"Il Confronto - Movimento di libere idee" - Se anche tu vuoi scrivere e dire la tua, non esitare a contattarci. - ilconfronto.ottaviano@live.it -

Un primo passo nel mondo dell’economia

Intervista a Pasquale Ugliano presidente dell’ASCOM

Dopo aver passato molto tempo ad esplorare la realtà politica e sociale della nostra area e aver dedicato molto spazio al campo politico, il Confronto si addentra oggi in un mondo di non secondaria importanza, affrontandone prospettive e problematiche: parliamo dell’universo dell’economia, in particolar modo di quello del commercio. Per dare una prima occhiata a questo mondo che spesso si mostra poco attraente, per i profani, abbiamo scelto di farci accompagnare da un esperto del campo, Pasquale Ugliano, presidente dell’ASCOM, nonché titolare di un’importante azienda locale, il mobilificio che porta ne porta il nome.Ci avviciniamo con una domanda che forse gli sarà già stata posta altre volte, un interrogativo forse scontato, ma che vogliamo porre sia all’uomo che all’imprenditore. Il mondo del commercio è sicuramente ostico, talvolta infido. Quanto conta l’ambizione per riuscire a farsi strada? Quanto, invece la fortuna? Un sorriso e una strizzatina d’occhi, poi:”La domanda non è semplice. Bisogna innanzitutto chiedersi se alla fortuna ci si crede. Fortuna intesa come elemento che possa intervenire nelle trame della vita non come semplice intercalare. La fortuna la si deve cercare, o meglio, è qualcosa che possiamo costruire. Sicuramente è una variabile da mettere in contro, ma non quella principale. L’ambizione…bè, quella di sicuro costituisce la spinta, il motore che ci porta ad andare sempre più avanti. Non sempre i nostri progetti vanno incontro alla realizzazione, eppure dobbiamo crederci, crederci fino in fondo. Io non sono scaramantico, credo semplicemente che la fortuna possa aiutare. Trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Ma in fin dei conti siamo noi a dover essere capaci di afferrare il treno al volo…Ripeto, tutto si riconduce alla capacità di crederci, credere anche nell’assurdo, con tutto il coraggio che abbiamo. Anch’io ho fatto molte sciocchezze nella vita”. Continuiamo ad indagare e la nostra “guida” si sbottona, rivelandoci le difficoltà che ha incontrato sul proprio cammino. “Talvolta i miei progetti hanno trovato l’ostacolo della realtà. A volte tutto si è tradotto in un logoramento morale, oltre che in un danno economico. Nel ’91, ad esempio, portammo avanti una ristrutturazione totale dell’azienda, anche delle strutture. Poi c’è stato l’inizio della crisi economica. Non ho mai recuperato le spese di quei lavori. Avrei dovuto modificare il mio progetto, trasformare la mia attività da un negozio medio-alto ad una sorta di mercatone. Ma sarebbe stato necessario avere la mentalità per farlo. Una mentalità che non mi appartiene. Per questo credo che quella della fortuna sia una questione molto relativa.” Ci addentriamo in una prospettiva più tecnica chiedendo quale sia il ruolo del sistema creditizio nella gestione dell’economia. Ci viene risposto senza mezzi termini che si tratta di un’influenza certamente rilevante e con altrettanta sicurezza negativa. “Oggi ottenere un finanziamento è difficilissimo. Devo dire che in questo ho sempre notato una grande differenza tra il meridione ed il nord. Nella nostra zona se non si offrono garanzie non si fa niente neanche di un buon progetto. Credo che il problema risieda anche nel rapporto tra gli enti di credito e la politica. Il governo non è succube delle banche, ma i rapporti che si intrecciano sono assai particolari, si viene a creare una sorta di fido, basato sulla norma del “do ut des”, con crediti sconfinati concessi a determinati personaggi e a determinate cooperative e le banche che in cambio ricevono la tranquillità di poter operare. È, inoltre, una questione di chiusura mentale. Il sistema finanziario non è disposto a rischiare e un imprenditore deve sempre confrontarsi con il rischio. È un dato inconfutabile che l’unico campo economico con utili annui in aumento del 40, 45% in Italia sia quello delle banche. Prendiamo invece il sistema americano. Ci sono operazioni con movimenti di cifre stratosferiche eppure non c’è perdita, perché prima o poi è il sistema stesso a risarcire il creditore.” Ci azzardiamo a chiedere se negli ultimi anni nella nostra zona ci si avvia verso una rinascita o se stiamo davvero assistendo a una parabola discendente.“La mia è un’analisi spietata: non vedo orizzonti chiari. Questo anche a causa del blocco edilizio dei paesi vesuviani, che ha immancabilmente causato un parallelo blocco dell’economia. Ottaviano, così come tanti altri paesi…è un paese morente. Questa sorta di operazione di “svuotamento” mina l’attività commerciale, un’attività che si basa essenzialmente sul numero di cittadini”. “Nell’area campana”proseguiamo:”Si possono osservare d vicino poli economici di grande importanza. Due nomi su tutti: C.I.S. e TARI’. Crede che per il nostro paese una realtà del genere sia un’utopia?“Quando si creano delle strutture di tale portata vi sono responsabilità, vincoli. Ottaviano potrebbe di sicuro sviluppare centri di produzione di grossa rilevanza che porterebbero benessere a tutto il paese. Una cooperativa di aziende vinicole, ad esempio…Ma occorre volare alto: bisogna chiedersi se ci sono personaggi attualmente in grado di spiccarlo questo volo.” Chiediamo quale ruolo rivesta oggi nell’economia l’artigianato tradizionale e ci risponde senza esitazione:” Può costituire un elemento trainante, e credo che abbia la capacità di rimettere in piedi quest’economia agonizzante e di riportare alla riscoperta di una cultura che si traduca in produttività. Gli artigiani dovrebbero essere incentivati, l’educazione dei giovani all’attività artigianale incoraggiata. I giovani sono troppo lontani dal mondo della produzione artigianale”. Ultima domanda, meno pragmatica e più personale: in che modo si pone il presidente dell’Associazione Commercianti nei confronti dell’ottica del consumismo? “Il consumismo…bisogna accettarlo. È la nuova visione del mondo. Se non ci fosse i prodotti non potrebbero essere commercializzati, non con l’avvento sempre più “invadente” delle economie orientali. È un male necessario”.Insomma, abbiamo avuto un Cicerone d’eccellenza nel muovere i nostri primi passi nel mondo dell’economia, per scoprire un volto dimenticato della nostra area, quello di una produttività che sebbene appaia utopica è ancora possibile…forse è un modo per continuare a coltivare il nostro sogno di un futuro migliore! RITA SAVIANO

5 Comments:

Anonimo said...

Un sentito e pubblico ringraziamento da parte di tutto "Il Confronto" a Pasquale Ugliano per la disponibilità dimostrata e per le tante delucidazioni che ci ha dato sul mondo del commercio ottavianese e non solo. Al di là di tutte le retoriche Pasquale attraverso la sua esperienza personale di commerciante e presidente dell'Ascom ci ha regalato tante notizie e tante dritte che da profani non avevamo mai colto. Grazie ancora!!! Il Confronto

Anonimo said...

Qualche idea che più si avvicina ai nostri problemi.... Le persone che potrebbero dare una mano a questo paese restano fuori mentre gli incompetenti sono dentro!!! Ma come si fa a dire che serve l'esercito ad Ottaviano quando a Napoli che ha mille problemi se ne mandano solo 300. Come si fa a dire che si è vicino agli ottavianesi e poi si critica l'amministrazione che inizia la differenziata? E soprattutto cosa si vuole fare in alternativa a quello che si fa?
Mah....

Anonimo said...

scusat ma avete visto guastaferro???se passa di quà mi avvertite???madò mi manca tanto...........
ciao da clementina

Anonimo said...

eh non vedo più manco l'amico del pdl,uauaua stann tutt in ferie

Anonimo said...

Comunicazione diciamo così di servizio per coloro i quali leggono gli articoli che vengono qui pubblicati, vi consiglio caldamente di prestare attenzione agli articoli , perchè potrebbe capitare che quest' ultimi subiscano delle, diciamo così, modifiche come verificatosi ad esempio con l' articolo " Cassonetto cerca padrone" pubblicato il 27 luglio.
Sono rimasto sorpreso, andando a rileggere l' altro giorno quest' articolo, delle modifiche che sono state apportate, una vera e propria opera di "maquillage" con l' aggiunta di parti come ad esempio ciò che in questa seconda versione è scritto in caratteri di colore rosso, e l' ultima parte recante i punti interrogativi che non erano presenti nella prima versione di quest' articolo. Mi viene spontaneo chiederti caro mario come mai pubblichi un articolo il 27 luglio per poi modificarlo i giorni seguenti??? Cosa ti ha spinto a modificare tale articolo???
Provo a dare io una risposta. L' ex Rione san Paolo,caro mario, con delibera del 4 Gennaio 2008, più di otto mesi fa, è diventato Pubblico, ciò ha consentito non solo di fare i lavori di fognatura degli scorsi mesi ma da settembre inizieranno i lavori per la pubblica illuminazione. Come è facilmente comprensibile a tutti , sarebbe stato inutile ed economicamente dispendioso rifare adesso il manto stradale, che chiaramente deve essere rifatto dopo i lavori degli scorsi mesi, se poi da settembre bisogna rompere nuovamente la strada per l' installazione dei pali e per la canalizzazione idrica che dovrà essere eseguita dalla Gori. Non ti pare?????
Tra l' altro se ti stanno a cuore le sorti del Rione San paolo, forse sarebbe stato meglio prendere prima delle informazioni, per le quali potevi anche evitare di recarti sul Comune,ma ti sarebbe bastato fare più o meno dieci passi a piedi, essendo noi dirimpettai di casa e chiedere tranquillamente delucidazioni in merito a mio padre, consigliere e presidente del Consiglio Comunale, che forse forse la situazione la conosce un pò meglio di te, essendo uno dei consiglieri , che in questi anni si è impegnato fortemente per la riqualificazione di via F.F.S.S( illuminazione, marciapiedi),della piazzetta ferrovia, del Rione San paolo, e di zone periferiche. Ma la mia più grande delusione è notare come dei giovani miei coetanei,che dovrebbero ben conoscere quella che era la realtà di qualche anno fa, non apprezzino ciò che l' amministrazione comunale, tra tante difficoltà , ha fatto e sta facendo per la riqualificazione delle periferie.Se questo che è stato fatto, anche se poco, è sempre sottoposto a critiche, mi viene il dubbio che forse erano meglio i vecchi politici che per tanti anni si sono "fermati" alle sole promesse?????
Forse sarebbe meglio,prima della pubblicazione di un qualsiasi articolo di documentarsi, e di non lasciarsi trascinare dalla foga di scrivere a tutti i costi e dalla smania di protagonismo a discapito di una buona informazione.

Ignazio franzese