Diossina e ecomafia, è tempo di cambiare.
“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.”
Dovrebbe essere la citazione del 32° articolo della Costituzione Italiana, ma non stupisce sentirci esclusi da un sistema che sembra dimenticare la difesa del bene più importante, inequivocabilmente intoccabile: la nostra salute. In un’Italia già martoriata da disfunzioni organizzative nel settore, spesso carente delle stesse strutture, schiava del potentato economico di turno, a complicare la situazione ci pensano le organizzazioni criminali che, con il loro nobile operato, commettono reati arrecanti danni all’ambiente. E noi, più di chiunque altro, cittadini del tristemente famoso triangolo della morte Acerra-Nola-Marigliano, sappiamo bene cosa significa essere primi in classifica per tasso di mortalità dovuta al cancro. Secondo il rapporto Ecomafia 2007 di Legambiente, le regioni dove si registra il maggior numero di reati ambientali sono (nell’ordine) Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, non a caso capitali delle principali organizzazioni mafiose italiane. C’è un convitato di pietra alla tavola dei Napoletani, si chiama diossina, una tra le principali sostanze concorrenti all’insorgere di varie patologie: disturbi endocrini, disfunzioni del metabolismo, endometriosi, fino all’Alzheimer. Si tratta di una sostanza liposolubile e persistente, assunta nel 90% tramite la catena alimentare: particolare, quest’ultimo, non trascurabile se si pensa che Napoli si approvvigiona di frutta e verdura proprio in queste zone prescelte dalle ecomafie per lo sversamento dei rifiuti o in corrispondenza di discariche legali e mal gestite. E’ il ritratto di una società opulenta e sprecona che nasconde i suoi rifiuti come polvere sotto al tappeto, delegando gli eserciti dell’illegalità. Vari fatti di cronaca hanno evidenziato come diverse manifestazioni di protesta contro la localizzazione dei siti di smaltimento, sviluppatesi in totale buona fede, sono state poi strumentalizzate e fuorviate dalle ecomafie, desiderose che i problemi ambientali restassero irrisolti al fine di poter continuare a gestire i lucrosi affari ad essi collegati. Se è vero che la salute è, oggi più che mai, il più prezioso dei doni, allo Stato spetta l’obbligo di garantirla per sfuggire ad accuse di incostituzionalità: non ha senso ricordare, attraverso spot televisivi, quanti anni sono passati dall’emanazione della Costituzione del nostro Paese, se nel quotidiano non ci viene almeno riconosciuto il sostegno in una battaglia nella quale a scendere in campo non potrà mai essere il singolo cittadino.
Dovrebbe essere la citazione del 32° articolo della Costituzione Italiana, ma non stupisce sentirci esclusi da un sistema che sembra dimenticare la difesa del bene più importante, inequivocabilmente intoccabile: la nostra salute. In un’Italia già martoriata da disfunzioni organizzative nel settore, spesso carente delle stesse strutture, schiava del potentato economico di turno, a complicare la situazione ci pensano le organizzazioni criminali che, con il loro nobile operato, commettono reati arrecanti danni all’ambiente. E noi, più di chiunque altro, cittadini del tristemente famoso triangolo della morte Acerra-Nola-Marigliano, sappiamo bene cosa significa essere primi in classifica per tasso di mortalità dovuta al cancro. Secondo il rapporto Ecomafia 2007 di Legambiente, le regioni dove si registra il maggior numero di reati ambientali sono (nell’ordine) Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, non a caso capitali delle principali organizzazioni mafiose italiane. C’è un convitato di pietra alla tavola dei Napoletani, si chiama diossina, una tra le principali sostanze concorrenti all’insorgere di varie patologie: disturbi endocrini, disfunzioni del metabolismo, endometriosi, fino all’Alzheimer. Si tratta di una sostanza liposolubile e persistente, assunta nel 90% tramite la catena alimentare: particolare, quest’ultimo, non trascurabile se si pensa che Napoli si approvvigiona di frutta e verdura proprio in queste zone prescelte dalle ecomafie per lo sversamento dei rifiuti o in corrispondenza di discariche legali e mal gestite. E’ il ritratto di una società opulenta e sprecona che nasconde i suoi rifiuti come polvere sotto al tappeto, delegando gli eserciti dell’illegalità. Vari fatti di cronaca hanno evidenziato come diverse manifestazioni di protesta contro la localizzazione dei siti di smaltimento, sviluppatesi in totale buona fede, sono state poi strumentalizzate e fuorviate dalle ecomafie, desiderose che i problemi ambientali restassero irrisolti al fine di poter continuare a gestire i lucrosi affari ad essi collegati. Se è vero che la salute è, oggi più che mai, il più prezioso dei doni, allo Stato spetta l’obbligo di garantirla per sfuggire ad accuse di incostituzionalità: non ha senso ricordare, attraverso spot televisivi, quanti anni sono passati dall’emanazione della Costituzione del nostro Paese, se nel quotidiano non ci viene almeno riconosciuto il sostegno in una battaglia nella quale a scendere in campo non potrà mai essere il singolo cittadino.
Ida D'alessandro " Il Confronto"


9 Comments:
Ancora una volta, finita "l'emergenza elettorale e politica" della questione rifiuti campana, mentre tutte le telecamere se ne sono andate e della Campania Felix non si parla più, Noi continuamo a mettere il dito nella piaga, nel problema più grande che c'è e che fondamentalmente resterà sulla nostra pelle. La questione della diossina prodotta dagli scempi degli anni scorsi e probabilmente da quelli futuri è seria ed è molto grave, ma pochi ne parlano. Nella manifestazione organizzata sabato scorso dal Collettivo Voce Nueva, nel dibattito finale si sono fatti due conti, molto semplici: I due inceneritori prossimi all'apertura, ovvero Acerra e Salerno sono già sovradimensionati rispetto alle nostre esigenze. Quindi i 5 inceneritori programmati dal nostro governo sono un chiaro segnale che siamo destinati a diventare l'inceneritore delle regioni del Sud. Non solo, il residuo è così alto (più del 30%) che giustifica l'apertura di tantissime discariche, non necessarie allo stato attuale.
E intanto registriamo il silenzio assoluto da parte di politici, giornali, enti locali... la nostra salute interessa a pochi... Per ora beatifichiamo chi ci sta portando sull'orlo del baratro. La nostra nuova confrontista Ida, mette bene in risalto un'altro problema, quelle delle ecomafie che negli anni hanno sguazzato nel silenzio assoluto in queste drammatiche emergenze e ci hanno riempito di veleni le campagne, le città e le case!!!! E in dieci anni non sono state inasprite dal governo le sanzioni per chi commette scempi di questi tipi. Non solo, il nostro nuovo ministro dell'ambiente, con un rigurgito di nazionalismo degno dei peggiori paese autarchici degli anni 30 si è accodata non ai paese più avanzati in fatto di ambiente ed ecologia, ma ha fatto lega con i paesi più arretrati per fermare l'adozione di nuove misure in grado di contenere il disastro ambientale che ormai incombe su di Noi. Insomma come il gambero stiamo facendo dei passi indietro, sventolando come al solito ragioni economiche note solo al ministro dell'ambiente italiano, ma non agli omologhi ministri dell'ambiente della Germania, della Francia della Spagna e della Gran Bretagna. Insomma il solito motto: Tutto va bene fin quando non mi mettete le mani nelle tasche.... Tutto va bene fin quando mi levate dai piedi la "munnezza" e la portate via da qui!!! In questo silenzio ,tutti questi disastri ambientali stanno presentando il conto agli abitanti campani, sotto forma di aumento di casi di leucemie, tumori e di tante altre malattie e se questo impenetrabile muro di silenzio non viene scardinato dovremo veder morire la Campania Felix e noi stessi!!!!
Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle. (Oscar Wilde)
Michele "Lele" Saggese
tra gli scempi figurano anche gli abusi edilizi... a buon intenditor poche parole..
ma gli amministratori non vedono chi costruisce abusivamente o hanno i paraocchi? a buon intenditor poche parole
o puorc dic vicin o ciucc: mantennimc pulit.. dedicato a michele saggese e a tutti gli architetti di ottaviano
Cari lettori del blog, il commento precedente Vi fa capire quanta immondizia ci sia ancora nelle strade, in attesa di essere raccolta!!!!!
Michele "Lele" Saggese
ore 18.29 del 30 ottobre, leggo: o puorc dic vicin o ciucc: mantennimc pulit.. dedicato a michele saggese e a tutti gli architetti di ottaviano
è vergognoso ciò che è stato scritto in questo commento. Esprimo la mia piena soliderietà al nostro presidente per quelle che sono le gravissime offese ricevute in questo commento. Alcune persone in questo paese non smettono mai di stupirci, nè di deluderci. Offese che sono il frutto di una politica scabrosa e poco serie, fatta da personaggi e da persone ormai arrivate alla frutta e che non sanno più cosa fare. L'offesa è l'ultimo appiglio delle persone disperate. Siete così poveri di mente, vigliacchi di spirito che non meritereste neanche tutta questa attenzione.
Vergognati!
Potrete offenderci all'infinito, fare tutto quello che volete, andare sul personale ma il Confronto sarà sempre qui...e non mollerà, nè ora, nè mai. Saremo sempre pronti a tutelare il nostro Paese e a dare corretta informazione. Noi andremo sempre avanti...
Emanuele Ragosta, Il Confronto
solidarietà???'e di cosa?scrivete malissimo..mi spiace dirvelo ma è così.
davvero scandaloso
Ma cavolo! QUASSU' NON SI POSSONO MAI EVITARE I COMMENTI FUORI LUOGO!??!
CHE SCOCCIATURA! NON COMMENTATE PROPRIO QND DOVETE OFFENDERE! QUESTA NON E' CRITICA COSTRUTTIVA!
Anna Ragosta - Il Confronto
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