da entrambe le parti. Ma sembra che la destra tenda a giustificare troppo gli attacchi di israele, mentre la sinistra fa esattamente il contrario e usa come propaganda politica le foto di bambini palestinesi colpiti a morte (vedi foto dell'articolo presente). Si chiede di fare di più proprio agli uomini politici, ma questa purtroppo è un'utopia: il politico è l'ultima figura in grado di risolvere situazioni come queste, perchè anche le guerre, forse soprattutto le guerre, vengono usate per pubblicizzarsi. E' vero, la situazione purtroppo è irrisolvibile.
Francesco A.

Anonimo said...

la guerra è una cosa malefica...si parla sempre di shoa ebrei uccisi brutalmente...ma ora nn vedo nex differenza...tra ebrei e nazisti anke loro stanno ammazzando milioni di bambini ...dovremmo fare anche un giorno in memora di milioni di bambini trucidati dalle bombe israeliane ....FANATICI DEL CAZZO

Anonimo said...

ma xkè questo giornale è di sinistra? io pensavo che loro fossero con abate...

Anonimo said...

Non esistono guerre giuste MAI! lONTANO DALLE CELEBRAZIONI DEL DECENNALE DELLA SUA SCOMPARSA voglio dare un po' di spazio a chi ha dato voce agli afflitti, ai cosidetti diversi, ai ladri ed ai santi, alle puttane ed ai matti.A chi ha sempre e sopratutto cantato le nefandezze degli esseri umani che si ammazzano fra di loro a solo scopo di interessi. Da un adoratore di Fabrizio De Andre' un gioiello lasciato a tutti noi:

GIROTONDO

Se verrà la guerra, Marcondiro'ndero
se verrà la guerra, Marcondiro'ndà
sul mare e sulla terra, Marcondiro'ndera
sul mare e sulla terra chi ci salverà?

Ci salverà il soldato che non la vorrà
ci salverà il soldato che la guerra rifiuterà.

La guerra è già scoppiata, Marcondiro'ndero
la guerra è già scoppiata, chi ci aiuterà.

Ci aiuterà il buon Dio, Marcondiro'ndera
ci aiuterà il buon Dio, lui ci salverà.

Buon Dio è già scappato, dove non si sa
buon Dio se n'è andato, chissà quando ritornerà.

L'aeroplano vola, Marcondiro'ndera
l'aeroplano vola, Marcondiro'ndà.

Se getterà la bomba, Marcondiro'ndero
se getterà la bomba chi ci salverà?

Ci salva l'aviatore che non lo farà
ci salva l'aviatore che la bomba non getterà.

La bomba è già caduta, Marcondiro'ndero
la bomba è già caduta, chi la prenderà?

La prenderanno tutti, Marcondiro'ndera
siam belli o siam brutti, Marcondiro'ndà

Siam grandi o siam piccini li distruggerà
siam furbi o siam cretini li fulminerà.

Ci sono troppe buche, Marcondiro'ndera
ci sono troppe buche, chi le riempirà?

Non potremo più giocare al Marcondiro'ndera
non potremo più giocare al Marcondiro'ndà.

E voi a divertirvi andate un po' più in là
andate a divertirvi dove la guerra non ci sarà.

La guerra è dappertutto, Marcondiro'ndera
la terra è tutta un lutto, chi la consolerà?

Ci penseranno gli uomini, le bestie i fiori
i boschi e le stagioni con i mille colori.

Di gente, bestie e fiori no, non ce n'è più
viventi siam rimasti noi e nulla più.

La terra è tutta nostra, Marcondiro'ndera
ne faremo una gran giostra, Marcondiro'ndà.

Abbiam tutta la terra Marcondiro'ndera
giocheremo a far la guerra, Marcondiro'ndà...

il confronto said...

Tutti i commenti, le dichiarazioni e le affermazioni che avranno l'unico intento di offendere e oltrepassare i limiti della decenza e del rispetto delle più elementari norme etiche e morali SARANNO CANCELLATI.

Emanuele Ragosta