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Il Forum di Poggiomarino e “I giorni della legalità”
Presentazione del libro “I ragazzi della terra di nessuno” di Gianni Solino.


Di Antonio Cimmino e Fabiana Pirone









A partire da Gomorra sociologi,penne esperte e non solo hanno gettato luce su realtà intrise di violenza,inconsapevolmente respirate e interiorizzate da adulti e da giovani,realtà che si imprimono indelebilmente nelle coscienze,sottraendosi ad ogni esemplificazione.
Il sogno di dominio della camorra fa da sfondo alle dodici intense istantanee di vita racchiuse ne “I ragazzi della terra di nessuno” di Gianni Solino,sindacalista da sempre impegnato sul fronte antimafia,autore delle dodici storie che afferrano con vigore il lettore alla gola conducendolo laddove,forse,neppure l’immaginazione può arrivare,o forse finge di non potere. Per timore. Per orrore.
La serata al I circolo didattico di Poggiomarino durante la quale il libro è stato presentato aggiunge il primo,importante tassello a “I giorni della legalità”,ciclo di eventi promossi dal forum delle associazioni di Poggiomarino e costellato da spunti di riflessione su tematiche quali giustizia e legalità.
La presentazione ha inizio con un accorato ringraziamento da parte della dirigente scolastica che poco dopo passa la parola al dott.Francesco Gravetti,giornalista de “Il Mattino”,presente anche a Ottaviano il 5 dicembre,giornata che l’Amministrazione comunale dedicò a due degli eroi più significativi degli ultimi venti anni:Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Il giornalista,che il Confronto ringrazia per l’invito a prender parte alla manifestazione,ha tenuto a sottolineare che le disilluse speranze di questa terra di nessuno,sono soltanto i germi di percorsi alternativi da costruire,di un processo che talora,purtroppo,si arresta allo stato embrionale,risolvendosi in dipinti a tratti troppo incerti,per episodi a noi così vicini.



Ma “I giorni della terra di nessuno” pur denunciando le ferite che questa terra reca con sé,non si ferma ad un’attenta rassegna di chi come Diego “non si trova” (siamo dinanzi ad un caso di lupara bianca),o di chi come Giorgio,da onesto commerciante finirà ingoiato dal “sistema”,non uscendone più vivo;o ancora,di chi come don Peppe Diana,impegnato nella lotta per la legalità,verrà strappato alla vita in nome dei suoi stessi valori.
Gianni Solino,raccogliendo esperienze realmente vissute,quasi come in un diario civile,porta con mano il lettore nelle case di Casal di Principe,Villa di Briano,Frignano,mostrando come la chimera della criminalità organizzata sia riuscita ad infiltrarsi.
Perché ‹‹A parlare si può correre qualche rischio,però a volte a stare zitti si rischia molto di più››.Per chi come l’autore avverte l’urlo dei ragazzi della terra di nessuno,non vi è spazio per la disperazione. Di qui il filo di Arianna che collega i vari episodi non è la guerra intestina tra clan camorristici rivali,né tanto meno la morte. Piuttosto si avverte la speranza di chi intende riappropriarsi di una terra che gli appartiene,restituendole dignità e un’identità ormai avvelenata,partendo da chi per primi la raccoglieranno in eredità:i giovani.
Padre Silvano Controne e il preside del liceo classico “Tito Lucrezio Caio” di Sarno che hanno discusso con l’autore e F.Gravetti,durante la serata,sottolineano come la scuola debba essere il primo banco di prova per nuovi esperimenti,per mostrare come si possa essere “qualcuno” in quella affollata metropoli che è il mondo senza ledere la sfera altrui,per quanto il tutto sembri irrealizzabile.
La serata,che ha visto la partecipazione di un pubblico vivace ed interessato alla tematica,alternando la lettura di alcuni estratti dal libro ad intermezzi musicali a cura di Marco Ascolese,si è conclusa con le parole dell’autore,volte ad offrire un augurio:affinché eventi di tale spessore assieme al ciclo di incontri che seguirà,a partire dal mese di maggio,possano essere fermentativi di riflessioni e stimoli,ma soprattutto di iniziative concrete che coinvolgano il punto nevralgico di ogni società:i giovani.
“Se si vorrà creare un mondo nuovo,anche l’educazione dovrà rinnovarsi” (M. Gandhi).

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