
Mancano 28 giorni da oggi al 13 aprile quando gli elettori andranno a deporre il loro voto alle urne. Nei paesi democratici quello del voto è un momento importante: il popolo esprime la propria sovranità, sceglie chi dovrà guidarlo, gli delega la sua rappresentanza e gli affida per qualche tempo il suo destino.
La storia politica italiana è stata contraddistinta da grandi ideologie e dalla presenza dei grandi partiti di massa. Il popolo e la società cercavano in essi quelle risposte che da soli non riuscivano a trovare e credevano in un domani migliore e nell’attenuazione di quelle enormi differenze che esistevano tra un ceto e l’altro. Le grandi stagioni degli scioperi, delle piazze gremite, dei grandi leader politici, carismatici e irraggiungibili, sono ormai alle spalle. La società si è evoluta, è cambiata, ed è destinata a cambiare ancora. Da una società contadina, si è passati alla grande industria e da lì i cambiamenti sono stati radicali con il raggiungimento del benessere. Erano gli anni 80 e l’Italia volava e sognava…poi vennero gli anni bui, le stragi di Capaci e di via D’Amelio, e Tangentopoli, che segnò la fine di un’epoca, la fine degli interessi di corporazione e i clientelismi. Sembrava chiusa quell’epoca, permeata dall’antipolitica, dalla caccia alle streghe, che il tutto sembra ripetersi…oggi come ieri…e quasi con gli stessi protagonisti.
Però qualcosa di nuovo all’orizzonte sembra intravedersi ed è forse questo che sta dando peso ad una campagna elettorale davvero complicata. L’attenzione mediatica è tutta spostata sui due perni, sui due pilastri di questa campagna: Berlusconi da una parte con il suo Popolo delle Libertà e Veltroni dall’altra con il Partito Democratico. E sono anche due i principali slogan che campeggiano nelle nostra città: “Rialzati Italia” e “Si può fare”…Eppure è una campagna elettorale un po’ strana. Non ci sono più quelle distinzioni sostanziali tra la destra e la sinistra, non ci sono più programmi che mirano a tutelare le libertà individuali e programmi che tutelano le libertà sociali. Anzi, se andiamo a vedere, notiamo che i programmi di entrambe le correnti sono pressoché simili se non uguali. Meno tasse per tutti, aumento degli stipendi, miglioramento delle condizioni dei lavoratori, tutela per i più deboli…sono queste le principali questioni su cui i due leaders stanno battagliando. E allora?
Il Popolo delle libertà è dato da tutti in vantaggio. Berlusconi ripresenta il già visto, con la candidatura di quasi tutti i parlamentari uscenti. Veltroni rappresenta con il suo partito qualcosa di mai visto prima. Volti nuovi, volti giovani, esclusioni eccellenti…il coraggio di osare o di giocarsi il tutto per tutto nella disperata rincorsa al centro destra.
Fuori tutti gli altri: la Sinistra Arcobaleno, che crede nei suoi mezzi e nel raggiungimento di importanti risultati, guidata dall’uscente presidente della Camera Bertinotti; l’UDC che dopo 14 anni rompe gli accordi con la Casa delle Libertà e decide di correre da sola; il Partito Socialista che cerca di ritrovare e di rincorrere i fasti che furono; la Destr, guidata dalla Santanchè, afferma di essere la vera destra del paese…..
Abbiamo ancora 28 giorni per capire, per valutare e per decidere. Decidere di cambiare o di ritornare al passato, decidere sugli uni o sugli altri ma con gli stessi programmi e con le stesse bugie. Diceva Giolitti, grande uomo politico italiano che non si dicono mai tante bugie in campagna elettorale di quante se ne possano dire in una vita intera. Forse aveva ragione. Ed è per questo che dobbiamo stare attenti, star attenti a non farci illudere da chi lo ha già fatto una volta, stare attenti da chi crede che in un giorno si possa cambiare il moto rotatorio del pianeta e sperare…sperare che qualcosa cambi e sul serio e che la nostra fiducia non sia ricambiata nel peggiore dei modi, con l’ennesimo fallimento.
Abbiamo ancora 28 giorni per capire da che parte stiamo andando e per decidere come ci comporteremo in quel breve ma decisivo momento della nostra sovranità popolare.
Emanuele Ragosta
Gli Italiani al voto
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2 Comments:
belle parole....ma voi a chi votate????perchè non vi schierate???
a cosa servono gli schieramenti?certo ogni giornalista de"Il confronto" ha le proprie idee politiche ma a cosa ti servirebbe sapere il partito che voterò??? per fare politica(buona politica)non c'è bisogno a mio avviso,di aderire ad un partito,schierarsi appartenere ad un colore o l'altro.....ci vuole poco per capire che se paghiamo la tassa sui rifiuti come minimo dovremmo avere strade pulite,ci vuole poco per fare la raccolta differenziata e per capirere che non sempre si può dare la colpa ai politici....perchè vedi,io penso che loro sono 100 noi 100000, e quindi siamo noi cittadini a dover tenere pulito il paese,noi titolari di ditte edili a dover fare bene i lavori stradali,noi figli a dover rispettare gli anziani e noi genitori a educare i giovani e dar loro spazio e ascolto.......cosa vogliamo dire:che voteremo a destra o sinistra ma poi dopo diremo che sono tutti uguali e non ci sanno governare? no garzie,parliamo dei veri problemi,delle cose da fare al di là della politica ormai malata dei nostri paesi.....
Mario Ragosta "Il Confronto"
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