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Di pietro: «Il governo come uno stupratore di bambini». Il pd: «Norme pericolose»
Intercettazioni, via libera al ddl
Berlusconi: «Lo vuole il Paese»
Permessi ascolti solo per reati che hanno il massimo della pena dai dieci anni in su e per quelli contro la PA



ROMA - Via libera al disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri approvando il ddl all'ordine del giorno «all'unanimità e in un clima di grande concordia».

I CONTENUTI - Confermate le linee del provvedimento. Sono vietate le intercettazioni per reati le cui pene sono inferiori a 10 anni. È prevista una deroga per i reati contro la pubblica amministrazione, come corruzione e concussione. Non solo. Le intercettazioni saranno sempre possibili nei reati di mafia, di terrorismo e per tutti i reati di grande allarme sociale. In generale, non potranno però durare più di 3 mesi e dovranno essere decise da un tribunale, non da un singolo soggetto. Resta anche la previsione del carcere da uno a tre anni, commutabili in una sanzione, per chi pubblica conversazioni coperte da segreto e cinque anni per i pubblici ufficiali che le diffondono. Secondo la nuova normativa, inoltre, le intercettazioni telefoniche autorizzate per un'indagine non saranno utilizzabili in un procedimento diverso.

BERLUSCONI - Silvio Berlusconi, secondo quanto racconta un ministro presente al Cdm, ha difeso il provvedimento licenziato dal governo e, rivolto ai ministri, ha ricordato: «Durante la mia campagna elettorale, ho girato piazze piene di gente e di entusiasmo. E vi assicuro che ogni volta che ho parlato di limitare il sistema delle intercettazioni, la gente mi ha applaudito moltissimo. È un provvedimento che gli italiani vogliono».

ALFANO - «Questo provvedimento risponde esattamente al dettato della Costituzione sulla tutela della riservatezza - ha affermato in conferenza stampa il ministro della Giustizia, Angelino Alfano -. La nostra scelta è inoltre coerente con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo». «Il sistema delle intercettazioni era degenerato - ha spiegato Alfano - perché la privacy delle persone è stata violata troppe volte. Il testo approvato è molto equilibrato e coniuga il diritto del cittadino a vedere assicurata la privacy e l'esigenza dell'ordinamento statuale che deve contrastare i crimini». Il ministro ha poi negato che questo provvedimento possa indebolire gli strumenti di indagine: «Enfatizzando il ruolo eccessivo delle intercettazioni si fa un torto alla magistratura. Che gode di mezzi ampi nel codice: non hanno bisogno della cuffia alle orecchie. E i cittadini avranno la bella conseguenza che avranno tutelata la loro sicurezza e la loro privacy».

DI PIETRO - Durissimo il commento di Antonio Di Pietro. «Questa storia delle intercettazioni così come presentato in Consiglio dei ministri mi ricorda il comportamento di un violentatore di bambini che ci prova e una volta tanto non gli riesce - ha affermato il leader dell'Idv -. Ma le mani addosso gliele ha messe e non è riuscito a violentarlo per cause indipendenti dalla sua volontà». Per il capogruppo alla Camera dell'Idv, Massimo Donadi, «è un disegno di legge che prevede il carcere per magistrati e giornalisti e l'impunità per i criminali. Scompaiono del tutto i reati economici finanziari e societari. Questo significa che scandali come Parmalat, 'i furbetti dei quartierino' e clinica degli orrori in Italia non si potranno scoprire mai più. Ci incateneremo in aula».


Il PD - Critico anche il Partito democratico. Marco Minniti e Lanfranco Tenaglia, rispettivamente ministri ombra dell'Interno e della Giustizia, affermano che le norme sulle intercettazioni «sono sbagliate e pericolose». «È evidente il passo indietro che il presidente del consiglio ha dovuto fare rispetto ai proclami dei giorni scorsi. Tra i reati che possono essere sottoposti ad intercettazione rientrano infatti anche i reati contro la pubblica amministrazione, ma ciò non è stato sufficiente ad impedire l'inserimento di norme sbagliate e pericolose che limitano comunque lo strumento di indagine e l'utilizzazione in altri processi del contenuto rilevante delle intercettazioni», ottolineano i due esponenti del Pd. «Tutelare la riservatezza dei cittadini ed evitare che i fatti privati vengano messi in piazza - proseguono - significa regolamentare in modo severo e rigido la segretezza e la diffusione delle intercettazioni e consentire alla magistratura di poter disporre le intercettazione per tutti i reati di rilevante gravità. Considerare come in contrasto queste due esigenze è un errore di impostazione del ddl che il Pd si batterà per modificare in Parlamento».

Tratto dal "Corriere della Sera" 13-06-2008
Cosa ne pensate di questa particolare vicenda?? A voi la parola....

Gennaro Di Gennaro

3 Comments:

Anonimo said...

antonio di pietro dimostra ancotra una volta di essere l'unico politico contro la "casta".bravo di pietro. come sempre. mi auguro che il tuo partito cresca sempre di più.

Anonimo said...

Non basterebbe disporre che i magistrati fossero liberi di intercettare sospettati di un qualsivoglia reato, imponendo che le registrazioni non vengano assolutamente divulgate(in caso contrario pena la condanna dei magistrati coinvolti)?
Sbatteteli dentro quando vendono notizie ai giornali solo per profitto, prima che le indagini siano concluse. Ma varare la proposta di legge e mettere al bando le intercettazioni telefoniche, significherebbe privare la giustizia di un importantissimo mezzo (pensate ai casi della clinica di Milano o a quello Parmalat..) per mettere in luce crimini impensabili e stanare criminali e truffatori.
La privacy va rispettata, ma qui non è una semplice questione di privacy...
QUALCUNO al Consiglio dovrebbe pensare meno ai suoi interessi e più al popolo d'Italia..

Anna R.

Anonimo said...

ROMA - Via libera al disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. Lo ha deciso il Consiglio dei ministri approvando il ddl all'ordine del giorno «all'unanimità e in un clima di grande concordia».
questa frase mi fà ridere e non mi stupisce,all'unanimità e in un clima di grande concordia..beh cosa c'è da dire?Quasi il 70 % degli italiani ha voluto che a governare siano i capitalisti o almeno quelli che fanno gli interessi dei capitalisti e dei potenti,la volgiamo fare qualche legge che tuteli questi potenti malfattori?questo è il momento...lasciamoli fare..tanto li abbiaMO votati VOI..... he he he he Mario Ragosta