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In ricordo di Mimmo Beneventano....



di Emanuele Ragosta


Mimmo Beneventano
medico chirurgo e consigliere comunale
ASSASSINATO DALLA CAMORRA IL 7 NOVEMBRE 1980

Era una mattina di novembre. Di quel novembre 1980 che vide la terra tremare e spaccarsi per quel lungo, interminabile minuto e mezzo che non sarà mai cancellato dalla nostra mente. Palazzi enormi crollati, quasi fossero stati di carta, sotto i colpi del terremoto. Migliaia di morti la sera di quel 23 novembre, a Napoli e soprattutto nella Campania interna e in Basilicata. Ma quella mattina del 7 novembre a morire è un uomo solo e indifeso. È Mimmo Beneventano, lucano di origine, medico e Consigliere Comunale ad Ottaviano, comunista.
Ad ucciderlo, in un agguato sotto casa, è la camorra. La pistola che spara è di qualche manovale, l’ordine di usarla è dei potenti di Ottaviano. Perché? Mimmo non era un magistrato come Chinnici, che stava risalendo al terzo livello della mafia, lì dove si incontrano i santuari della politica e del potere. Non era Dalla Chiesa, esponente di rilievo di quella parte dello Stato che, contro la mafia e la camorra, cerca di fare fino in fondo il suo dovere e la sua parte. Non era Pio La Torre, capo dell’opposizione in Sicilia, animatore di un grande movimento contro i missili di Comiso e contro il potere mafioso.
Mimmo era un militante, un dirigente locale, un medico. Ma ad Ottaviano, in quel piccolo centro vesuviano dove regnava l’ordine della camorra. Un ordine fatto di violenze, di minacce, di controllo sulla vita di ogni cittadino, e fatto anche (perché non dirlo?) di paura della gente, una paura che spesso poteva esprimersi in un silenzio connivente. Mimmo Beneventano, invece, come il compagno Pasquale Cappuccio, come il compagno Raffaele La Pietra, come altri cittadini, lottava e agiva. Parlava e lottava in Consiglio Comunale e nella piazza di Ottaviano. Usava quelle parole – camorra, mafia – che ad Ottaviano non dovevano esistere. Agiva tra la gente, ed era dalla sua parte. Come comunista, e come medico sempre pronto a correre da chi soffre, da chi ha bisogno. Per questo lo hanno ucciso. Perché anche lui, in quel piccolo mondo chiuso di Ottaviano, era un simbolo. Perché esprimeva, nei confronti della camorra, un contropotere semplice e forte. Quello che gli veniva dall’essere un uomo buono e colto, intransigente e umano. “Voglio essere sepolto a Sasso”, scrive in una delle sue poesie. A Sasso, in quella terra lucana, aspra e povera, che lo aveva abituato ad essere così sensibile, così attento alle persone e alle cose. E quella sensibilità si era poi accresciuta ed arricchita esercitando la militanza comunista e la professione di medico. Le parole e le mani erano la sua forza. La forza di un esempio che poteva scuotere le coscienze e spingerle a ribellarsi. Per questo lo hanno ucciso. Era una mattina di novembre. Due anni dopo. Il giorno della sfida. Ad Ottaviano, il paese del silenzio, il paese di Cutolo e di Mimmo Beneventano, sfilano per le strade alcune migliaia di giovani. A viso aperto, con la freschezza e l’entusiasmo della loro età. Ricordo bene quel giorno. Le facce dei giovani e le facce stupite e preoccupate dei notabili di Ottaviano, che si intravedevano alle finestre del Comune. Ricordo bene la gente, prima restia e poi curiosa, desiderosa di capire quei giovani, quel Vescovo, quegli uomini politici – pochi – che erano andati lì a dialogare con i cittadini e a sfidare Cutolo a casa sua, nel suo regno. Dopo di allora, di nuovo ad Ottaviano, e poi in centomila a Napoli, e poi a Palermo, a Reggio Calabria, in tante piccole città, a Roma. È nato il movimento contro la camorra e la mafia....Antonio Bassolino - Direzione Nazionale del PCI.

Queste erano le parole dell'allora giovane Bassolino, il suo ricordo del compagno Mimmo Beneventano.Venerdì 7 novembre, ad Ottaviano, in via Mimmo Beneventano, alle ore 20,00. Insieme per rinnovare il ricordo dell’impegno civile del consigliere comunale ucciso dalla camorra e per lanciare “La Giornata della Memoria”, dedicata a tutte le vittime innocenti uccise delle mafie, che, organizzata dall’Associazione “libera”, si svolgerà il 21 marzo prossimo.
Legambiente “Mimmo Beneventano” di Ottaviano organizza, venerdì 7 novembre, “la giornata del ricordo” in memoria di Mimmo Beneventano: una serie di iniziative prenderanno vita sul territorio per ricordare la figura, l’impegno civile e il sacrificio del medico e consigliere comunale ucciso dalla camorra il 7 novembre del 1980 per aver contrastato la criminalità organizzata e non essersi piegato al terrore camorristico imperante negli anni ’80.
La mattina del 7 novembre, i volontari di Legambiente saranno presenti nelle scuole di Ottaviano per ricordare la figura e la storia di Mimmo Beneventano: durante gli incontri si leggeranno le sue poesie, si parlerà del suo impegno di medico a fianco dei più deboli e della passione politica volta a rigettare ogni forma di compromesso.
La sera, alle ore 20,00, in quella stessa strada nella quale la mattina di 28 anni fa Mimmo Beneventano veniva brutalmente trucidato sull’uscio di casa e che ora porta il suo nome, Legambiente darà vita ad un momento di ricordo e riflessione, al quale sono invitati a partecipare la cittadinanza tutta e tutte le cariche istituzionali.
La commemorazione di quest’anno ha un ulteriore importante significato. Attraverso il ricordo di Mimmo Beneventano si lancerà “la Giornata della Memoria”, in ricordo di tutte le vittime innocenti uccise dalle mafie, che, organizzata dall’Associazione Libera, prenderà vita il 21 marzo prossimo.
Il 7 novembre, il ricordo di Mimmo Beneventano si unirà a quello di tutte le vittime di camorra d’Italia, come lo stesso avvocato Pasquale Capuccio, altro consigliere comunale di Ottaviano assassinato dalla camorra, per un’unica grande manifestazione di impegno civile e memoria che si concluderà il 21 marzo prossimo.

Partecipate per non dimenticare. "Hanno ucciso Mimmo ma non le sue idee".
Emanuele Ragosta - Il Confronto

8 Comments:

Anonimo said...

Bellissimo articolo... "Non dimenticate, bisogna ricordare"...

Anonimo said...

Grazie emanueleper aver ricordato un grande eroe, un pò tutti dovremmo prendere esempio da lui...grazie emanuele grazie mimmo
Giuseppe Guastaferro

Anonimo said...

la gente di ottaviano, ha sempre insinuato ke Beneventano fosse stato ucciso per questioni private...e ha sempre negato ke esistesse la camorra...e ke parte dei loro concittadini ne fosse affiliata...e ancora oggi sarebbero pronti a servirli!!!

Anonimo said...

è uscito un ALTRO MANIFESTO. questa volta però è frmato sia da vittorio abate che da biagio simonetti. Ragazzi ma il consigliere Simonetti non era quello che si è rifiutato di dar le risposte a quelli del confronto?

Anonimo said...

simonetti è un consigliere?ma non era assessore? uah io non capisco proprio nulla........ma alle elezioni scorse questi signori avevano le foto sui manifesti?io non li ricordo....

Anonimo said...

ma porta il pizzetto simonetti?

Anonimo said...

il consigliere Abate e il consigliere Simonetti invece di giudicare gli altri (dovrebbero prima guardare nel loro piatto) dovrebbero vergognarsi loro stessi. Loro combattono per il potere e per la conquista di questo potere, non per una Ottaviano migliore. Mimmo Beneventano era un consigliere del P.C.I. questo è vero, ma era ed è il simbolo della lotta alla camorra, a quei poteri che permeavano sul nostro territorio fino a 10 anni fa. 10 anni fa l'allora sindaco veniva con tutta la giunta e il consiglio comunale veniva mandato a casa perchè la camorra era presente nella nostra cosa pubblica. Quei consiglieri non si sono mai visti in questi anni alla commerazione per Mimmo, per Cappuccio e per tutti quelli che (chissà poi perchè quelli che la camorra uccideva erano tutti di sinistra!!!) sono stati oggetto di attenzioni particolari della malavita locale.
Quegli stessi consiglieri che puntano il dito alla vergogna non amano il Paese e non sanno che cos'è la lotta alla camorra.
Ma con chi si è apparentata F.I (Biagio Simonetti) e A.N. (Vittorio Abate) alle ultime elezioni? Ah, ora ricordo, con Giovanni D'Ambrosio (Rinnovamento Democratico Cristiano). Ah, ora capisco tutto. Ho parlato a vuoto sino ad ora...non ricordavo questo particolare.
Beh, se proprio non volete onorare un simbolo che vi rappresenta come Mimmo, almeno lasciate stare gli anziani. Ci sono stati complimenti da destra e da sinistra per la gita organizzata. Qui più si fa per la gente e più ci si lamenta. Consigliere Abate VERGOGNATI! Consigliere Simonetti VERGOGNATI! Gli anziani non si toccano...voi siete scesi tanto in basso da toccare anche le gite degli anziani...la prossima volta che farete, attaccherete le gite per i bambini? non siete degni di amministrare il Paese.
Ps: SIMONETTI, nel manifesto sottolinea le assenze dell'assessore, io sottolineo le sue. Un consigliere che su 15 consigli all'anno ne fa 3, ma che consigliere pensate che sia? Pensate che ami veramente il PAese...io penso che vi ami solo quando gli dovete dare il voto! e questo al paese mio, non è amare, ma PRENDERE PER I FONDELLI...Si vergogni...e faccia un gesto di onestà: alle prossime elezioni non si candidi...Se lei non ha saputo fare un pò di opposizione (ha avuto cinque anni) come può presumere di saper amministrare un paese come Ottaviano???

Anonimo said...

Giovanna Salvati ti copia gli articoli e li firma a suo nome.
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